Il Brasile si candida al Mondiale: la difesa è impenetrabile, l'attacco straripante. La Serbia riesce a subire soltanto due gol

24.11.2022 23:30 di Andrea Pontone Twitter:    vedi letture
Il Brasile si candida al Mondiale: la difesa è impenetrabile, l'attacco straripante. La Serbia riesce a subire soltanto due gol
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Gara a due volti, quella tra Brasile e Serbia. Il risultato finale è di due reti a zero in favore dei verdeoro, che dopo un primo tempo scialbo riescono a sbloccarsi (eccome) nella ripresa. L'esordio in questa Coppa del Mondo è atteso con vibrante partecipazione da parte di entrambe le tifoserie, ciascuna delle quali ha grandi sogni legati all'attuale generazione di calciatori e, soprattutto, a questo Mondiale. La prima frazione di gioco, d'altro canto, non decolla: lo spettacolo è quello di un Fiorentina-Udinese qualsiasi, con la maggior parte del tempo perso a fraseggiare inutilmente a centrocampo. Mancanza di personalità, in linea generale, da parte di tutti. Il Brasile avrebbe due buone occasioni, ma in entrambi i casi il tenero Raphinha si limita a passare, con il piatto, la palla al portiere serbo. Proprio Vanja Milinkovic-Savic si rivela autore di un grande intervento: pallone geniale disegnato da Casemiro in verticale per il taglio di Vinicius, che viene stoppato all'ultimo dall'estremo difensore il quale, in seguito, si rialza e da terzino destro puro spazza via ogni minaccia, allontanando la sfera. Nulla di più, nel primo tempo. Il secondo è, totalmente, un'altra storia. In primis perché il calciatore più atteso della Serbia, il laziale Sergej Milinkovic-Savic, sparisce dal campo. Di conseguenza, il Brasile sfrutta le incomprensioni degli slavi per presentarsi con tanti uomini nell'area di rigore avversaria. A fine partita i tiri dei sudamericani sono addirittura ventidue. La Serbia si salva una volta, due, tre... Alla fine il gol, che è nell'aria da diversi minuti, arriva per inerzia: una selva di maglie verdeoro assalta l'area rivale, con la punta Richarlison che a porta vuota (dopo una respinta del portiere su Vinicius) realizza la rete dell'uno a zero. Da peggiore in campo a uomo-partita: la partita dell'attaccante del Tottenham (reduce da un pessimo avvio di stagione, ma ciò nonostante convocato al posto di Firmino, bandiera del Liverpool) cambia nel tempo di un amen. Conquista fiducia, il numero 9 brasiliano, che chiude definitivamente i conti con un gol destinato a restare nella storia del Campionato del Mondo di calcio: al minuto 73 gli arriva un pallone scomodo, ma lui riesce ad alzarselo per poi girarsi in sforbiciata acrobatica e insaccare in porta con il piede destro. La rete più estetica, fin qui, di questo Mondiale. Due a zero: la Serbia - che sul pari era passata al 3-4-1-2, inserendo Vlahovic in tandem offensivo con Mitrovic - si rende conto di aver fallito il suo piano tattico e viene ridimensionata anche sul piano qualitativo. Il Brasile deve rinunciare a Neymar, che subisce un duro colpo alla caviglia (ma Tite promette: "il suo Mondiale non è finito"), e sostituisce anche Raphinha, Vinicius e Richarlison: al loro posto entrano calciatori di uguale spessore, come Martinelli, Gabriel Jesus, Antony e Rodrygo. Con questo potenziale offensivo, e con una difesa così impenetrabile (Thiago Silva, Marquinhos e Casemiro dialogano alla perfezione: ci sono anche Bremer e Fabinho in panchina!), il Brasile si candida alla vittoria di quello che sarebbe il suo sesto titolo.