TRA SHAMPOO E BUSTINE DI ZUCCHERO – Il calcio "pane e salame" di Alvini: "Vivo lo sport così"

16.05.2026 09:45 di  Tuttofrosinone Redazione  Twitter:    vedi letture
TRA SHAMPOO E BUSTINE DI ZUCCHERO – Il calcio "pane e salame" di Alvini: "Vivo lo sport così"
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© foto di Stefano Martini TuttoFrosinone

Dietro il tecnico capace di riportare il Frosinone in Serie A con una stagione da record, c’è una storia che parte da lontano, fatta di polvere, campionari e una passione che non ha mai conosciuto soste. In una lunga e intensa intervista rilasciata all’Adnkronos, Massimiliano Alvini ha aperto il libro dei ricordi, svelando i dettagli di una carriera costruita un gradino alla volta, senza mai dimenticare le proprie origini.

Il "commerciale" che studiava i grandi

Prima di diventare il condottiero dei leoni, Alvini ha vissuto una vita da allenatore part-time, diviso tra il campo e il lavoro nell'azienda di famiglia. "Io e mio fratello Walter ci dividevamo le zone. Cercavo sempre di andare dove poteva esserci un po’ di calcio. ‘Oggi vado ad Arezzo, voglio studiare gli allenamenti di Conte. Domani a Empoli per vedere Sarri al lavoro’ gli dicevo. Di mattina così, nel pomeriggio solo pallone. L’ho fatto per una quindicina d’anni". Un sacrificio costante che lo vedeva sui campi di periferia la sera, dopo giornate passate a vendere suole per calzature: "In Promozione ci allenavamo alle 19, sa che fatica a fine giornata? Io sfruttavo il pomeriggio per studiare, aggiornarmi, rubare con gli occhi".

La tattica? Questione di... zucchero

L’aneddotica su Alvini regala perle che spiegano la sua visione genuina ed euforica del calcio. Dai tempi del Tuttocuoio, dove capitava che disegnasse schemi con lo shampoo negli spogliatoi, fino ai pranzi istituzionali a Frosinone con il Presidente Stirpe: "Nei pranzi del giovedì, quando il presidente Stirpe, il ds Castagnini o il dg Doronzo mi chiedono qualcosa sulla squadra, prendo manciate di bustine di zucchero di colori diversi, le butto sul tavolo e ragioniamo di calcio e situazioni di gioco. Io vivo lo sport così".

L'orgoglio delle "cicatrici"

In un mondo del calcio che spesso nasconde i fallimenti, Alvini si distingue per una trasparenza quasi rivoluzionaria, arrivando a segnalare i propri esoneri persino sul profilo LinkedIn. "Un esonero non è per forza di cose da collegare a un fallimento," spiega il tecnico giallazzurro all'Adnkronos. "Certe cicatrici mi hanno reso un allenatore migliore. Le difficoltà mi hanno fatto diventare più forte, un esonero può aiutare a crescere più di una vittoria".

Il "film" del Benito Stirpe

Infine, il pensiero torna a quel venerdì 8 maggio, quando il fischio finale contro il Mantova ha sancito il ritorno in Serie A. "Negli ultimi minuti ho ripensato al punto di partenza e ai sacrifici fatti. Ho rivisto un po’ il film della mia vita. Mi sono emozionato". Un'emozione che oggi il Mister condivide con i suoi amici di sempre a Fucecchio, tra una partita della squadra del quartiere e l'attesa per il Palio, rimanendo l'uomo semplice che ha saputo conquistare la Serie A con le idee e la fatica.

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