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16.06.2023 15:00 di  Gabriele Rocchi  Twitter:    vedi letture
Frosinone, Stirpe risponde alle domande dei giornalisti
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Dopo l'ampia introduzione in cui Maurizio Stirpe ha presentato i programmi futuri della società, la palla è passata ai giornalisti presenti nella tribuna dello stadio, che hanno incalzato il presidente su diversi temi, primo tra tutti quello della scelta del nuovo allenatore.

"Fino agli ultimi giorni speravamo che il nostro allenatore fosse ancora Fabio Grosso" - ha esordito Stirpe, rispondendo alla prima domanda - "ma bisogna avere rispetto di questa decisione. Non sono due o tre giorni di ritardo ad influire sul futuro societario, e non c’è alcun tipo di risentimento da parte della società. Le idee ci sono, verranno sondati degli allenatori che erano già in una lista ideale del nostro direttore. In breve tempo si riuscirà ad individuare la persona giusta, ma senza avere troppa fretta. Ad oggi, non sono in grado di aggiungere altro, non ho segreti."

Sul settore giovanile, in relazione al modello Empoli: "Noi avevamo un settore giovanile interamente gestito da noi, che ha prodotto molti costi e pochi giocatori pronti a fare il salto in prima squadra. Un investimento fallimentare sotto questo punto di vista, soprattutto perché era dislocato su tre-quattro campi diversi. Bisognerebbe avere tutte le attività concentrate in un unico posto, e per questo è importante ripartire da zero e riprogrammare completamente. Abbiamo le possibilità per farlo all’interno del nostro territorio, ma serve anche la presenza di dirigenti che hanno la voglia di fare progetti a lungo termine. Ogni anno bisogna far uscire tre giocatori che o prendono il posto di ragazzi della prima squadra o, addirittura, che sono già pronti per essere ceduti e creare valore. Dobbiamo ricreare le condizioni giuste affinché tutto questo sia possibile, e finché non riusciremo a farlo continueremo ad appoggiarci all’Accademia di Lunghi."

Sulla permanenza in Serie A: "Spesso sento dire di questa necessità, senza però rendersi conto di cosa voglia dire raggiungere questo tipo di obiettivi. La strada per poter rimanere in Serie A passa attraverso dei percorsi obbligati, e noi dobbiamo fare delle scelte ponderate e adeguate. Non so se è più facile salire nella massima serie o rimanerci. Anche quest’anno doveva essere un campionato complesso, definito una Serie A2, ma noi siamo stati in grado di vincere con tre giornate d’anticipo."

Nello staff di Grosso c’era gente che esulava dalla presenza di Grosso stesso. Chi verrà, potrà contare ancora su questi uomini? "Capogna è con noi da una vita, fa parte in modo stabile della nostra famiglia e ogni scelta che prenderà sarà del tutto personale. Io posso parlare soltanto della sua situazione. Senatore è stato assunto perché volevamo una base più stabile su alcune figure professionale, così come Vaccariello, ma di loro si parlerà con chi verrà."

A livello di mercato, serviranno due tre figure di esperienza alla “Lucioni” anche in serie A? "Ci serviranno tanti tipi di figure diverse. Ringrazio Lucioni per la stagione che ha disputato, perché è stato un punto di riferimento importante. Vediamo chi verrà e in base alle sue priorità verranno fatte delle scelte."

Esiste la possibilità di una promozione di Gorgone in prima squadra? "Giorgio, che ringrazio per il lavoro svolto quest’anno con la Primavera, per me non ha ancora l’esperienza necessaria per affrontare un campionato già proibitivo di per sé. Affrontiamo la stagione già con tanti limiti, sarebbe un’equazione a troppe incognite."

Ha avuto modo di parlare con Grosso dopo l’SMS? "No, non ho avuto modo di parlare con Grosso successivamente. Il perché della decisione di Grosso? Bisogna chiederlo a lui. Noi con chiarezza abbiamo detto quello che siamo e quello che possiamo fare. Non so se sia tanto o poco, ma giustamente la persona che deve prendere una decisione ha tutti gli elementi per farlo. Se ha scelto di non rimanere, evidentemente è perché ha delle riserve o ha fatto altre considerazioni. Non bisogna sempre avere un retro pensiero, credo che le persone siano libere, e se si ha rispetto per il lavoro che hanno fatto, bisogna metterle nella condizione di poter scegliere. A Fabio ho sempre detto che questa è stata la squadra con cui ho parlato meno. Mi ha semplificato buona parte dell’agenda personale. Ogni tanto parlavamo di calcio, ma non avevamo una confidenza importante come ho avuto con altri allenatori, anche perché l’organizzazione negli ultimi due anni è stata perfetta. La società sta diventando sempre più “spersonalizzata” dal proprietario, e più si accentua questo movimento, più significa che tutto funziona al meglio. La modalità dell’ SMS, che può sembrare irrituale, potrebbe far parte anche del carattere di una persona. Frosinone è e rimarrà la casa di Grosso."

Su Ferentino e Fiuggi tempo fa abbiamo sentito ben altri progetti. La scelta di riportare tutto a Frosinone sembra un gesto di sacrificio a causa di amministrazioni che probabilmente l’hanno delusa. "Non credo ci siano stati grandi ridimensionamenti. Volevamo portare l’area tecnica a Ferentino e invece la metteremo allo Stirpe, ma in fondo è questa l’unica vera differenza. Abbiamo preso questa scelta nell’ottica di un accentramento complessivo del lavoro, grazie anche alla rimodulazione degli spazi all'interno dello stadio. Al contrario, a Ferentino verrà fatta una palestra al posto di un tendone ed un box, per un investimento pari a 500.000 euro. C’erano anche dei vincoli di spazio, perchè bisogna garantire alla città di Ferentino di usufruire del proprio centro sportivo."

Per quanto riguarda Fiuggi, scegliamo di ripartire dal calcio. Già è stato fatto un investimento di circa 350.000 euro, e si continuerà a lavorare sui due campi. Se ne possono costruire altri due, che realizzeremo se dovessimo accorgerci della possibilità concreta di far arrivare quante più squadre possibili. Non è un problema che riguarda le amministrazioni comunali, ma è tutto regolato dalla legge della domanda e dell’offerta.

Per il discorso di riportare la prima squadra a Frosinone, è una cosa a cui tengo fortemente. Una delle strutture da poter utilizzare è quella di Corso Lazio, che è in fase di abbandono e il comune si sta guardando attorno per una gestione diversa, ma non sarà l’unica. La prima squadra ha bisogno di due campi in erba, a Ferentino non c’è sapzio."

Novità legate al femminile? "E’ per certi versi un progetto più semplice di quello del settore giovanile, svilupperemo anche quello in tempi brevi."

Sarà ancora un mercato improntato sui giovani o ci saranno alcuni elementi di spessore in più? "La filosofia non cambia rispetto a quella dello scorso anno. Ci saranno alcuni elementi di esperienza che serviranno nei momenti difficili per infondere serenità all’ambiente, ma la filosofia dei giovani non credo che la cambieremo più. Vogliamo mettere in campo una delle squadre più giovani del campionato."

Il messaggio da lanciare ai tifosi? "Penso che Frosinone non abbia le responsabilità e le pressioni che possono avere altre piazze. La piazza di Frosinone dovrà vivere questa Serie A cercando di divertirsi. La gente se la deve godere prima di tutto, e naturalmente deve provare a guardare sempre il bicchiere mezzo pieno. Spero in un’ampia partecipazione, vivendo questo tempo con grande tranquillità e serenità, ma avendo la consapevolezza che in società c’è gente che lavora con il massimo impegno per portare a casa il migliore dei risultati possibili. Se si dovesse far male, non sarà un fallimento. Lo sarebbe essere derubricati a comparse."

Quanto c’è da spendere per le infrastrutture? Può essere d’aiuto il PNRR? "Sapete tutti cosa è successo per gli stadi a Venezia e Firenze, quindi il PNRR non ci sarà di grande aiuto. L’investimento è di 10 milioni, abbiamo lanciato un crowdfunding di 1 milione e mezzo per i progetti da realizzare il prossimo anno dopo che ne abbiamo già rimborsato uno a febbraio, con ottimi risultati."