, Moro e il momento no: i giallazzurri hanno bisogno dei suoi gol
La Serie A sempre più vicina, un ruolino di marcia straordinario, numeri da applausi, un gruppo formidabile. Sono tutti dati incontrovertibili, ma se si rende più stretto il focus sul Frosinone, nel brillante reparto offensivo c’è una voce che da troppo tempo ormai è muta e non riesce a trovare la nota giusta. Nell’approfondire l’astinenza di Luca Moro non destano stupore solamente gli oltre 40 giorni di distanza dall’ultimo gol, ma un globale calo di prestazione che non può trovare confini a una sfera che gonfia la rete o esce di un soffio. Del resto, in questa stagione ha segnato appena sei reti. Troppo poche per il centravanti di una squadra con le ambizioni dei giallazzurri, considerando anche che è tra i giocatori più utilizzati in assoluto da Fabio Grosso: 32 presenze totali, di cui ben 23 da titolare. Più di lui ne ha accumulate soltanto il portiere Turati, fermo a quota 35. Neanche alcuni top dei ciociari come capitan Lucioni, Ravanelli, Mazzitelli, Boloca o Mulattieri raggiungono un impiego così elevato in termini di gare disputate. E già questa è una fotografia significativa.
FOCUS ON - Chiaramente, si sta parlando di un calciatore che ha tutte le attenuanti del caso. Perché Moro, in fin dei conti, è un classe 2001 al suo primo anno in B. Ha bisogno di vivere certi momenti per apprendere e completare il suo percorso di crescita. In tal senso, i mugugni di una piccola parte dello “Stirpe” uditi nell’ultimo incontro col Südtirol verso di lui sono giudicabili in maniera negativa. Poi, però, ci sono le analisi con numeri ed elementi oggettivi che non mentono. Dalle parti di viale Olimpia, probabilmente, ci si aspettava un rendimento diverso. Incluso lo stesso Sassuolo che in estate ha deciso di mandarlo in prestito in Ciociaria per fargli vivere l’esperienza della cadetteria in un club attento alla valorizzazione dei giovani talenti. Ci si attendeva e sperava che potesse essere più incisivo e impattante nei risultati di una squadra che sta letteralmente volando. Il campo, nel suo ricco microcosmo di statistiche, lo testimonia con prezioso apporto, ponendosi ben oltre la pur già emblematica media di un gol ogni 289 minuti.
NUMERI - Il cammino in salita affrontato dal 22enne veneto lo ritroviamo in situazioni concrete. Nei tiri calciati a partita, ad esempio, il calcolo medio si pone sull’1,3. Un dato che scende addirittura a 0,3 se focalizzato sulle conclusioni verso lo specchio della porta. E ancora, 39% di contrasti vinti (31% nei duelli aerei e 47% a terra). La heatmap, poi, viaggia in parallelo a determinati quantitativi e non è casuale il fatto che la zona maggiormente colorata di rosso sia collocata al di fuori dell’area di rigore. Quasi a ridosso della trequarti, a testimonianza dell’apprezzabile predisposizione a venire incontro al pallone ma pure di un altrettanto evidente limite nel garantire presenza lì dove si decidono i match. Partecipare al gioco arretrando è utilissimo, però la realtà è che quello che tutti chiedono a un attaccante è il gol. Contro il Südtirol, rimanendo in tema riempimento dell’area, è emersa un po’ la stessa cosa. Detto ciò, il Frosinone, visto anche l’infortunio di Mulattieri, ha bisogno di Moro all’alba di una settimana non banale che porterà alla sfida di lunedì contro la Reggina. Un crocevia fondamentale per la rincorsa alla A. Sbloccarsi adesso farebbe un gran botto.