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, Stirpe a Passione Frosinone: "Il gruppo l'arma vincente di questo campionato. Dovremo prepararci sotto ogni profilo per contendere la salvezza in A"

Le parole, all'interno della trasmissione Passione Frosinone, andata in onda su Radio Day, del Presidente del Frosinone Calcio Maurizio Stirpe
16.05.2026 08:00 di  Francesco Cenci   vedi letture
Frosinone, Stirpe a Passione Frosinone: "Il gruppo l'arma vincente di questo campionato. Dovremo prepararci sotto ogni profilo per contendere la salvezza in A"
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© foto di Stefano Martini TuttoFrosinone.com

Ospite della trasmissione "Passione Frosinone", andata in onda ieri sera sulle frequenze di Radio Day e condotta da Roberto Monforte, il presidente del Frosinone Calcio Maurizio Stirpe, ha commentato lo straordinario traguardo della promozione in Serie A, con uno sguardo verso il futuro prossimo in Serie A. Queste le sue parole 

“Il mio primo pensiero è che tutto sommato in questi 11 anni abbiamo creato un meccanismo che ci consente di competere per salire in Serie A, per cui vuol dire che la via che abbiamo intrapreso per perseguire questo obiettivo è una via giusta. Adesso bisogna fare un altro passo in avanti che è fondamentale, cioè una volta conquistato questo obiettivo bisogna provare a fare una strategia efficace per poterci rimanere fisso”.

Tutti parlano di un “modello Frosinone”. Presidente, questa sua programmazione che diventa modello, è un ulteriore upgrade di questo sogno chiamato Frosinone?

“Più che un modello, secondo me, sono regole di buon senso quelle che noi abbiamo applicato in questi anni nella gestione del Frosinone. Detto questo secondo me bisogna fare un salto di qualità importante perché è necessario irrobustire il club dal punto di vista economico e patrimoniale. E senza questo irrobustimento, a mio avviso, diventa difficile contendere la categoria ad altre società che sono più strutturate e messe meglio di noi sotto questi profili. Per cui diciamo che, come ho avuto modo di sottolineare, bisogna rimettersi in discussione e fare un grosso atto di generosità nei confronti del club e dei suoi tifosi”.

Questa ulteriore crescita, questa apertura ai mercati internazionali, quindi alla globalizzazione sportiva, si può fare con logica, con attenzione, con scrupolosità?

“Certo. Se a un certo momento i tuoi interlocutori o i tuoi eventuali partner, anche finanziari, sono persone che animate da lealtà, onestà e idee chiare su qual è il punto di arrivo di un’operazione di questo genere, allora sì. L’importante, la cosa da evitare sia nella vita lavorativa che nel calcio, è di avere dei pressappochisti o degli imbroglioni. Questo è il problema. I danni li fanno questi soggetti, non le persone che hanno le idee chiare e si comportano con lealtà e correttezza”.Calcio

Quindi l’importante è comunque l’individuo. Bisogna saper cogliere elementi positivi dalle persone…

“Fondamentale. Esatto, bisogna saper scegliere bene chi, perché è questo che diventa il gradiente, il fattore che segna il confine tra un’operazione di successo e un’operazione che rischia di creare più danni che non rimedi ai problemi che uno ha”.

Nella sua intervista su Teleuniverso ha dichiarato: non dobbiamo temere apertura per esempio a fondi che hanno progettualità e che hanno persone valide e competenti. È corretta la lettura?

“Noi dobbiamo cercare dei partner che innanzitutto abbiano esperienza nel mondo del calcio e che condividano gli obiettivi che noi stiamo cercando di perseguire. Quindi, il primo obiettivo è quello fondamentale: rendere il club sempre più forte e sempre più al servizio dei propri tifosi. Se troviamo dei compagni di viaggio che hanno queste caratteristiche, ben vengano. Altrimenti faremo di necessità virtù e procederemo con le nostre gambe e provando a fare l’impossibile. Se invece trovassimo altre soluzioni, magari quell’impossibile diventa possibile”.

Alla sua quarta esperienza in Serie A, che campionato di massima serie si aspetta di incontrare?

“Delle tre neopromosse dello scorso anno, due rischiano di tornare in Serie B. E parliamo di due compagini che sono già ben strutturate sia dal punto di vista economico che patrimoniale e che hanno fatto un mercato che secondo me è stato all’altezza della situazione. Per cui, vedete già quali sono le difficoltà. Quindi mi aspetto, in questa quarta esperienza, un mondo ancora più competitivo di quanto non fosse solamente rispetto alla terza volta che siamo stati in Serie A. E per cui bisogna prepararsi bene sotto ogni profilo se uno vuole contendere la salvezza alle altre squadre”.

Il primo pensiero in questo percorso è alla struttura interna, all’organizzazione dal punto di vista industriale o allo stesso tempo anche alla struttura tecnica?

“Io non sto pensando alla struttura tecnica perché secondo me noi siamo adeguati da questo punto di vista. Dobbiamo solamente migliorare la qualità in ogni settore di attività della nostra società. Quindi sforzarci, migliorarci, allo stesso tempo mettere anche professionalità o risorse dove servono effettivamente. Ma soprattutto dobbiamo irrobustirci dal punto di vista economico e patrimoniale perché ci sono dei livelli che secondo me o delle fasi che non possono essere semplificate. Per cui bisogna partire da uno zoccolo duro che è sicuramente superiore a quello che noi abbiamo trovato fino adesso in Serie B. E a un certo momento puoi giocartela con quelle che sono le nostre capacità e con quelle che sono le nostre possibilità. Però non è un lavoro di maquillage, è un lavoro veramente importante e fondamentale. Questo me lo dà l’esperienza delle tre volte che siamo saliti e dove poi l’anno successivo siamo retrocessi. Magari attraverso modalità diverse, ma in ogni caso siamo retrocessi. Quindi vuol dire che bisogna trovare a fare qualcosa di più”.

A bocce ferme e a giochi fatti: il Presidente è ancora sorpreso di quanto ha fatto la sua squadra quest’anno?

“Ho già detto più di una volta che questa è stata una bella fiaba con un finale inaspettato. Quindi certamente. Verso la fine di questo campionato ero meno sorpreso, ma sono stato sempre sorpreso dalla regolarità con cui sono stati ottenuti certi successi. Nella mia esperienza di 23 anni di presidenza non mi era mai capitata una crescita nella sicurezza di questo genere. Quindi guardate solamente l’andamento delle ultime partite degli ultimi due mesi… uno a un certo momento rimane favorevolmente sorpreso, ma pur sempre sorpreso. Solo un grande onore e merito ai ragazzi, al mister e a chi ha lavorato per raggiungere questo livello di qualità”.

Le strutture, anche per il settore giovanile che deve ovviamente crescere, sono sempre al centro degli obiettivi della Presidenza e della famiglia Stirpe?

“Sì. Le infrastrutture devono crescere, noi dobbiamo completare i progetti che per una ragione o per un’altra non siamo ancora riusciti a completare. E perché ritengo che completare quei progetti poi ti mette nella condizione, come è stato per lo stadio, di avere gli strumenti giusti per perseguire gli obiettivi. Se noi non avessimo avuto lo stadio nuovo, non avremmo potuto competere quattro volte per salire in Serie A, non ce l’avremmo mai fatta. Allo stesso modo io vi dico che se vogliamo un Frosinone sempre più autonomo, sia dai suoi proprietari che dalle vicende esterne di carattere economico e sociale, quindi un Frosinone robusto, lo dobbiamo dotare di tutti quegli elementi attraverso i quali può sviluppare diciamo il suo settore giovanile, che sia poi la fucina di talenti e che quindi, diciamo, dia carburante al club per poter essere quanto più autosufficiente possibile”.

Su questo gruppo di uomini il Presidente che idea si è fatto dopo questa stagione meravigliosa?

“Che secondo me è stata l’arma vincente per tutto il campionato, perché mai come in quest’anno non ho mai assistito ad uno screzio tra tecnici e giocatori, tra dirigenti tecnici e giocatori, tra giocatori tra di loro, tra tecnici tra di loro o tra tecnici e dirigenti. Per cui veramente non c’è stata mai la necessità di dover intervenire in nessuna fase di questo percorso. Quindi l’armonia è stato uno dei fattori fondamentali che poi, sfociata in questa unità d’intenti, ha determinato diciamo l’inerzia corretta del nostro campionato per raggiungere questo risultato”.

Quando il Presidente del Frosinone dice “Io qui non trattengo mai nessuno, chi vuole rimanere è assolutamente il benvenuto”. Anche quest’anno lo ripetiamo questo concetto, oppure sembriamo noiosi a dirlo?

“No, no, assolutamente. Questo concetto deve essere sempre ben presente perché il calcio diciamo è un’attività sportiva, ma è sempre un’attività di vita. E nella vita si possono fare le cose solo se ci sono le motivazioni giuste, se c’è l’entusiasmo giusto, se c’è il coraggio giusto, se c’è l’amore e se c’è la passione. Per cui ogni anno questo rito deve essere rinnovato, al Frosinone deve rimanere solamente chi ha amore, passione, coraggio e umiltà e ama veramente profondamente la società e i tifosi che la rappresentano”.Calcio

Oggi a guardare i sorrisi della gente, questa gioia, queste persone, il Presidente Stirpe cosa sente di dire?

“Ma niente, sono veramente molto contento per loro. Cioè i ragazzi, il mister, i dirigenti gli hanno regalato veramente una grandissima gioia e anche l’entusiasmo che è scoppiato così inaspettato sotto certi aspetti, che ha superato la diffidenza dei primi giorni, è stato ancora più bello per loro perché poi le gioie più belle sono quelle che non sono previste, che nascono inaspettatamente e che magari uno si trova ad assaporare in un modo molto spontaneo. Per cui è bello perché è una vittoria che è stata ottenuta attraverso un modo ed un percorso che secondo me è quello che si dovrebbe seguire sempre nello sport. E naturalmente questo è giusto che determini poi un entusiasmo che magari uno non si aspettava neppure anche di poter avere oppure non sapeva di avere in sede definitiva. Per cui onestamente è bello anche il modo di come è scoppiata la soddisfazione”.

La stagione inizia proprio a Parma, il 5 giugno. Ovviamente credo che lei andrà all’appuntamento…

“Speriamo che almeno quando facciano questo calendario non facciano lo stesso errore che hanno fatto in questa settimana, quando hanno inserito le gare di Coppa Italia proprio in mezzo agli Internazionali di Tennis di Roma. Hanno deciso di far giocare il derby Roma-Lazio proprio in concomitanza con la finale degli Internazionali, ma io penso che si tragga diciamo insegnamento anche da queste piccole difficoltà di carattere organizzativo che ci possono stare”.

C’è un crono programma di lavoro che voi immagino state stilando, avete già stilato e che prevede una serie di passi…

“Noi il 22 maggio andremo in Regione Lazio per quella che sarà l’ultima celebrazione. La sera voglio fare una rimpatriata con tutti gli artefici di questo successo e con le loro famiglie. Dopodiché si chiude il sipario sulla stagione passata. C’è il sabato e la domenica per riposare, lunedì si parte. Quindi da lunedì 25 si riparte per guardare quello che possiamo fare nella prossima stagione”.

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