Ciofani a La Gazzetta: "Frosinone, promozione strameritata. Alvini ha portato lucida follia, Ghedjemis impressionante"

L'ex bandiera giallazzurra ha analizzato il momento d'oro della squadra, esaltando il lavoro del club e ricordando i suoi trascorsi in Serie A tra vecchi compagni e gol indimenticabili.
10.05.2026 09:00 di  Tuttofrosinone Redazione  Twitter:    vedi letture
Ciofani a La Gazzetta: "Frosinone, promozione strameritata. Alvini ha portato lucida follia, Ghedjemis impressionante"
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Undici anni fa i suoi gol trascinarono il Frosinone verso la massima serie. Oggi, Daniel Ciofani osserva la sua ex squadra con l'affetto e l'orgoglio di una vera bandiera giallazzurra. In una lunga e interessante intervista concessa alle pagine de La Gazzetta dello Sport, l'ex attaccante ha fatto il punto sul ritorno in A dei ciociari, analizzando i segreti del successo e spaziando tra passato, presente e futuro.

I meriti della promozione: Stirpe e la "lucida follia" di Alvini Il ritorno nel calcio che conta, secondo Ciofani, è il frutto di un mix di componenti ben precise, a partire dalla solidità societaria: "Metterei prima di tutto il presidente Stirpe che ha una conoscenza e una lungimiranza per il calcio come pochi: per la quarta volta in poco più di un decennio il Frosinone sale in A e non è banale. Anzi, molte società dopo aver conosciuto la massima serie sono sprofondate persino in C nel giro di pochi anni. Stabilizzarsi è difficilissimo". Parole di grande stima anche per l'attuale tecnico, Massimiliano Alvini, vero artefice in panchina di questa cavalcata: "Alla squadra ha dato impronta e coraggio: una lucida follia, perché se la sono giocata a viso aperto con tutti". Tra i singoli, una menzione d'onore spetta a Ghedjemis, indicato da Ciofani come il giocatore che lo ha impressionato di più: "Senza dubbio lui. È molto decisivo, potrebbe essere importante anche in A".

La Serie A spietata e il ricordo della gestione Di Francesco Il massimo campionato non fa sconti, e Ciofani ne è consapevole. Sul futuro approccio del club, l'ex bomber non ha dubbi sulla linea che verrà adottata: "Il presidente manterrà l’equilibrio della sostenibilità: quello che ti permette di rimanere competitivo a lungo termine e magari riprovarci, se le cose non dovessero andare bene". Impossibile, a tal proposito, non tornare con la mente all'ultima sfortunata retrocessione sotto la guida di Eusebio Di Francesco: "Il Frosinone avrebbe potuto rimanere in A anche perdendo con l’Udinese. Peccato davvero, perché con Di Francesco ha espresso un bel calcio: c’erano Soulé e Brescianini fra gli altri, il gruppo meritava miglior sorte. Quella retrocessione grida vendetta".

I ricordi giallazzurri: il gol a Donnarumma e gli scherzi di Soddimo Il tuffo nel passato riporta Ciofani alla stagione 2015-16, quando sfiorò la doppia cifra in Serie A: "Col Var ne avrei segnati di più, perché ci mancavano spesso dei rigori. I miei 9 gol me li tengo ben stretti. Fra gli italiani ero stato uno dei migliori assieme a Dionisi". Il gol più speciale? Non ci sono dubbi: "L’ho rivisto da pochissimo e dico quello contro il Milan, di fronte a Donnarumma. Mi ritrovai a tu per tu con lui e non sbagliai. E poi c’è il nono, contro il Chievo, segnato di testa su assist di mio fratello Matteo". Spazio anche ai ricordi di spogliatoio e ai legami che resistono al tempo: "Sento molto Frara, Dionisi, Mirko Gori, ma anche Gucher, Zappino e Sammarco. Quello che mi fa più ridere è sempre Soddimo: era l’anima del gruppo anche dieci anni fa, l’autore di ogni scherzo di spogliatoio".

Il ruolo dell'attaccante moderno e gli assist di Politano Oggi Ciofani ha appeso gli scarpini al chiodo e ricopre il ruolo di coordinatore tecnico della Primavera e dell’Under 18 della Cremonese, un incarico che gli permette di lavorare tanto sulla psicologia dei giovani. Sull'evoluzione del ruolo di punta centrale offre una chiave di lettura interessante: "Oggi ogni attaccante deve lavorare sulla frustrazione di toccare pochi palloni. Gli allenamenti situazionali hanno relegato le punte a fare sponde e non vedere la porta. Bisogna vivere per quel pallone che passa, perché prima o poi arriva sempre". E alla domanda su chi sia stato il miglior fornitore di palloni della sua carriera, Ciofani incorona un esterno d'eccezione: "Il miglior assist-man che ho avuto è stato Politano, ai tempi della Serie C: giocava a piede invertito e tagliava dentro come fa oggi. Fortissimo".