Mutti: "Cosenza? Se mi avessero chiamato... Frosinone e Spal delusioni, Venezia bella...

01.05.2021 07:00 di Francesco Cenci   Vedi letture
Fonte: Tuttob.com
 Mutti: "Cosenza? Se mi avessero chiamato... Frosinone e Spal delusioni, Venezia bella...
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© foto di Federico Gaetano

Ai microfoni di TuttoB.com, è intervenuto Bortolo Mutti, decano degli allenatori e commentatore tecnico di ‘90° minuto Serie B’ in onda su Rai Sport.

Mister, Cosenza-Pescara è spareggio da dentro o fuori.

“Sì, una partita molto delicata. A maggior ragione per il Pescara, che è all’ultima spiaggia e non ha alternative alla vittoria se vuole continuare a sperare nei playout. Ma anche il Cosenza non può permettersi ulteriori passi falsi perché deve assolutamente ridurre il gap con l’Ascoli, altrimenti si fa dura”.

A proposito del Cosenza, lei ha smentito i contatti con il club silano ma nel caso in cui le avessero proposto la panchina avrebbe accettato?

“Cosenza fa parte del mio passato: sono legatissimo alla città e ai tifosi rossoblù. Fossi stato contattato, onestamente ci avrei pensato… Mi dispiacerebbe se i Lupi retrocedessero”.

La bagarre salvezza ora coinvolge anche squadre insospettabili: Pordenone e soprattutto Frosinone. Quanto è complicato per chi, come i ciociari, era partito con ben altri obiettivi calarsi nella mentalità di dover sgomitare per conservare la categoria?

“A livello mentale è uno smacco, un duro colpo all’autostima che può riflettersi negativamente sulle prestazioni. Specie per il Frosinone, che di certo non si aspettava un campionato di sofferenza. Mentre il Pordenone ha fatto un passo avanti e ora è più sereno e tranquillo. Detto questo, parliamo di due squadre che nessuno si sarebbe aspettato di vedere invischiate nella lotta per non retrocedere”.

 Restando in tema Frosinone: sono i canarini la grande delusione del campionato?

“Assolutamente sì, se solo pensiamo che l’anno scorso sono arrivati in finale playoff con lo Spezia. Chiunque si aspettava che il Frosinone potesse ripetere il percorso della passata stagione, ma progressivamente tutto è andato scemando. Le prestazioni sono state discutibili sul piano tecnico e agonistico e la squadra non ha mai dimostrato la capacità di essere padrona del campionato”.

Un’altra delusione è senz’altro la Spal.

 “Sì, perché c’era la convinzione di poter competere per i primi due posti. Invece il cammino degli estensi è inspiegabile, tenuto conto della consistenza e della forza dell’organico. Volendo trovare alibi si può pensare al Covid, agli infortuni occorsi a Paloschi e Floccari oppure alla scelta di Sebastiano Esposito, che non ha accettato di restare. Anche l’impatto con la Serie B, per una squadra composta in larga parte da giocatori che scendono dalla A, non è stato indolore. Poi si è deciso per l’avvicendamento in panchina. Ma le aspettative erano altre”.

La sorpresa è invece il Venezia.  

“Una bella sorpresa. La squadra è partita a fari spenti per disputare un buon campionato. Ha individualità importanti (Forte, Maleh, Aramu, Johnsen…) ed è riuscita a trovare equilibri tattici e grandi motivazioni. Strada facendo è venuta fuori prepotentemente, sorprendendo tutti per qualità di gioco. È mancata solo un po’ di continuità”.

Saliamo la china della classifica: per il secondo posto sarà lotta a due oppure ritiene che il Monza abbia ancora qualcosa da dire?    

“Sarà un duello tra Lecce e Salernitana. Il Monza ha dato un segnale di ripresa ma ha sprecato tanto. Troppo. Ha avuto un calendario favorevolissimo, con match-ball importanti (Entella, Venezia, Pescara) e non l’ha sfruttato. Penso che Lecce e Salernitana siano più sul pezzo e abbiano la consapevolezza di potersela giocare fino in fondo”.

Tra i tecnici chi l’ha impressionata maggiormente?

“Dionisi ha fatto un gran lavoro a Empoli: è una bella conferma. Mentre Castori riesce sempre a venire a capo di situazioni ‘particolari’ con esperienza, carisma e determinazione. A Salerno ha svolto un lavoro encomiabile, i risultati parlano chiaro, malgrado al suo arrivo qualcuno lo avesse bistrattato. È un tecnico capace di modellare una squadra anche in corsa, qualità che altri allenatori non hanno”.