Dominante, bello e vincente: Frosinone, la marcia continua
Voglioso per inclinazione, bello da vedere e alla ricerca costante del miglioramento. Le dimensioni da attribuire al Frosinone sono terminate, e con loro anche gli aggettivi per descriverlo. Perché la sua forza pare adesso infinita, come palesato dall’ennesima esibizione vincente di ieri contro il Cittadella. Uno strapotere che non trova opposizione negli avversari, forse poiché non riscontra arresto nella sua volontà. Un pensiero stupendo che continua a guidare un cammino trionfale.
I NUMERI - Partiamo dai riferimenti numerici lasciati in eredità dal confronto del “Benito Stirpe-Psc Arena”: sesta vittoria consecutiva per la capolista, altri 3 punti pesanti messi in cassaforte per un bottino complessivo ora giunto a quota 54. Tanta roba, alimentata da quel +15 sul terzo posto occupato da Reggina e Südtirol che rende il sogno Serie A sempre più vicino. Anche i più scaramantici adesso se ne facessero una ragione, lasciandosi illuminare dallo splendore di una squadra dominante. L’attuale potenza schiacciante, del resto, va inquadrata proprio come la conseguenza inevitabile del lavoro condotto da Fabio Grosso insieme al suo staff, partito sin dal ritiro estivo di Fiuggi e finalizzato al raggiungimento di un obiettivo privo di confini: valorizzare il talento a suon di idee e coraggio.
DOMINIO - Il tris di ieri ha ribadito l’imprinting imperante di questa formazione (68% di possesso palla, 20 tiri totali a 6 e molto altro). Certo, l’espulsione di Perticone al 29’ ha facilitato i compiti ai giallazzurri, mettendo in discesa un match tutt’altro che semplice. Le note positive, chiaramente, si sprecano: alzare la paletta e indicare i numeri di maglia dei tre famelici marcatori sarebbe scontato. Moro, Insigne e Mulattieri hanno trascinato i ciociari al successo, ma è la mentalità acquisita dal gruppo che merita di essere innalzata al di sopra delle individualità. Ognuno, incluso chi subentra o trova meno spazio, si sente comunque parte integrante di un meccanismo che rasenta la perfezione. Il potere delle idee accennato in precedenza, in tal senso, tende a ritagliarsi un ruolo assai rilevante.
MODERNITÀ - Perché la cavalcata frusinate è frutto, come dicevamo, del lavoro condotto sul campo e volto alla proposta di un calcio mai banale. La facilità con cui gli uomini di Grosso riescono ad attaccare gli spazi è disarmante, idem l’armonia che guida la loro fase difensiva o la tendenza a difendere in avanti. Però ieri sono arrivate altre evidenti dimostrazioni di modernità. L’utilizzo dei terzini nella prima fase di possesso rientra in queste logiche, come se fossero dei registi aggiunti. Non a caso, Sampirisi è stato il secondo giocatore più coinvolto con 85 tocchi della sfera alle spalle di Mazzitelli (87). Interessanti varianti interpretative, utili a comprendere le tante soluzioni che il Frosinone è in grado di proporre sul rettangolo verde. Nessun limite, il meglio deve ancora venire.