Serie B, domani parte la 24^ giornata. Frosinone mercoledi ad Avellino a caccia del riscatto
Turno infrasettimanale per la Serie B che va in campo tra domani e dopodomani di sera: andrà in scena il turno numero 24
Sabato, col successo di Modena, la Sampdoria è tornata a vincere in trasferta: non accadeva dall’ottobre 2024. Potrebbe essere il segnale della svolta, con la squadra che inizia ad avere un discreto margine sulla zona playout (+3), dopo aver a lungo stazionato in retrocessione diretta. La squadra che è stata varata a gennaio, insomma, potrebbe puntare a una salvezza tranquilla e senza affanni, visto che la zona playoff, almeno per ora, appare troppo distante. Il Palermo di Inzaghi sbarcherà a Marassi fresco del 3-2 sull’Empoli - sesta vittoria di fila al Barbera - con la squadra che ha un passo da promozione diretta ma con una classifica che ancora sconta le difficoltà precedenti. Per sperare di insediarsi nei primi due posti (il distacco è di tre punti), il Palermo deve ulteriormente crescere nell’atteggiamento da tenere nelle partite fuori casa, talvolta non è stato quello giusto. E giocare al Ferraris fa sempre scattare qualcosa.
L’Entella di Chiappella arriva all’appuntamento dopo l’1-1 nel derby di La Spezia, con i chiavaresi che hanno fatto un figurone: in 10 per gran parte della partita, hanno pure sfiorato la vittoria. Il Cesena di Mignani nello scorso turno è tornato alla vittoria (2-0 al Pescara). La squadra, nonostante il calo delle giornate precedenti, continua a navigare in zona playoff e ha tutti i mezzi per disputarli: la classifica dice che difendere il 5° posto potrebbe essere il traguardo (lusinghiero) della stagione.
Il Padova avrà anche ambizioni per il futuro non immediato, ma intanto la nuova proprietà ha raccolto soltanto sabato il primo punto, nello scoppiettante 3-3 in casa della Juve Stabia: un pari ottenuto rimontando due reti nel finale, segnale che comunque la squadra ha valori, anche se prima s’era piantata con tre ko di fila. Occhio comunque alla Carrarese di Calabro, reduce dallo 0-0 interno col Sudtirol, che potrebbe coltivare qualche ambizione playoff, anche se, soprattutto, non mancano troppi punti per garantirsi la permanenza nella categoria: il traguardo stagionale degli apuani, ottenibile di questo passo con un certo anticipo.
Sempre più dura la salvezza per il Pescara che però per questa partita dovrebbe rivedere Insigne in campo con la maglia degli abruzzesi dopo 14 anni. La squadra di Gorgone gioca, le prestazioni non mancano, ma continua a cadere: tre ko nelle ultime 4 uscite e zona playout sempre più lontana (-6). Perdere colpi anche contro il Catanzaro rischia di essere letale. I calabresi di Aquilani, fra l’altro, nello scorso turno con il successo sulla Reggiana (2-0) hanno ottenuto la prima vittoria nel 2026, in precedenza avevano fatto un solo punto nel nuovo anno. Il Catanzaro può disputare i playoff per il terzo anno di fila, a patto che torni a essere a tutti gli effetti la squadra di fine 2025.
La Reggiana di Dionigi - esonerato nel frattempo, spazio a Rubinacci, ex vice di Nesta - ha perso 8 volte nelle ultime 10 uscite: è il dato che riassume la crisi degli emiliani, giunti a questo scontro diretto per non retrocedere col Mantova di Modesto che, al contrario, inizia a fare buoni progressi e sabato ha piegato il Bari in un altro cruciale scontro salvezza. La situazione sul fondo classifica è intricatissima, con tante squadre più o meno dello stesso livello. Ma chi dovesse perdere questa sfida lascerebbe all’avversario tre punti che, come si dice in questi casi, valgono doppio.
Con la vittoria di Frosinone, l’ottava di fila, il Venezia di Stroppa sembra aver cominciato la fuga verso la A, iniziando col portarsi a +4 sui ciociari, in testa fino a due turni fa. Una cavalcata trionfale, questo sta diventando il campionato del Venezia che non perde da 12 partite nelle quali ha raccolto 34 punti su 36. Gli arancioneroverdi non hanno ancora la Serie A in tasca soltanto perché in classifica scontano quelle 2-3 partite sbagliate a inizio stagione. Il Modena di Sottil, comunque, ci proverà. I canarini, sabato sconfitti in casa al 90° dalla Samp, sono usciti dal Braglia tra i fischi: i tifosi faticano a sostenere una squadra che era andata per prima in vetta da sola a inizio campionato, ma che va gradualmente smarrendosi, pur giocando quasi sempre partite almeno discrete. Però perdere al Penzo vorrebbe dire mettere in discussione l’8° posto, ora occupato dal Modena, l’ultimo buono per fare i playoff. Che però, se si continua di questo passo, per gli emiliani rischiano davvero di sfumare.
Senza troppi clamori, Fabrizio Castori - il decano della categoria - sta pilotando la permanenza in B del Sudtirol, ora al 10° posto con 7 punti di vantaggio sulla zona playout: davvero un buon passo, non era scontato che accadesse, vista come s’era messa la situazione a un certo punto della stagione. Ma attenzione al Monza che sembra aver ritrovato lo smalto dei momenti migliori. Domenica, con la vittoria in rimonta sull’Avellino (2-1), la squadra di Bianco si è ripresa la zona promozione diretta, scalzando il Frosinone dal 2° posto. Il Monza ha accumulato 10 punti nelle ultime 4 uscite, dimostrando così di essere l’unica squadra in grado di tenere un passo simile a quello del super Venezia. Ma occhio al Sudtirol, la squadra che pareggia di più in B (11 volte, come la Juve Stabia) e che nella partita d’andata, all'U-Power Stadium, già bloccò sul pari i brianzoli.
Tre sconfitte nelle ultime 4 partite: non butta bene all’Avellino di Biancolino, ribaltato dal Monza nello scorso turno. Peccato, perché con l’esplosione di Biasci (11 gol, vice capo cannoniere assieme ad Adorante, dietro a re Pohjanpalo, 15 reti) si potrebbe coltivare qualche ambizione playoff: oggi l’8° posto dista 6 punti, ma varrebbe la pena provarci, considerato che nell’attuale perimetro playoff ci sono squadre che hanno non pochi problemi. Curiosità, per il Frosinone di Alvini, sul modo in cui il gruppo reagirà dopo la sconfitta interna col Venezia e la perdita del 2° posto (ad opera del Monza), uscendo quindi dalla zona promozione diretta. C’è il timore che la squadra, dopo aver fatto faville fino a due turni fa, ora rientri nei ranghi, visto che a inizio stagione non era accreditata e ha già la salvezza in tasca, cioè quello che la proprietà aveva indicato come il traguardo stagionale.
Cruciale scontro salvezza tra due piazze storiche che vivono un momento sempre più complicato. Il Bari, con Longo in panchina (terzo tecnico stagionale dopo Caserta e Vivarini), non ha svoltato: all’illusoria vittoria d’esordio a Cesena sono seguite due sconfitte, contro il Palermo al San Nicola e a Mantova, quest’ultima più pesante perché ha permesso ai lombardi di staccare in classifica i pugliesi, i quali ora non possono fallire quest’altro scontro diretto con uno Spezia che ha grossi problemi con Donadoni in panchina. L’erede di D’Angelo ed ex ct dell’Italia fatica a tenere a galla i liguri, come dimostra l’1-1 interno di sabato nel derby con l’Entella, con lo Spezia incapace di approfittare della superiorità numerica e coi chiavaresi nonostante ciò andati vicini al successo: davvero, non un bel segnale.
Momento no per l’Empoli di Dionisi che sta andando anche peggio di quello di Pagliuca: un solo punto nelle ultime quattro uscite e zona playoff distante sei punti, tanti quanti ce ne sono su quella playout. Insomma, il rischio è che i toscani si adagino in un’annata di transizione con la squadra che resta a metà del guado: incapace di avere un passo da playoff, ma che allo stesso tempo dovrebbe riuscire a tenersi lontano dalla zona calda. La Juve Stabia di Abate, invece, difende il 7° posto e la relativa qualificazione playoff. La classifica dice che le Vespe potrebbero fare un pensierino anche al 5° posto del Cesena, avanti di soli due punti. E chiudere in quella posizione vorrebbe dire bissare almeno in parte la scorsa trionfale stagione, la migliore nella storia della Juve Stabia, chiusa appunto al 5° posto e in semifinale playoff, persa (con qualche rimpianto) dalla Cremonese poi salita in A.
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