Di Francesco: "Cosa ha avuto Lecce di diverso? Palo-dentro palo-fuori, il calcio è questo"
"Stasera sono un uomo felice" aveva detto Eusebio Di Francesco nell'immediato post partita di Lecce-Genoa dopo aver raggiunto la salvezza. Un calvario durato quasi tre anni e in cui sono arrivate due retrocessioni in sequenza - con Frosinone e Venezia - sembravano aver cancellato quel tecnico capace di trascinare il Sassuolo in Europa League e rimontare il Barcellona all'Olimpico con la Roma. Invece quest'anno ha compiuto di nuovo una piccola impresa, salvando una squadra che ad inizio anno era tra le più accreditare alla retrocessione.
"Sono felice perché noi abbiamo un ruolo sociale, io mi sento un potenziale tramite di gioia", ha raccontato Di Francesco al Corriere dello Sport. "Il risultato è uno strumento e la felicità che scatena va oltre, si riverbera sulla vita magari. Poi la mia situazione personale anche conta: questo è certamente anche il mio riscatto, ne avevo bisogno".
Ci si è messa anche un po' di fortuna questa volta, come ammesso dallo stesso allenatore abruzzese: "Cosa ha avuto Lecce di diverso da Frosinone e Venezia? Palo-dentro palo-fuori, il calcio è anche questo. Ma nulla poi nasce per caso. Questa squadra aveva caratteristiche che io mi sono impegnato di sfruttare al meglio, anche rinunciando a qualcosa della mia filosofia perché il gruppo metabolizzasse bene le indicazioni. Diciamoci pure che ho perso Camarda per quattro mesi, Sottil per diverso tempo, Berisha che in mezzo doveva farmi la differenza in termini di qualità. Per il Lecce sono perdite importantissime. In certe circostanze ho cercato di cambiare, ci siamo messi a cinque, sempre per il bene del Lecce e pensando alla soluzione funzionale all’obiettivo".
E sul proprio futuro Di Francesco apre anche ad una possibile permanenza, concordata però con il Presidente Sticchi-Damiani: "Confrontarsi sui programmi è la cosa più giusta da fare, più seria da fare. Io non vedo allenatori in giro con 3, 5 anni di contratto sono pochi. Blindare un allenatore significa anche fare una programmazione seria. Io adesso ho voglia di parlare con il presidente e i dirigenti. Tanta voglia. Credo avverrà presto".