L'Angolo del Tifoso - Valerio: "Vittoria del collettivo. Stirpe un visionario. Mi fido di lui"
Tra i cambiamenti in vista per la prossima stagione, sicuramente l'ingresso di Clara Vista è il più importante di tutti. Il passaggio di consegna di Stirpe alla società americana ha creato diverse opinioni tra i tifosi e gli addetti ai lavori. Un progetto, quello del Frosinone Calcio, basato sulla continuità e sul lavoro di tutte le parti coinvolte per un unico scopo: il bene del Frosinone.
Valerio, grande stimatore di Maurizio Stirpe, ci ha parlato di quanto sia importante dare fiducia al collettivo. Con lui abbiamo parlato anche di calciomercato e delle sue previsioni in merito al Frosinone che sarà:
Quali sono le sue emozioni per la Serie A? Fin dove può arrivare il Frosinone?
"Siamo una società affermata. Fondamentalmente sono passato dall'essere bambino allo stadio all'essere ragazzo adulto, per cui vedo il calcio sotto un altro punto di vista, più imprenditoriale. Vedo una società più matura rispetto alle prime volte dove si sperava nel miracolo sportivo. Già dall'ultima Serie A vedo una società molto più calibrata, Stirpe l'aveva detto che dalla quarta promozione in poi avrebbe investito sul rimanere in massima serie. Io mi fido ciecamente del presidente. I risultati parlano chiaramente. Se guardiamo alla stagione dove siamo risaliti la prima volta, molte società rispetto a noi sono fallite o stanno in Serie C o D, tipo Chievo o Brescia. La sostenibilità economica deve importare poco al tifoso perché a noi interessa il lato sportivo. Nell'ottica imprenditoriale Stirpe ha creato un sistema autosostenibile dove riesce ad avere dei ricavi non indifferenti. Direi una macchina quasi perfetta, pronta al salto di categoria"
Il giocatore simbolo della squadra, secondo lei? Chi l'ha più colpita quest'anno dei ragazzi?
"Questa è molto difficile, non credo di saper rispondere perché quando tu vinci un campionato, perché per me l'abbiamo vinto, un solo punto dal Venezia è come averlo vinto. Quando fai un cammino del genere è difficile attribuire i meriti a un singolo perché qui ha vinto il gruppo. Se mancava qualcuno si sentiva poco. Ci sono quelli che segnano, c'è l'intervento del difensore decisivo, la parata plastica, insomma tanti elementi che mi rendono difficile scegliere un solo giocatore simbolo. Io sono per il collettivo. Se proprio devo fare un nome dico Ghedjemis, ma anche sull'altra fascia non siamo messi proprio male. Farès è un giocatore fenomenale, si è caricato la squadra sulle spalle"
Parlando di calciomercato, tra i nomi accostati al Frosinone c'è quello di Antonio Di Nardo, attaccante del Pescara che ha collezionato 14 gol e 4 assist quest'anno in Serie B. Può essere il giocatore giusto con cui completare il reparto offensivo?
"Premetto che parliamo di due categorie diverse. La Serie A è un altro livello, però quest'anno non ha vinto la squadra messa meglio, faccio l'esempio del Palermo che aveva un monte ingaggi altissimo, o il Monza che è arrivato sotto di noi. Il calcio non lo fanno i nomi, lo fa il collettivo. Parliamo di uno sport di squadra, altrimenti stavamo parlando del tennis. Parlando di Di Nardo, lui può essere effettivamente un profilo, non dico giusto per completare, ma insomma la stagione in Serie A è lunga e una grossa mano c'è la può dare sicuramente. Poi però bisogna sempre vedere come viene impattato il cambio di categoria, nonostante abbiamo fatto un campionato di qualità. Sono molto fiducioso"
Questa settimana potrebbe essere decisiva per il rafforzamento della rosa. L'obiettivo della società è cercare di mantenere il gruppo che ha raggiunto la promozione. Le trattative più vive sono quelle per la permanenza di Raimondo, Cittadini e Calvani. Tutti giocatori che sono stati decisivi per il salto di categoria. Sarebbe giusto dare continuità al progetto? Quali di questi nomi deve assolutamente tornare a vestire giallazzurro?
"Altra domanda difficile, perché sono stati importanti tutti e tre in maniera diversa. Se penso a Cittadini, per esempio, ricordo il primo anno quando si è fatto male in Coppa Italia, prima di Ferragosto. Nonostante tutto l'abbiamo ripreso per il discorso della continuità di cui parlavamo prima.
Quindi è difficile, molto difficile sceglierne solo uno, perché per esempio pure Calvani è stato una vera rivelazione. Cittadini già lo conoscevamo, nonostante l'infortunio. Tra Calvani e Raimondo? Cavolo, è tosta. Rimango d'accordo sull'idea della continuità perché non si può giudicare un progetto che dura un anno, parlo anche del progetto tecnico dove non puoi giudicare soltanto l'allenatore, perché è un capro espiatorio, fondamentalmente. Tornando sulla scelta tra Calvani e Raimondo, ti dico Raimondo. Però non fate leggere l'intervista a Calvani (ride, n.d.r.)"
Cosa ne pensa dell'ingresso di questo fondo estero? Ha accolto la notizia con positività, o è preoccupato per le modifiche che saranno apportate?
"Io sono dell'idea di non cambiare una cosa che fa bene, però è pur sempre vero che la Serie A è diversa dalla Serie B ed e difficile rimanere ad alti livelli con pochi fondi e con pochi sponsor. L'idea di una vendita della società è un argomento molto chiacchierato tra noi tifosi, però io mi fido di Stirpe. Mi fido perché non l'avrebbe mai e poi mai data a nessuno la società se non a qualcuno veramente interessato al bene del Frosinone. Faccio lo stesso discorso quando parla dei giocatori. Lui ha sempre detto che il giocatore rimane se vuole rimanere. Quindi il fondo se prende il Frosinone deve veramente investire per il bene del Frosinone. Tutto questo discorso che stiamo facendo è un enorme "grazie" a Stirpe perché se lui non avesse creato lo stadio di proprietà, le infrastrutture satellite intorno al Frosinone, allo stadio, eccetera, nessuno avrebbe preso in considerazione questa società. Quindi fiducia piena a Stirpe e speriamo bene. Quello che il fondo ha fatto con l'Ipswich Town è importante, poi lì è chiaro che si tratta di soldi, ci sono molti più soldi in Inghilterra rispetto all'Italia. Magari è più facile prendere una società in Serie B inglese, da un punto di vista economico, piuttosto che prenderla direttamente in A. Il paragone va fatto, ma con moderazione, però sono molto fiducioso. Mi dispiace solo vedere l'ennesima società italiana che viene venduta, nella speranza che si faccia il bene del Frosinone. Dobbiamo sempre vedere nel lungo periodo"
Lei è rimasto affezionato al Frosinone di Grosso, che forse ha delle similitudini con la squadra di quest'anno. Tra le due formazioni, preferisce il Frosinone di Grosso o il Frosinone di Alvini?
"Questa è tosta. Ti dico quello di Grosso perché in quell'occasione abbiamo vinto il campionato, però pure questa di Alvini è tanta roba, scoppiettante. Ma dico Grosso per la vittoria del titolo"
Prima in casa contro la Juventus. Emozioni e pronostico?
"Sarò pazzo ma io dico vittoria contro la Juve, anche perché è in una situazione sia societaria che tecnica difficile. Magari in due mesi cambia tutto, però io ci credo. Sempre"