Stirpe lancia la sfida della Serie A: "Sostenibilità e sfrontatezza. E su Ghedjemis, Raimondo, Cittadini e Calvani..."
Il Frosinone Calcio festeggia la sua quarta promozione nel massimo campionato, ma la testa della presidenza è già proiettata al futuro con un manifesto programmatico chiarissimo. Sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, all'interno di una lunga intervista esclusiva curata da Matteo Pierelli, il Presidente Maurizio Stirpe ha tracciato le linee guida per la massima serie, ponendo l'accento su un modello di calcio sostenibile che unisce valorizzazione dei giovani e bilanci in ordine: "Il mio scudetto sarà la salvezza".
Dietro questa cavalcata trionfale c'è l'alchimia perfetta trovata dall'area tecnica, con le basi gettate dal Direttore Sportivo Renzo Castagnini e da mister Massimiliano Alvini. Ma è sul fronte del calciomercato e della rosa del futuro che il patron giallazzurro ha rilasciato le dichiarazioni più significative.
Il caso Ghedjemis e il riscatto dei prestiti
Il primo nome al centro dei riflettori è inevitabilmente quello di Farès Ghedjemis, fresco di una storica convocazione ai Mondiali con l'Algeria. Sul futuro dell'esterno destro, Stirpe è categorico e mette al primo posto la volontà dell'atleta: "A meritata. Ghedjemis resta se lo vorrà lui. Se preferirà andarsene e le condizioni economiche ci soddisferanno ne prenderemo atto. In quel caso dovremo trovare un sostituto all'altezza".
Le parole più importanti in ottica di continuità tecnica arrivano però nel blocco dedicato ai gioielli arrivati a titolo temporaneo nell'ultima stagione sportiva, nello specifico Antonio Raimondo, Giorgio Cittadini e Gabriele Calvani. Il Presidente ha confermato ufficialmente l'intenzione del club di trattenere il blocco difensivo e avanzato: "Sono in prestito e vorremmo prolungarlo per tenerli con noi un'altra stagione. Sono ragazzi che qui hanno fatto bene e ci farebbe piacere se restassero per completare il loro processo di maturazione".
Armi diverse contro i club più ricchi
Affrontare la massima serie per una realtà di provincia richiede coraggio e un briciolo di incoscienza tattica. Stirpe, commentando la proposta di un calcio offensivo da mantenere anche al piano superiore, ha tracciato l'identikit dell'atteggiamento che si aspetta in campo: "Deciderà l'allenatore ovviamente. Ma ci servirà comunque un po' di sfrontatezza ma soprattutto di originalità: se facciamo le stesse cose di un club più attrezzato di noi, sia dal punto di vista tecnico che economico, siamo perdenti. Dovremo combattere con armi diverse".
Tra i passaggi più significativi dell'intervista, infine, c'è lo spazio per i ricordi e per l'attaccamento alla storia del club da parte del patron, alla guida dal lontano 2003. Sollecitato sul calciatore simbolo della sua lunghissima era di presidenza, Stirpe non ha avuto esitazioni nell'isolare una figura iconica: "Ne abbiamo avuti tanti. Se devo fare un nome dico Daniel Ciofani, il capocannoniere della storia del Frosinone, un grande capitano e un uomo squadra".
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