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, Angelozzi a Sky Sport: "Frosinone per me rappresenta il Real Madrid"

Angelozzi ed il suo modo di fare calcio: il Dt giallazzurro si racconta a 360° ai microfoni di Sky Sport 24. Tanti i temi toccati
07.12.2023 13:20 di Francesco Cenci   vedi letture
Frosinone, Angelozzi a Sky Sport: "Frosinone per me rappresenta il Real Madrid"
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© foto di Alessio Alaimo

Dopo la sconfitta subita sabato scorso per 3-1 dal Milan, ora per il Frosinone di Eusebio Di Francesco c'è l'obiettivo riscatto, da perseguire domenica prossima allo "Stirpe", contro il Torino.

Intanto, il Dt giallazzurro Guido Angelozzi, è stato intervistato in esclusiva dai colleghi di Sky Sport, ed ha toccato svariate tematiche. Queste le sue parole.

Sul Frosinone: "Per me questa squadra rappresenta il Real Madrid".

Angelozzi ed il suo modo di condurre il calciomercato: "Da tanti anni mi occupo di calciomercato, devo dire che sono abbastanza vaccinato sul modo di condurre le trattative ed ho una certa esperienza, visto che sono più di 30 anni ormai, che svolgo questo lavoro. Sono stato sempre in piccole società e 'povere', quindi mi sono sempre inventato certi tipi di operazioni". 

Sul modo di scegliere un calciatore da parte di Angelozzi: "Per scegliere bene un calciatore è importante vedere come si allena, come si comporta. E poi, se c'è l'opportunità, sarebbe bene parlare singolarmente col giocatore in questione, per capire che tipo di ragazzo è e per comprendere il tipo di ambizione a cui aspira il calciatore stesso"

La metodologia del lavoro: "I miei collaboratori mi hanno spesso suggerito di cambiare la mia filosofia di lavoro. Alla fine però, loro mi portano sempre il materiale, ed io decido successivamente con la mia testa. Voglio vedere dal vivo le qualità di un calciatore e, qualora non posso farlo, è importante che io parli con quel determinato giocatore. Il contatto diretto con la persona per me è importante, perchè mi fa capire tante cose"

Angelozzi racconta poi, la trattativa per portare in prestito al Frosinone Matìas Soulè: "Non è stato facile portarlo da noi, ma lo abbiamo corteggiato come si fa con una bella donna, ride (n.d.r). Lo abbiamo chiamato continuamente, mandandogli anche dei messaggi, oltre che invitato a cena il suo procuratore. Gli abbiamo fatto vedere come giocava la squadra, oltre a farlo parlare con il mio allenatore. Dopo la seconda partita di campionato che abbiamo vinto con l'Atalanta, a fine partita Soulè aveva mandato un messaggio a Barrenechea, per dirgli che il lunedì successivo sarebbe venuto per firmare con noi".

Sull'acquisizione dei giocatori in prestito: "A volte, acquistando i calciatori in prestito sembra sì di lavorare in favore di altre società, ma bisogna sempre comprendere il fatto che Frosinone è una piccola realtà. Noi quest'anno abbiamo  cambiato tipo di filosofia, abbiamo preferito investire su qualche giocatore e abbiamo preso qualche calciatore in prestito. Se tutto andrà per il meglio saremo contenti di averlo fatto, al contrario non ci rovineremo economicamente".

Sulla trattativa Reinier-Frosinone: "Il procuratore mi ha mandato  il suo profilo, dicendomi che era un giocatore impossibile da poter prendere. Poi ho avuto modo di fare un pranzo di lavoro con dei miei amici, in cui era presente anche ariedo Braida, che conosco molto bene. Ho detto a lui di chiamare Carlo Ancelotti, visto che lui si trova più in confidenza di me con Carlo. Lo ha chiamato per saper la situazione in cui si trovava Reinier, visto che il brasiliano si allenava nel Real Madrid. Braida ha fatto presente ad Ancelotti del nostro interesse verso Reinier. E due giorni dopo, Ancelotti ci ha richiamati per dirci che il Real avrebbe dato il calciatore in prestito. Reinier ha poi chiamato Kaio Jorge per chiedere come fosse la città di Frosinone e lui, che già era col Frosinone gliene ha parlato molto bene. Successivamente Reinier ha accettato immediatamente la nostra proposta, ed adesso ci sta dando delle soddisfazioni".

La differenza di fare mercato tra Angelozzi e Corvino: "Alcune volte ci siamo scontrati su alcuni giocatori. Quando lavoravo a Sassuolo, Corvino aveva praticamente già chiuso la trattiva per Duncan dalla Sampdoria e lo aspettava a Bologna per le firme. Io però, tramite un accordo che feci col procuratore del ragazzo, glielo rubai e lui ci rimase male di questa situazione. Io per un anno non ho parlato con Corvino per questo motivo. Lui poi mi chiamò e ci chiarimmo".