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, capitan Fabio Lucioni a - La Gazzetta dello Sport - : "Dedico il gol contro la SPAL a mio figlio. Futuro? Mi diverto ancora in campo, ma mi piacerebbe fare il DS"

04.03.2023 12:00 di Francesco Cenci   vedi letture
Fonte: La Gazzetta dello Sport
Fabio Lucioni
Fabio Lucioni
© foto di TuttomercatoWeb.Com

Capitano e lider maximo dentro e fuori dal campo di questo Frosinone, che finora sta dominando il campionato di Serie B: il difensore giallazzurro Fabio Lucioni, autore di uno dei due gol che hanno permesso ai ciociari di tornare alla vittoria nella partita contro la Spal, è stato intervistato stamani dai colleghi de "La Gazzetta dello Sport". Tanti i temi toccati dal difensore ternano: dal momento che stanno vivendo i canarini, passando per il discorso di un'eventuale promozione in A del Frosinone, fino ad arrivare al suo futuri prossimo. Queste le parole dell'ex Lecce e Benevento.

“ Il mio gol contro la SPAL? "Ho preso una bella botta, ma il sangue l’ho visto dopo. So che in tv ha fatto molta impressione. L’ho dedicato a mio figlio, gli ho telefonato dopo la partita ed era emozionato: era il giorno dopo il suo compleanno. L’abbiamo festeggiato la sera dopo, con una trentina di bambini tra scuola elementare e scuola calcio: è più dura tenere a bada loro degli attaccanti!

Attaccanti più forti? A Ferrara c’è stato un bello scontro con La Mantia, poi c’è Coda: sono due amici che stimo e che nel sottopassaggio saluto sempre volentieri. Con la SPAL abbiamo dimostrato solidità, serviva una reazione forte dopo lo scivolone contro il Parma. Non è facile vincere e importi nel gioco, noi siamo stati bravi resistendo anche bene agli assalti degli estensi. Porta inviolata? Se non prendi gol è perché tutta la squadra ha difeso bene. Conta anche chi non gioca. Perché chi sta fuori fa tenere alto il livello dell’allenamento facendo crescere la squadra quotidianamente. Fondamentale.

Meriti di Grosso? È in gamba, ha fatto passi da gigante, sa motivare e dare le nozioni giuste ai giocatori: cose che poi in campo si vedono. La squadra fa quello che vuole lui e per un allenatore è il massimo. Serie A? C’è ancora da soffrire, bisogna sempre cercare l’episodio che stappa le partite e le porta dalla nostra parte. La B è troppo strana, lo sappiamo bene. Ora il Venezia, poi andiamo a Bari: ecco potrebbe essere questo il momento decisivo per la A. Dietro ci possono impensierire tutti, non abbassiamo la guardia. Il Bari soprattutto viene da 4 vittorie su 5 partite, è in crescita ed è arrivato addosso al Genoa: occhio…

Tre promozioni in extremis, stavolta in anticipo? Vorrebbe dire soffrire meno, ma come si dice? L’attesa aumenta il desiderio e quindi, se ci fosse da aspettare qualche giornata in più, aspetteremo. Non è un problema. Talenti del futuro? Il Frosinone li sta aspettando facendoli crescere e si vedono i risultati. Turati, Borrelli, Mulattieri, Boloca, Caso, Monterisi: vedo in loro una crescita quotidiana, il futuro è tutto loro. Però dovranno capire che non è solo una questione tecnica, quando saranno in A dovranno fare un altro step mentale.

Futuro mio? Ne parleremo, senza fretta. Intanto continuo a divertirmi in campo e a dare consigli ai giovani. Quando vedrò che le gambe non vanno più e gli altri mi passano avanti, allora ci penserò. Lo confesso, mi piacerebbe fare il direttore sportivo e tra Corvino e Angelozzi negli ultimi 3 anni ho avuto due grandi maestri”.