L'emozione di Raimondo alla Gazzetta: «Frosinone, convinto alla prima telefonata. Rimanere in Serie A? Magari»
Antonio Raimondo si confessa. L'attaccante classe 2004, tra i grandi protagonisti della cavalcata record che ha riportato il Frosinone nel paradiso della Serie A, ha rilasciato una bellissima intervista ai colleghi della Gazzetta dello Sport. Un focus totale che spazia dai suoi 11 gol stagionali, al rapporto splendido con i maestri della sua carriera, fino ai caldissimi scenari di mercato che lo vedono sospeso tra l'Emilia e la Ciociaria.
L'asticella alta e quel giornale strappato da Alvini
Nonostante i festeggiamenti per il traguardo di squadra, Raimondo dimostra subito una mentalità da categoria superiore, quasi rammaricato per i numeri personali: «Contento degli 11 gol in Serie B? Beh, sì. Ma avevo fissato l’asticella a 15 e non ci sono arrivato». Il bomber di Ravenna è stato il più giovane a toccare la doppia cifra nell'intero campionato, riscattando con gli artigli l'annata precedente vissuta all'ombra tra Venezia e Salernitana: «La rabbia che covavo l'ho tirata fuori tutta quest'anno».
Gran parte del merito va anche a mister Massimiliano Alvini, dipinto da Raimondo come una figura chiave sia sul piano umano che tecnico: «È una persona vera, umile. Arrivavo da una stagione a dir poco fallimentare, nonostante questo ha creduto in me fin dal primo giorno in cui sono arrivato a Frosinone». A tal proposito, l'attaccante svela un gustoso aneddoto estivo che ha cementato il gruppo: «In ritiro, prima che iniziasse il campionato, ci ha fatto vedere un giornale in cui nessuno scommetteva su di noi. Addirittura ci davano in lotta per la salvezza. Lui ha preso il giornale, lo ha strappato e ci ha detto: “Queste sono tutte cazzate, conta solo il campo”. Ha avuto ragione lui».
Da Mihajlović al futuro: gli "exit poll" dicono Frosinone
Nell'intervista c'è spazio per il commosso ricordo di Siniša Mihajlović, che lo lanciò in A ad appena 17 anni («Mi trattava come uno dei grandi, era un maestro, una persona vera»), e per i dettagli sull'imminente futuro. Il prossimo 30 giugno scadrà ufficialmente il prestito in Ciociaria e il classe 2004 farà rientro al Bologna per essere valutato nel ritiro estivo dal nuovo tecnico dei rossoblù, Domenico Tedesco.
A quel punto si aprirà un vero e proprio crocevia per la sua carriera: rimanere in Emilia a fare la spalla o cercare la definitiva consacrazione? La Gazzetta dello Sport si sbilancia chiaramente sulla seconda opzione, sottolineando come gli "exit poll" di mercato vedano come altamente probabile un suo ritorno a Frosinone per garantirsi continuità e maglia da titolare nel prossimo campionato di Serie A. Castagnini resta alla finestra, la Ciociaria aspetta il ritorno del suo bomber.