Abbonamenti 2026/2027: Frosinone, svolta etica sul cambio nominativo. Doronzo: "Un atto di fede, non un business"
Uno dei temi che sta animando maggiormente il dibattito tra i tifosi giallazzurri, dopo la presentazione della campagna abbonamenti 2026/2027, riguarda le nuove regole sull’utilizzo del titolo di accesso. Come anticipato dalla nostra redazione nei giorni scorsi, la società ha introdotto una limitazione significativa: il blocco del cambio nominativo in occasione dei "Big Match" di campionato.
La scelta etica del Club
Il Direttore Generale Piero Doronzo, in conferenza stampa, ha spiegato la ratio dietro questa decisione, che ha l'obiettivo dichiarato di preservare il valore dell'abbonamento e contrastare eventuali fenomeni speculativi:
"Una delle novità più sostanziali riguarda il cambio nominativo, che sarà valido per 5 partite a scelta del singolo abbonato. Abbiamo deciso, però, di eliminare questa possibilità per le partite contro le big, ovvero Inter, Milan, Juve, Roma, Napoli e Lazio. È stata una scelta di etica, e se è vero che questo può penalizzare una piccolissima parte, forse un 5% se vogliamo parlare di percentuali, dall'altra parte evita una sorta di speculazione".
Il messaggio alla tifoseria
Le parole del D.G. vanno oltre l'aspetto puramente burocratico, toccando le corde del senso di appartenenza che deve legare il tifoso alla propria squadra del cuore:
"L'abbonamento deve essere un atto di fede, non un motivo di business. Ognuno è libero di abbonarsi o meno, ma il vero tifoso lo farà sempre".
Il dibattito aperto
La linea tracciata dal club è netta: il Frosinone intende blindare l'abbonamento come titolo personale e non cedibile nei momenti di maggior richiamo, per garantire che lo stadio "Benito Stirpe" sia vissuto da chi sostiene la squadra con continuità. La decisione ha generato opinioni contrastanti tra il popolo giallazzurro: da una parte chi accoglie con favore la mossa societaria per evitare il "bagarinaggio 2.0" e tutelare l'abbonato abituale, dall'altra chi avrebbe preferito una maggiore flessibilità per gestire gli impegni personali nelle partite di cartello.
Il confronto resta aperto: la società ha fissato un principio di etica sportiva, ora starà alla risposta della piazza misurare l'efficacia di questa nuova visione.