Salvini a TF: "Preoccupato per la categoria dei ds, ma i primi colpevoli siamo noi. Vi dico chi sono i migliori"
Direttore, il direttore sportivo prima era considerato come l'artefice protagonista, adesso invece, nel calcio attuale, sta perdendo il suo valore come figura professionale. Lei cosa ne pensa? “Io sono preoccupato per questa categoria, per me stesso e per gli altri, ma credo che i maggiori responsabili siamo proprio noi. Sbaglia chi pensa che il direttore sportivo sia soltanto quello preposto a fare il mercante in fiera, a comprare e vendere. Il direttore sportivo progetta l'identità delle squadre e delle stagioni. Deve comportarsi duramente quando va tutto bene e con più docilità quando invece tutto va storto. Deve vedere il problema dietro l’angolo e prevenirlo. Un direttore sportivo con coscienza mette come principio fondamentale la difesa degli interessi della società. È neutrale quando le cose vanno male e non addossa colpe ad allenatori e giocatori. È presente quando serve e non fa l’uomo copertina. Quando c’è da alzare il sedere e andare a vedere un giocatore dall’altra parte del mondo, deve farlo. Non può limitarsi a guardare due video e dire se uno è bravo oppure no. L’attitudine e la testa di un giocatore non si giudicano da un video, ma dal contesto e dai comportamenti. Questo crea uno squilibrio nelle società, perché sempre più spesso si tende a mettere al centro il tecnico, mentre sia lui che il DS sono figure fondamentali che devono coesistere. Per fortuna i presidenti che ho avuto hanno sempre rispettato la scala gerarchica. Bisogna tutelare allenatore e dirigenti allo stesso tempo. L’allenatore deve condividere tutto ciò che è extracampo con la società ed essere padrone delle vicende di campo. Al contrario, la società non deve intromettersi nelle questioni di campo, ma deve occuparsi di tutto il resto. Ti posso dire che ho conosciuto tantissimi colleghi e adoro chi riesce a coordinare la parte del mercato con quella gestionale. L’allenatore è una componente: va salvaguardato, ma anche messo in discussione. L’allenatore tenderà sempre a salvare ciò che gli prolunga la vita in panchina e, se le cose non vanno, la prima cosa utile è prendersela con i giocatori. Se quindi non c’è un dirigente che sa che il calciatore va valorizzato, alla fine si rischia di perdere un gioiello e poi ci si mangia le mani. I due direttori sportivi più completi, per me, sono Moggi, che era uno stratega, e Corvino, che se avesse provato a vendersi meglio avrebbe fatto la fortuna dei maggiori club italiani. Ha avuto un intuito e una capacità di gestione incredibili. Tra quelli in attività Sartori è il migliore. Poi ci sono figure fantastiche più istituzionali anche se ugualmente operative come Marotta e Carnevali. Di quelli della generazione successiva Massara, per me, è tra i più preparati."
Cosi ai nostri microfoni l'ex direttore del Frosinone Calcio Ernesto Salvini
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