Livorno, Morganella dopo la rescissione: "Costretto a spogliarmi da un dirigente, ecco cosa mi disse"

22.05.2020 01:00 di Andrea Pontone Twitter:    Vedi letture
Livorno, Morganella dopo la rescissione: "Costretto a spogliarmi da un dirigente, ecco cosa mi disse"

Il rapporto tra Michel Morganella e il Livorno è ormai finito, ma non in modo idilliaco. Anzi. E parole al vetriolo per la società toscana, sono arrivate, come riferisce mediagol.it riprendendo Il Tirreno - ed. Livorno, dallo stesso giocatore: "Quest’ anno si sono accumulati tanti piccoli problemi, io mi sono sentito preso in giro dalla società, mi hanno fatto passare sempre da colpevole. E invece i problemi erano altri. Forse a qualche dirigente non piacevo per i tatuaggi e la barba. A chi? Niente nomi. Nell’ambiente però circolavano messaggi vocali su di me, storie false sulla mia vita. Qualcuno non mi ha portato rispetto. E ricordo anche un brutto episodio in ritiro. Il terzo giorno un dirigente si avvicina e mi chiede. ‘È vero che hai il tatuaggio di una svastica sulla schiena?’. Che affronto… Dovetti togliermi la maglietta davanti a tutti per dimostrare che erano cavolate".

E prosegue: "Cosa è andato storto? Tutto. Ci sono stagioni che vanno bene e altre in cui le cose non girano. Pensate che io a Palermo, qualche anno fa, sono retrocesso in B con compagni di squadra come Ilicic, Miccoli e Kurtic. Dipende tutto dalla società alle spalle e da come si muove durante l’anno. Ho sempre pensato a Livorno come una piazza di primo piano in Italia, e sinceramente lo penso ancora, ma la società non è più all’altezza. Con i campi abbiamo avuto problemi per tutto l’anno: una squadra di serie B costretta a venir via dal Coni per un po’ di pioggia e ad allenarsi nei campettini… Scene mai viste. Ho cercato di dare il massimo, è stata una stagione negativa per tutti. Nessuno si salva, forse solo Marras che ha dimostrato qualità in un contesto molto difficile".