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, per Kujabi si chiude un cerchio: dalla sofferenza alla felicità per l'esordio tra i professionisti

09.05.2023 14:30 di  Francesco Cenci   vedi letture
Kalifa Kujabi
Kalifa Kujabi
© foto di Uff. Stampa Frosinone Calcio

Nel Frosinone di Fabio Grosso, primo in classifica in Serie B ad una giornata dal termine del campionato e fresco neopromosso in Serie A, c'è spazio anche per una bellissima storia di umanità, prima che di sport: quella di Kalifa Kujabi. Il centrocampista gambiano scappa dal suo paese di origine, attraversa per ben 7 mesi a piedi e con mezzi di fortuna il Sahel ed il Sahara. Kujabi poi, arriva in Libia dove vive ai limiti dell'umanità: è uno dei centinaia di migliaia di migranti che attraversano il Mediterraneo su un barcone. Il calcio però, lo salva. Viene notato da qualcuno mentre gioca a pallone nel campo di accoglienza di Lampedusa e gli viene offerto di andare a giocare in Sardegna nel dilettantismo, prima al Muravera e, successivamente alla Torres, dove la scorsa estate viene notato dal Dt giallazzurro Guido Angelozzi, che lo porta al Frosinone di Fabio Grosso, in Serie B. Delle peripezie fanno attendere il calciatore gambiano ben 9 mesi, prima di ottenere la Cittadinanza italiana, che è arrivata soltanto lo scorso 30 Marzo. Per Kujabi, quella di sabato scorso, contro il Pisa, oltre la vittoria di squadra ottenuta, è stata comunque una giornata da ricordare, perchè culminata con l'esordio tra i professionisti. Un buono scampolo di gara, giocato con personalità, vivacità e sicurezza. Dalla sofferenza alla felicità per l'esordio tra i professionisti con la maglia della squadra neopromossa in Serie A. Per Kalifa Kujabi, con il Pisa si è chiuso un cerchio ed il mediano gambiano ha potuto finalmente gioire entrando in campo ed aiutando i suoi compagni nel vincere la partita contro i toscani.