Francesco Gelli a Il Barbiere. "Non vedo l'ora di giocare in Serie A"
Nella giornata di martedì 12 maggio Francesco Gelli, centrocampista del Frosinone, è stato ospite presso la trasmissione "Il Barbiere" dove ha parlato della promozione conquistata con la squadra e sulle sue previsioni in merito all'anno prossimo. Queste le sue dichiarazioni:
Sulla gara più attesa in Serie A:
"in Serie A non vedo l'ora di riniziare a giocare. Ho fatto solo un'esperienza che è andata un po' male. Qualsiasi partita è importante, sto aspettando la prima già da venerdì dopo la vittoria. Aspettiamo i calendari"
Sugli stadi in cui tornare:
"Se ti devo dire due stadi dove andrei sono San Siro e Olimpico"
Sulle emozioni in merito alla tanta gavetta fatta per raggiungere l'obiettivo:
"Sicuramente la mia è una storia un po', diciamo, strana, tra virgolette, perché prima di venire a Frosinone ero fuori rosa all'AlbinoLeffe dopo penso 5 anni e mezzo che ero lì. Grazie a Angelozzi, che già mi voleva un'estate a gennaio del 2024, sono arrivato a Frosinone. Essere a questo punto ora a 30 anni e quando ero all'AlbinoLeffe non so, se qualcuno me l'avesse detto mi avrebbe dato del folle perché comunque non ero giovanissimo, comunque avevo già 25-26 anni e ormai avevo detto: vabbè a 26 anni, fuori rosa, in Serie C, non penso che possa ambire a tanto di più. Poi per fortuna è arrivata questa occasione e da quando sono venuto qua me la sto godendo, già da quando abbiamo fatto la Serie A, ma già l'anno scorso quando sono andato a Cremona, dove ho avuto la fortuna di vincere il play-off. Sono emozioni che rimangono che ti porti dentro sempre"
Sulla Cremonese e sulle somiglianze con il Frosinone di adesso, insieme alla "inaspettata" promozione:
"Quest'anno qua all'inizio nessuno credeva che potesse finire così. Cremona ha un budget, diciamo, che ambisce ogni anno, comunque quando fa la Serie B prova sempre a vincere il campionato. Quest'anno qua è stato tutto molto inaspettato, nessuno ci credeva e ci siamo goduti ogni momento perché comunque se vai in squadre forti ogni anno combatti per vincere, però comunque non è mai detto, ogni anno è diverso, quindi se hai l'opportunità di avere certe occasioni, te le devi godere al massimo perché non sai quando ti possono ricapitare. Quest'anno la squadra se l'è goduta tanto. Era tutto molto piacevole. Quando entravi in campo c'era un'atmosfera, un'aria sempre felice, quando è così le cose possono andare solo che bene"
Sul rapporto con Alvini:
"Lui è il mio portafortuna. Io venivo dalla Berretti quando 12 anni fa mi fece esordire nei professionisti col Tuttocuoio. Poi dopo 2 anni siamo retrocessi con il Tuttocuoio con un altro mister, lui era già a Bergamo e mi ha richiamato. Diciamo che è stata la mia ancora di salvezza, mettiamola così. Averlo ribeccato quest'anno mi ha fatto piacere perché comunque sembrava destino che dovevamo ritrovarci in qualche modo. Sono contento perché è un allenatore preparato, molto umano, con lui puoi creare un rapporto non solo in campo, ma anche di colloquio e di confronto"
Sul dare continuità al Frosinone, a cominciare dal rimanere in Serie A l'anno prossimo, e sul presidente:
"Sicuramente l'obiettivo ora è provare a tenere la categoria. Non sarà facile perché comunque le altre società hanno una potenza economica un po' più elevata. Riguardo a Stirpe, non me ne vogliano gli altri presidenti che ci sono in Italia, per me è nella top tre. È una persona amata da tutti qui a Frosinone, ha centrato quattro promozioni in Serie A, ha uno stadio di proprietà. Non è da tutti avere a disposizione queste qualità in questi periodi, soprattutto per i presidenti italiani. Il nostro obiettivo sicuramente per il prossimo anno è quello di tenere la categoria. Non sarà facile, però io penso che se ci mettiamo come quest'anno, magari anche con chi purtroppo andrà via, con qualcuno che sicuramente verrà rimpiazzato. Se ci caliamo nella mentalità che chiede il mister, secondo me la la salvezza è fattibile"
Sulle voci di mercato a gennaio che riguardavano la squadra, in particolare Ghedjemis:
"Allora, noi in spogliatoio sapevamo solo del Celtic, almeno io. Gli facevamo qualche battutina, comunque il Celtic è una realtà importante, molto conosciuta anche in Europa, ha fatto competizioni europee importanti. Però lui ci ha sempre detto che voleva restare. Tutti noi eravamo contenti perché sapevamo che era un ragazzo che poteva darci non una mano, di più. Era uno di quelli che poteva portarci in Serie A. Nessuno a gennaio ha chiesto di andar via perché stavamo bene, era un gruppo bello, sano, tranquillo, sapevamo che potevamo fare qualcosa di importante e io penso che sia stata la scelta giusta per tutti. Chi ha giocato meno, chi ha giocato più, comunque andare in Serie A e vincere un campionato così è un qualcosa che nel curriculum, diciamo, ti aiuta parecchio"
Sul cinismo dimostrato a fine stagione e sulla frenata del Monza:
"Io personalmente me lo sentivo dentro che il Monza avrebbe fatto un passetto falso. Quando hanno perso col Mantova, noi eravamo a Castellammare, per me una delle partite più brutte che poteva capitarci in quel momento, perché il Castellammare è una piazza dove non è facile andare a giocare. Lì c'è un ambiente pazzesco. È molto bello giocare lì. Ero un po', non titubante, però comunque era una di quelle partite che potevano creare problemi per il percorso. Per fortuna la partita è andata positivamente, sapendo che il Monza poteva fare un passetto falso era il momento dove potevamo approfittarne"
Sul giocatore migliore della stagione secondo lui:
"Calò e Ghedjemis"
Sull'avversario più forte affrontato:
"Quello che mi ha impressionato per tecnica e gamba è stato Massolin del Modena"
Sul giocatore di cui si fida maggiormente, a cui darebbe anche le chiavi di casa:
"Davide Biraschi. È una persona veramente allucinante. Per me è il numero uno sia in campo che fuori"
Sul giocatore di cui non farebbe a meno in Serie A:
"Potrei scegliere me stesso"
Sulla sorpresa di questa stagione:
"Palmisani"
Sulla festa per la promozione:
"Sabato facciamo la festa, ma ancora non sappiamo dove"
Sul chi è stato il protagonista dei festeggiamenti dopo la partita con il Mantova:
"In spogliatoio ho visto un bel Seydou Fini. Bello carico, un bel personaggio. Si è messo a ballare sul tavolo, col sigaro, occhialoni da neve. Con la canzone del Cavalinho. Le ultime due settimane l'abbiamo sempre messa in spogliatoio"
Su un'esclamazione in livornese:
" "Dé". Lo mettiamo dappertutto"
Su chi vince i play-off:
"Secondo me il Monza"