Palmisani a Kick Off: "Devo ancora realizzare. Mio padre mi ha sempre portato allo stadio"
Nella serata di ieri 11 marzo al programma KickOff ci sono stati come ospiti Lorenzo Palmisani e Gabriele Bracaglia. I due calciatori hanno risposto alle diverse domande poste dentro lo studio sulla loro stagione e sull'impresa della promozione diretta conseguita con la squadra. Queste le dichiarazioni del portiere giallazzurro:
Sull'aver realizzato l'impresa della promozione diretta:
Palmisani: "Io ancora devo realizzare. Una cosa bellissima, abbiamo fatto tanti sacrifici per raggiungerla, poi con questa maglia, con questi colori è una una cosa bellissima sia per me che per Gabriele. Una cosa stupenda"
Sul vincere in casa da tifoso ciociaro e su cosa rappresenta riuscirci con questi colori addosso:
Palmisani: "Una cosa bellissima. Ho mio padre mi ha sempre portato allo stadio, sia al Matusa che poi allo Stirpe, sempre io e lui. Ho visto vincere tutti e due i campionati. Ho sempre sognato e ho sempre detto a lui che magari un giorno vincerò anch'io e così è stato. È stata un'emozione bellissima, tutt'ora è un'emozione bellissima, che mi porterò dentro per tutta la vita perché sono cose che non succedono quasi mai. Nascere in un posto e vincere qualcosa di bello"
Sul portiere più forte secondo Palmisani:
Palmisani: "Ho avuto la fortuna di giocare in nazionale con Motta e Daffara e sono veramente due portieri di alto livello. Mi hanno insegnato tanto. Io se ti dico il portiere più forte che ho visto quest'anno ti posso dire Daffara. Io in una classifica mi metterei quarto: Daffara primo, Joronen secondo, terzo Stanković e io quarto. Ancora ho tanto da imparare. Per ora mi metto in questa posizione, per poi scalare pian piano"
Sulla nazionale Under 21 e sulla scelta di diventare il portiere titolare, scelta voluta da Baldini:
Palmisani: "Mi sono sempre allenato, poi è stato il mister a fare la scelta"
Sulla crescita ottenuta grazie ad Alvini:
Palmisani: "Io quest'anno avevo in testa l'idea di fare il secondo e non ero ancora pronto. Il mister dall'inizio del ritiro mi ha subito tirato fuori qualcosa, mi ha fatto sempre sentire parte del gruppo e partecipe. Da quando sono subentrato contro l'Avellino in Coppa Italia mi ha subito tirato fuori quello che avevo dentro che neanche io sapevo di avere. E ogni giorno mi ha fatto sempre migliorare. Il mio è un ruolo particolare ed è anche merito ai preparatori dei portieri che hanno sempre creduto dall'inizio in me e non mi hanno mai fatto montare la testa. Sono stati bravi a tirarmi fuori cose che io in quel momento lì ancora non riuscivo"
Sull'infortunio di Sherri e sulla convinzione di affrontare un campionato da titolare:
Palmisani: "Allora io all'inizio non mi sentivo tanto pronto ad affrontare questo campionato perché non avevo mai avuto la possibilità di giocare. Nella partita con l'Avellino durante il riscaldamento avevo un po' di ansia perchè era la mia prima partita in Serie B, però è stato tanto bravo il mister a capirmi e a farmi capire che ero bravo e che dovevo stare semplicemente tranquillo. Dovevo dimostrare ciò che avevo dimostrato durante gli allenamenti, poi andando avanti pian piano ho capito che comunque avevo delle buone qualità e il mister mi ha dato la possibilità di esprimermi meglio. Solamente andando avanti con l'esperienza delle partite, poi la fiducia dei miei compagni, poi Gabriele quest'anno mi è stato tanto vicino e mi ha aiutato perché comunque lui ha più esperienza di me. Mi è stato tanto vicino e mi ha fatto migliorare tanto, soprattutto mentalmente"
Sulla consapovolezza di potercela fare e sul momento della stagione più determinante:
Palmisani: "Per me è stata la vittoria col Mantova in casa, sul 3-0 ho cominciato a crederci (ride. n.d.r.). Scherzi a parte, ho visto che eravamo un bel gruppo e una bella squadra, sopratutto quando abbiamo perso col Venezia e poi subito dopo con il Monza in casa. Lì una squadra avrebbe un po' mollato invece noi, grazie pure al mister e al direttore che ci hanno parlato, abbiamo preso consapevolezza che comunque siamo una bella squadra e un bel gruppo. Siamo tutti bravi ragazzi che ci aiutiamo l'un l'altro. Da quel giorno lì poi è stato tutto diverso, ci siamo rimboccati le maniche, e poi è successo quel che è successo"
Sui rituali che si fanno prima della partita:
Palmisani: "Io dall'inizio dell'anno vado dentro l'infermeria e tocco un macchinario, poi io e il fisioterapista ci mettiamo a cantare. Così da inizio anno, e in questo Gabriele mi incitava spesso nel farlo"
Sulle canzoni che canta Palmisani in infermeria:
Palmisani: "Un mix di canzoni. Mi metto sopra al lettino e comincio a cantare un pò (ride. n.d.r.)"
Sulle partite più attese in Serie A:
Palmisani: "Io spero in belle cose. Come dice Gabriele, spero di giocare contro grandi squadre. In grandi stadi contro la Juve, contro il Milan, l'Inter. Sono sogni che uno quando comincia a giocare a calcio se li mette davanti e spera. Abbiamo fatto tanti sacrifici io e lui e ci stiamo togliendo tante soddisfazioni. Come abbiamo sempre fatto, lavoriamo duramente e quello che viene è tutto buono"
Sul come affrontare la paura di non essere all'altezza del campionato:
Palmisani: "La verità è che io ce l'ho avuta fino all'ultima giornata questa sensazione. Sempre. Ma è stata anche uno stimolo in più per dare il massimo. Non mi sono mai accontentato. Sono sempre entrato in campo e mi sono sempre detto che magari il portiere che affrontavo era più bravo di me, e quindi è diventato uno stimolo che uso per fare di più e per per migliorare. L'ho fatto quest'anno che è stato il mio primo campionato e penso che lo farò sempre. Per cercare ogni giorno e in ogni partita di migliorare e arrivare sempre a qualcosa di più e per ambire sempre più in alto"
Sulla parata dell'anno di Palmisani e sull'intervento dell'anno di Bracaglia:
Palmisani: "Allora di Gabriele il gol penso più bello quest'anno è stato col Padova all'andata. Un gol bellissimo. Voluto. E quello più importante contro la Juve Stabia. Il più importante e il più difficile. Poi non so, io non ho mai fatto un gol di testa, non mi è mai capitato, quindi non so"
Sulla freschezza mentale mantenuta fino alla fine:
Palmisani: "Per me è stata la nostra spensieratezza. Non facendo calcoli, non facendo nulla, giocare come abbiamo sempre fatto, con umiltà. Siamo ragazzi giovani, abbiamo semplicemente voglia di giocare e fare bene. E poi tutto è venuto da se. Abbiamo sempre avuto in mente di fare qualcosa di bello e l'abbiamo capito man mano, ma non ci siamo mai messi pressione poi è stata brava anche la società, il mister, lo staff, ma anche noi a non metterci nulla di importante in testa e pensare semplicemente a partita dopo partita fino alla fine. E abbiamo raccolto qualcosa di bello"
Sui familiari e sulle loro reazioni:
Palmisani: "Per me sono stati più contenti loro che hanno realizzato subito. Io ancora faccio fatica a realizzare. Mia madre, mio padre, mia sorella e mio fratelllo. Anche sopratutto la mia ragazza. Hanno realizzato prima di me e anche la sera stessa dalla felicità non mi hanno fatto dormire perché appena sono tornato a casa non ci credevo e l'unica cosa era, non lo so, riposare e vedere se era un sogno o qualcosa di reale. Però tutti i giorni mi stanno facendo capire che ho fatto qualcosa di bello, però non mi stanno tra virgolette pompando più di troppo. Mi stanno lasciando sempre con i piedi per terra, facendomi capire che comunque è solo l'inizio e se voglio sempre guadagnarmi queste cose devo lavorare sempre più duramente. Un grazie va a tutta la mia famiglia"
Sulle canzoni che ascolta Palmisani prima della partita:
Palmisani: "Ascolto sempre quella di Elettra Lamborghini: Musica, ma semplicemente perché mi mette allegria. Poi io ascolto poca musica, soprattutto video motivazionali o video divertenti prima della partita, perchè mi piace essere allegro. È una cosa che mi ha sempre portato bene ma soprattutto che mi fa stare bene dentro"
Sulle promesse fatte per l'arrivo in Serie A:
Palmisani: "Comprare qualche maglietta qua e là"
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