, il tesoro è in casa: da "palestra" per i prestiti a miniera di proprietà
Il mercato di riparazione di gennaio è ufficialmente aperto, ma in casa Frosinone l'atmosfera è diversa rispetto al passato. Se le cronache raccontano di una finestra invernale che si preannuncia sobria, legata quasi esclusivamente a operazioni in uscita per sfoltire la rosa, il vero focus si sposta su una strategia lungimirante che sta dando i suoi frutti: la valorizzazione dei talenti di proprietà.
Addio al "Modello Soulé": la fine del vivaio per conto terzi
Per anni il Frosinone è stato considerato una delle piazze migliori d'Italia dove mandare i giovani a farsi le ossa. Un modello che ha toccato il suo apice con l'esplosione di Matías Soulé. L'argentino, arrivato in prestito dalla Juventus, ha incantato lo Stirpe permettendo ai bianconeri di incassare circa 30 milioni di euro dalla sua cessione alla Roma. Un'operazione che ha portato lustro al club giallazzurro, ma pochi benefici economici diretti nelle casse ciociare.
Dall'estate scorsa la musica è cambiata. La dirigenza ha deciso di investire sul "patrimonio interno", trasformando il club da vetrina per talenti altrui a proprietario del proprio futuro.
La nuova "Linea Verde" Giallazzurra
Oggi il campionato di Serie B sta mettendo in mostra una nidiata di calciatori che rappresentano veri e propri asset per la società. Non sono più "ospiti di passaggio", ma pilastri su cui costruire:
Fares Ghedjemis: Arrivato con l'aura della scommessa dal calcio francese, ha dimostrato strappi e qualità tecniche che lo rendono un profilo monitorato anche dai piani alti.
Ilias Koutsoupias: Un innesto di sostanza e inserimenti che sta dando equilibrio e peso al centrocampo.
Giorgi Kvernadze: Il talento georgiano sta trovando continuità, confermando le intuizioni di chi vedeva in lui un potenziale crack.
I prodotti del vivaio (Palmisani e Bracaglia): Vedere Lorenzo Palmisani tra i pali e Gabriele Bracaglia in difesa non è solo una scelta tecnica, ma un segnale d'identità. Sono giovani cresciuti in casa che ora rappresentano certezze per la categoria.
Un futuro di alto profilo (o di grandi plusvalenze)
Questa inversione di rotta garantisce al Frosinone una sostenibilità economica e sportiva senza precedenti. Avere il controllo totale dei cartellini permette alla società di decidere il proprio destino:
- Mantenere lo zoccolo duro per puntare a una permanenza stabile nel calcio che conta.
- Generare plusvalenze pesanti in caso di cessione, reinvestendo il ricavato per far crescere ulteriormente il club.
In un calcio dove i costi sono sempre più proibitivi, il Frosinone ha scelto la strada del coraggio e dell'investimento diretto. Il mercato di gennaio potrà anche essere "silenzioso" in entrata, ma il rumore che stanno facendo i giovani di proprietà in campo è la melodia più dolce per il futuro della Ciocaria.
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