per la quarta volta in Serie A, mister Alvini a Dazn: "A Frosinone la proprietà ha un'importante visone di calcio"
Dopo aver centrato la promozione in Frosinone-Mantova, l'allenatore giallazzurro Massimiliano Alvini e il direttore sportivo canarino Renzo Castagnini sono intervenuti ieri sera, nel corso della trasmissione "Vamos", andata in onda su Dazn. Queste le emozioni e le dichiarazioni di Alvini.
Mister, che significa ritrovare e riprendersi la Serie A per il Frosinone, dopo una stagione oggettivamente pazzesca. In quanti vi davano a fine anno promossi in massima serie e quante possibilità vi davate voi all'inizio della stagione?
"Se si parla di questa cosa con il direttore Castagnini, lui risponderebbe che ci ha sempre creduto fin dal primo momento alla nostra promozione in Serie A. Sicuramente questo è stato un campionato dove c'erano squadre forti. Noi però abbiamo lavorato per fare sempre il massimo, ed è stata una promozione che è arrivata sul campo meritatamente. E' un risultato molto significativo, perchè arrivato attraverso un buon gioco, buona organizzazione e disciplina. Questi sono stati aspetti importanti".
Poi mister Massimiliano Alvini continua: "Il Frosinone ha una proprietà che ha una visone molto importante sul calcio, parte tutto da qui. Se negli ultimi dieci anni il Frosinone è stato quattro volte in Serie A, con quattro allenatori diversi e altrettanti direttori sportivi differenti, vuol dire veramente che qui c'è una visone importante. E il merito di questa visone è del presidente Maurizio Stirpe. Quest'ano è stata proposta una buona idea di calcio e siamo stati in grado di valorizzare tanti ragazzi giovani. Questo aspetto, secondo me, è da sottolineare molto di più di quanto viene fatto perchè ha rappresentato un prodotto importante".
Mister, è legato da un rapporto meraviglioso con il direttore Castagnini. Per la Serie A che tipo di richieste si faranno al DS?
"Nel calcio è fondamentale che ci sia un bel rapporto tra allenatore e direttore sportivo, altrimenti non si potrebbe andare da nessuna parte e si dovrebbe stare a casa la mattina, non potendo dunque allenare. Se tra il direttore sportivo ed allenatore non ci fosse dialogo, io non andrei neanche al campo. Le cose devono essre chiare e dirette. Questa è la strada per trovare poi dei successi, dei bei risultati e per fare un percorso. Per quanto riguarda il futuro, vedremo. A questo ci penserà il direttore Castagnini. Lui sa che io nella mia squadra voglio giocatori che abbiano coraggio e che vadano avanti, e che in loro abbiano la voglia di essere curiosi, facendo un tipo di calcio propositivo, offensivo e dinamico. Questa è la strada da fare".
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