L'Argentina scaccia i fantasmi, ma è ancora lunga: 2-0 al Messico, l'intero Gruppo C si deciderà all'ultima giornata

26.11.2022 23:59 di Andrea Pontone Twitter:    vedi letture
L'Argentina scaccia i fantasmi, ma è ancora lunga: 2-0 al Messico, l'intero Gruppo C si deciderà all'ultima giornata

Quella tra Argentina e Messico è una sfida pienamente latinoamericana: le due formazioni scendono in campo con un'enorme responsabilità morale sulle loro spalle, regalando uno spettacolo fatiscente nel primo tempo e in seguito, nella ripresa, una volta scaricata la tensione, si promettono battaglia. Uno schema che spesso e volentieri si ripete, quando si sfidano realtà calcistiche che affondano le radici in questa cultura: una partita da "dentro o fuori" è anzitutto una guerra, e il risultato è sempre una noia fino all'intervallo, per poi assistere ad episodi-chiave nel secondo tempo. A sbloccare l'incontro è Lionel Messi, entrato poco nel vivo del gioco fino al 64', quando esegue un tiro rasoterra con il piede mancino provando, quasi per scherzo, a spezzare l'incantesimo della monotonia: dieci minuti prima aveva sparato alto su punizione da buona mattonella, non inclinando sufficientemente il corpo con un atteggiamento superficiale. Ma il ruggito del campione non si lascia attendere: un Messico troppo passivo incassa il colpo, con la Pulce che eguaglia nella stessa serata Maradona per reti e presenze nella Coppa del Mondo (piccolissimo appunto: i gol si pesano). La reazione dei messicani tarda ad arrivare: la squadra del c.t. Martino è tutta bloccata nella sua metà campo, con Lozano che prova di tanto in tanto a sguinzagliarsi in proiezione offensiva, ma i suoi compagni non lo accompagnano ed è un peccato per loro, siccome l'Argentina dimostra di essere vulnerabile in difesa. Prima dell'1-0, molteplici errori in fase di costruzione dell'Albiceleste avrebbero spalancato le porte del contropiede agli avversari, se solo questi avessero concretamente creduto nella possibilità di segnare. Invece, con pochissimi uomini proiettati in avanti, il Messico si rassegna alla mediocrità. Un punto dopo due partite: troppo poco, per quella che è la tradizione calcistica recente del Paese. Il 2-0 finale è un capolavoro: Messi appoggia su Enzo Fernandez, che dopo uno slalom ben eseguito sfodera un destro a giro che toglie le ragnatele dall'angolino alto dei pali. Da subentrato, il numero 24 si candida con un gioco di prestigio ad essere il nuovo titolare dell'Albiceleste. Quel ch'è certo, è che l'Argentina è viva: dopo aver conquistato tre punti vitali, la squadra di Scaloni si giocherà il tutto per tutto nello spareggio decisivo contro la Polonia, che ha una sola lunghezza in più in classifica. Quello che spaventa è l'inconsistenza del Messico, che qualora dovesse sciogliersi come neve al sole anche al cospetto dell'Arabia Saudita, obbligherebbe Messi e compagni a dover sconfiggere i polacchi, contro cui non basterebbe il pareggio.