Dal fango delle serie minori alla Serie A: la favola di Ghedjemis raccontata alla FIFA

19.05.2026 12:30 di  Tuttofrosinone Redazione  Twitter:    vedi letture
Dal fango delle serie minori alla Serie A: la favola di Ghedjemis raccontata alla FIFA
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Ci sono storie che riconciliano con l'essenza più pura del calcio, percorsi che sembrano scritti da un romanziere e che invece sono il frutto di sacrifici, porte in faccia e un'incrollabile forza di volontà. È il caso di Farès Ghedjemis. L'esterno offensivo, reduce dalla trionfale cavalcata da 15 reti che ha riportato il Frosinone in Serie A, ha ripercorso le tappe della sua incredibile scalata calcistica in un'intervista esclusiva rilasciata ai microfoni ufficiali della FIFA.

Dalla quinta divisione francese fino al palcoscenico del "Benito Stirpe" e all'esordio con gol nella Nazionale algerina guidata da Vladimir Petković: ecco il racconto integrale della scommessa vinta dal numero 7 giallazzurro.

Gli ostacoli e il rifiuto dei professionisti

Solo quattro anni fa, mentre l'Algeria vedeva sfumare l'accesso ai Mondiali in Qatar, Ghedjemis viveva il momento più difficile della sua giovane carriera, incassando l'ennesima bocciatura dopo i trascorsi nelle giovanili del Troyes e del Le Havre, che decisero di non offrirgli il primo contratto da professionista.

"Indubbiamente, il mio è stato un percorso atipico, con poche certezze e parecchi ostacoli," ha confessato Ghedjemis alla FIFA. "Ho cercato di raggiungere il mio obiettivo, contando solo sulle mie forze".

Senza perdersi d'animo, il nativo di Montreuil ha iniziato a ridisegnare il proprio destino partendo dal basso, tra i dilettanti transalpini: "In quel periodo, avevo un piano ben preciso in mente. Volevo partire dal campionato National 2, per poi passare di livello al National; lo step successivo mi avrebbe finalmente portato al calcio professionistico".

Il "click" nei sei mesi decisivi

La svolta arriva con il passaggio al Vannes (nello stesso campionato che lanciò stelle del calibro di Ousmane Dembélé e Dayot Upamecano). Nonostante la retrocessione del club bretone, Farès brilla con 6 gol e 4 assist, capendo che il treno per il grande calcio stava passando in quel preciso istante.

"Sapevo che mi sarei giocato gran parte delle mie chance nel giro di sei mesi, nella mia testa è scattato un click. Ero motivato al 100% e ho fatto di tutto per approdare in un club di terza divisione; in quei fatidici sei mesi ho giocato molto bene e poco dopo il Rouen mi ha ingaggiato".

La chiamata del Frosinone e l'impatto con l'Italia

Il resto è storia recente. La terza divisione francese diventa rapidamente troppo stretta per le sue doti da dribblatore e, nel gennaio del 2024, l'intuizione del Frosinone gli spalanca le porte del calcio italiano. L'impatto con una nuova realtà, tuttavia, ha richiesto uno sforzo notevole, specialmente fuori dal campo:

"L'ambientamento in una nuova realtà non è stato semplice. Nello spogliatoio si parla più in italiano che in inglese, quindi ho dovuto apprendere in fretta la lingua. La passione per il calcio è tutto per me, trovarmi a calcare i campi della Serie A, confrontarmi con un livello d'élite, è stata una sensazione indescrivibile. Grazie al calcio, sono riuscito ad ambientarmi senza troppi intoppi".

Dalla retrocessione al riscatto da 15 gol

Arrivato nel momento più delicato della stagione 2023/24, Ghedjemis ha vissuto in prima persona il dramma sportivo della retrocessione all'ultima giornata. Una ferita che ha saputo trasformare in fame di riscatto nel campionato cadetto appena concluso, culminato con il gol nel 5-0 finale contro il Mantova e la festa di Piazzale dello Scalo. Un rendimento che lo ha proiettato anche nel giro delle convocazioni per l'imminente Coppa del Mondo 2026.

"Forse è eccessivo dire che sono tra i possibili nomi della rosa; in ogni caso, se dovessero convocarmi, sarei pronto al 100%".

L'esordio da sogno al posto di Mahrez

Il debutto con le Volpi del Deserto lo scorso 27 marzo contro il Guatemala (finita 7-0) è già impresso nella pietra. Subentrato a un monumento del calcio algerino come Riyad Mahrez, a Farès sono bastati appena quindici minuti per trovare la via del gol:

"L'esordio in Nazionale è un capitolo indubbiamente speciale. Sono fiero di poter far parte di un gruppo composto da grandi giocatori. Provo molte emozioni nel rappresentare il Paese mio e dei miei genitori. Ho sempre sognato di giocare ai Mondiali. Da piccoli, calcolavamo a quale età saremmo diventati dei calciatori professionisti, quando avremmo disputato una Coppa del Mondo... nel mio caso, nel 2026 o forse… nel 2030".

Il messaggio ai giovani calciatori

In chiusura della lunga intervista concessa alla FIFA, il gioiello del Frosinone ha voluto lanciare un messaggio carico di speranza a tutti i ragazzi che si trovano a fare i conti con i primi rifiuti del mondo del calcio, prendendo la sua parabola giallazzurra come esempio vivente:

"Se dovessi incontrare ora un giovane che vive la stessa situazione che ho affrontato io quattro anni fa, gli direi che deve essere determinato, dedito al lavoro e credere al 100% nelle sue capacità. Anche se arrivano le bocciature, anche se gli viene detto che il suo talento non è sufficiente o che ha delle lacune, come è stato nel mio caso, occorre andare avanti e crederci sempre. Perché, nella vita, tutto è possibile".

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