Calò vs Busio: com'è andato il duello in Frosinone-Venezia

08.02.2026 13:30 di  Luca Colafrancesco   vedi letture
Calò vs Busio: com'è andato il duello in Frosinone-Venezia
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Frosinone-Venezia è stata una partita intensa e tutt’altro che scontata, uno di quei match che raccontano più di quanto dica il risultato finale. La vittoria è andata ai liguri, ma il Frosinone ha giocato a viso aperto, mostrando personalità, idee e una qualità di gioco che rende la sconfitta difficile da digerire per i tifosi ciociari. Per quanto visto in campo, il ko sa quasi di punizione eccessiva. All’interno della gara, una vera partita nella partita è stata quella a centrocampo tra Giacomo Calò e Gianluca Busio: due interpreti diversi dello stesso ruolo, due modi opposti ma entrambi efficaci di stare dentro il gioco. E come spesso accade, sono i numeri ad aiutarci a leggere davvero le loro prestazioni.

Calò è stato il cuore pulsante della manovra giallazzurra. Sempre presente, sempre coinvolto nella costruzione dal basso, ha toccato 68 palloni con un impressionante 100% di precisione nei passaggi nella propria metà campo, dato che certifica ordine, personalità e affidabilità. È stato lui a dare tempi e geometrie, cercando costantemente di alzare il ritmo e trovare soluzioni offensive. Non sono mancati i tentativi di incidere: 3 passaggi chiave e 14 cross raccontano la sua voglia di essere determinante. L’efficacia, però, non è stata sempre continua: il 72% di precisione complessiva e i 24 palloni persi pesano soprattutto contro una squadra organizzata come il Venezia. Resta comunque positiva anche la fase difensiva, con 5 duelli a terra vinti su 8, segno di un centrocampista completo e generoso.

Busio ha interpretato la gara in modo diverso. Con il Venezia ha giocato una partita più pratica e verticale, con meno tocchi (58) ma una maggiore efficacia nella metà campo avversaria. Il 78% di precisione nei passaggi, che sale a un eccellente 80% nella zona giallazzurra, racconta una gestione lucida del pallone. Ha creato una grande occasione, perso meno palloni (15) e garantito continuità senza mai forzare la giocata. Fondamentale la sua capacità di portare palla in avanti: oltre 100 metri di trasporto complessivo e una progressione massima di 36 metri spiegano bene quanto sia riuscito a rompere le linee del Frosinone. Anche in fase difensiva si è fatto sentire, con 7 chiusure, 5 recuperi e 9 contributi difensivi totali. Nessun gol o assist, ma tanta sostanza e continuità.

Parliamo di due centrocampisti completi, probabilmente due dei migliori della Serie B. È vero, alla fine chi vince passa quasi sempre per il migliore. Ma il Frosinone può guardare avanti con fiducia: Calò ha confermato ancora una volta di essere un punto fermo, capace di dare qualità, equilibrio e personalità a una squadra che ha prodotto gioco ma è stata poco cinica. E nel lungo periodo, questo tipo di prestazioni paga.

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