Bracaglia: da prestito nell'ultima Serie A a pilastro dell'odierno Frosinone
"Certi amori non finiscono. Fanno dei giri immensi e poi ritornano..." cantava Antonello Venditti nel lontano 1991. La parabola di Gabriele Bracaglia è uno di questi amori. Una storia di crescita, sacrificio e appartenenza che si è intrecciata perfettamente con quella della promozione del Frosinone. Sotto la guida di Massimiliano Alvini, il percorso del difensore ciociaro ha avuto un'accelerazione impressionante. Partita dopo partita, Bracaglia è diventato il padrone della corsia sinistra, trasformandosi in un calciatore moderno e completo: affidabile in fase difensiva, aggressivo nei duelli, ma anche capace di incidere con continuità nella metà campo avversaria. I numeri raccontano soltanto una parte della sua stagione straordinaria: 5 gol e 2 assist per un difensore rappresentano un bottino importante, ma sono soprattutto le prestazioni a certificare la sua definitiva consacrazione. In una squadra che ha costruito il proprio successo sul lavoro quotidiano, sull'organizzazione e sulla forza del collettivo più che sulle individualità, Bracaglia è stato uno degli interpreti più autentici dello spirito giallazzurro. Un leader silenzioso, uno di quelli che non hanno bisogno di alzare la voce per essere ascoltati. Ha conquistato la fiducia dell'allenatore e l'affetto dei tifosi con la forza dei fatti, dimostrando ogni domenica di meritare quel posto in campo.
Eppure, non molto tempo fa, il suo futuro sembrava ben lontano dai palcoscenici della massima serie. Nella stagione 2023/24, quella dell'ultima avventura in A del Frosinone, il club scelse di mandarlo in prestito al Renate, in Serie C. Una decisione che allora appariva naturale: Bracaglia era considerato ancora acerbo per il grande salto. Ma il calcio sa premiare chi non smette di credere nei propri sogni. Quel ragazzo che sembrava destinato a crescere lontano da casa ha saputo trasformare ogni difficoltà in una spinta ulteriore. Con umiltà e gavetta si è ripreso tutto, e forse anche qualcosa in più. Oggi è uno dei simboli di un Frosinone che ha avuto il coraggio di non porsi limiti, di non etichettarsi come squadra da salvezza o da playoff, ma di inseguire semplicemente il proprio sogno. E alla fine quel sogno è diventato realtà. Per questo la promozione ha un sapore ancora più speciale. Perché tra i protagonisti c'è un ragazzo del posto, uno cresciuto respirando questi colori fin da bambino, il figlio della signora della porta accanto, uno di quelli che rappresentano l'anima più autentica di una città e della sua gente. Grazie anche a Gabriele Bracaglia, la Serie A torna a parlare un po' di Frosinone. E da oggi sarà inevitabilmente più giallazzurra.
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