Incredibile al 64’: Il Frosinone segna un gol solare, ma quello che succede dopo lascia tutti senza parole
La trasferta in casa dell'Entella lascia in dote al Frosinone più di un semplice rammarico per una prestazione complessiva apparsa, a tratti, al di sotto delle reali potenzialità della rosa. Tuttavia, nell’analizzare una serata storta, è impossibile non isolare il "momento della verità" che avrebbe potuto riscrivere completamente la storia del match: il gol annullato a Giorgi Kvernadze.
Un torto che pesa sull'inerzia
Siamo al minuto 64. Il Frosinone fatica, ma resta in partita. Kvernadze trova la via della rete con una giocata che sembrava poter spezzare l'equilibrio e, soprattutto, l'inerzia psicologica della gara. Un gol apparso ai più regolarissimo, la cui convalida avrebbe trasformato l’ultima mezz’ora in un assedio giallazzurro o, quantomeno, in una gestione diversa del risultato.
Invece, il fischio arbitrale ha cancellato la gioia del georgiano, costringendo la squadra di Alvini a fare i conti non solo con i propri limiti di giornata, ma anche con un grave torto arbitrale che ha pesato come un macigno sul tabellino finale.
Lo "Stile Frosinone": signori si nasce
Ciò che emerge dal post-partita, però, non è la solita ridda di polemiche a cui il calcio italiano ci ha abituati. Fedele a una filosofia che ormai ne contraddistingue il DNA, il Frosinone Calcio ha scelto la via del silenzio.
A differenza di altre piazze o società che avrebbero alzato i toni per coprire magari una prova opaca, il club giallazzurro ha preferito non alimentare il fuoco delle lamentele pubbliche. Una scelta di eleganza che non cancella l'errore, ma che sottolinea una superiorità morale non comune:
Niente scuse: Si analizza la prestazione sottotono.
Niente vittimismo: Si accetta il verdetto del campo, per quanto ingiusto.
Rispetto delle istituzioni: Una linea comunicativa che privilegia il lavoro alle urla.
Resta il fatto che ieri il Frosinone è tornato a casa con meno di quanto meritasse sul piano degli episodi. Se è vero che per crescere serve guardare ai propri errori tecnici, è altrettanto doveroso sottolineare come la bilancia della giustizia sportiva, in Liguria, sia rimasta decisamente sbilanciata. I giallazzurri pagano dazio, ma lo fanno a testa alta, confermandosi una società che preferisce i fatti ai reclami da salotto.
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