Intervista TF – Aurora Folcarelli (Teleuniverso): "Angelozzi? E’ un vincente! Il Lecce gioca un buon calcio, ma credo nel Frosinone"

03.12.2020 11:30 di Francesco Cenci   Vedi letture
Intervista TF – Aurora Folcarelli (Teleuniverso): "Angelozzi? E’ un vincente! Il Lecce gioca un buon calcio, ma credo nel Frosinone"
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Oggi con grande piacere intervistiamo una donna di sport, Aurora Folcarelli, giornalista e volto noto di Teleuniverso conduttrice della trasmissione “Bordocampo Serie B”. Aurora è una vera appassionata del Frosinone e conoscitrice del mondo delle vicende dei canarini.

Come inizio ci piacerebbe sapere da quanto tempo segui il Frosinone e se c’è stato un avvenimento particolare che ti ha fatto appassionare a questa squadra.

"Era il 2006, un popolo intero festeggiava la promozione in serie B. Io per puro caso, che allora lavoravo in banca, approdo in questa meravigliosa realtà che è Teleuniverso. Iniziai a muovere i primi passi da giornalista accanto a Gabriele Schiavi, ora a Sportitalia, che amava il Frosinone più di ogni altra cosa al mondo. Seguivo Gabriele ovunque tra allenamenti, gare, trasferte, sala stampa pre e post match. Mi ha trasferito tutto il suo amore per i giallazzurri e per questo mestiere. Da quel 1 Settembre del 2006 non ho più smesso di seguire le gesta del Frosinone nel bene e nel male”.

Parlando del presente, Sabato scorso il Frosinone ha espugnato un campo difficile come quello di Brescia e, nel secondo tempo, la squadra ha cambiato passo, dominando la partita. Pensi che possa essere l’inizio di un cambiamento a livello tattico?

“Il Frosinone del secondo tempo al Rigamonti mi ha sorpreso: ha alzato il baricentro, ha creato continui pericoli alla difesa avversaria, ha pensato solo ad attaccare come raramente ci ha abituati. Mi domando se anche loro stanno cominciando a prenderci gusto e a credere in quell’interpretazione di gioco e modulo”.

Come ti spieghi questi risultati così altalenanti dei canarini?

“Io credo sia un problema di preparazione atletica prima di tutto, ricordiamo il tour de force di un Frosinone impegnato sino ad Agosto con i play off. I ragazzi non hanno avuto il tempo di effettuare un’adeguata preparazione poiché il campionato è iniziato un mese dopo. Aggiungiamo che c’è poi la mente, il Covid, le paure e le ansie che possono condizionare anche i giocatori, del resto sono esseri umani come noi e non dei robot!”

A tuo avviso, cosa serve a questa squadra per compiere il definitivo salto di qualità?

“Serve la tranquillità che solo la costanza dei risultati può dare. Lo stesso Nesta non perde occasione di dire ai suoi giocatori di stare tranquilli, perché alla lunga i risultati arriveranno. Di certo le pressioni non fanno bene alla squadra”.

Mister Nesta a Perugia giocava con il 4-3-1-2, a Frosinone dopo un inizio simile cambiò in corsa adottando il 3-5-2. Pensi che questo modulo esalti a pieno le qualità dei giocatori?

 “Il Nesta di Perugia, dove poteva esprimersi col suo credo, ha fatto vedere buone cose tanto da vincere premi come miglior allenatore emergente. A Frosinone non è riuscito a sviluppare la sua idea per la poca compatibilità dei giocatori a disposizione, adattandosi al 3-5-2 con la variante, in alcune occasioni, del 3-4-1-2, alzando il vertice dietro ai 2 attaccanti. In questo modo ha portato più solidità difensiva e più concretezza, ma viene mene meno il bel gioco. Ripeto, credo che il Tecnico stia cercando di sposare un’altra filosofia di pensiero calcistico e già per questo dovremmo apprezzarlo. Questa si chiama umiltà.”.

Finora il campionato nelle zone alte sembra essere equilibrato. Non pare, per ora, esserci una squadra ammazza campionato. Quali sono le tue favorite per la promozione in serie A?

“In 16 anni ho visto di tutto in serie B, può davvero accadere di tutto, ed alla nona giornata francamente non me la sento di esprimere giudizi, ma ho visto un Lecce praticare un calcio atleticamente e tatticamente diverso dalle altre. Però la favorita per me è solo il Frosinone ( e ride..ndr). Il mio lavoro mi impone l’imparzialità ma ogni tanto bisogna lasciarsi andare a quello che dice il cuore”.

L’arrivo di Angelozzi come lo giudichi e cosa può portare di nuovo?

“Angelozzi è il calcio, è l’esperienza! E’ soprattutto una nuova ventata di entusiasmo ed un altro modo di fare calcio. Spazio ai giovani, al futuro ed alla voglia di tornare in serie A. E’ un uomo nato e cresciuto sui campi di calcio, vive respirando il profumo dell’erba e la sua passione è contagiosa. Ha voluto conoscere tutti noi giornalisti al suo arrivo, ha voluto l’immediato contatto con una realtà che ha già fatto sua, è un vincente”.

La prossima gara sarà un difficile banco di prova per i ciociari. Quali insidie può nascondere la partita con il Chievo?

“Mi preoccupano le intuizioni di Aglietti, un allenatore pieno di idee, e mi preoccupa anche la difesa di ferro dei clivensi”.

Il Frosinone sembra esprimersi meglio in trasferta. Secondo te le difficoltà che incontra in casa, possono essere legate all’assenza dei tifosi, che sono sempre stati il dodicesimo uomo in campo?

Mancano a me, figuriamoci ad una squadra abituata ad essere trascinata da una tifoseria che ci invidia tutta Italia!”

Terminiamo l’intervista proiettandoci nel futuro Con un Frosinone, seppur altalenante ma comunque stabilmente in zona play off, credi si possa ambire alla promozione nel massimo campionato, magari con qualche ritocco a Gennaio?

“I sogni vanno coltivati, io ci credo nel grande salto quest’anno, nonostante i risultati altalenanti che creano scetticismo, e poi credo nei cambiamenti. Riguardo il mercato Angelozzi, intervenendo nella nostra trasmissione di Teleuniverso, è stato chiaro – il Frosinone è già al gran completo- però, detto tra noi, io non gli credo del tutto”.