La pancia del tifoso: in verticale è meglio
Se chi ben comincia è davvero a metà dell’opera, il Frosinone di Fabio Grosso è partito alla grande. Una vittoria di misura in trasferta, mantenendo la porta inviolata – cosa che lo scorso anno è accaduta raramente – e una vittoria nettissima tra le mura amiche, mantenendo sempre la porta inviolata. Bottino pieno in attesa del Benevento, il primo vero “crash test” per i ragazzi, che possono però pensare di vincerla.
Un Frosinone diverso
A lasciare felici i tifosi all’uscita dallo stadio, non è stato il netto tre a zero inflitto al Brescia – che si è presentato alla sfida in piena emergenza – ma il gioco. Finalmente, dopo un anno dove è mancata la continuità nei risultati, a volte portando a casa il risultato, altre no, il Frosinone trasmette la sensazione di poter affrontare qualsiasi squadra, di giocare a pallone. In queste due uscite – escludendo il match di Coppa Italia con il Monza, perché il “calcio di inizio agosto” è meglio lasciarlo ai fan delle pay tv – il Frosinone è sembrato una squadra capace di dettare e imporre il proprio gioco sugli avversari. A differenza dello scorso anno, il centrocampo imposta il gioco, verticalizza, coinvolge gli esterni e crea occasioni da rete. In parole povere, diverte. Che poi, ci sarebbe da "spezzare" un sogno prima che nasca sul serio: quella di Fabio Grosso non è una squadra imbattibile; citando proprio le sue parole di ieri al termine del match, “ci sono squadre costruite per vincere che hanno sicuramente qualcosa in più di noi”. Perderemo sicuramente alcuni big match, ma se lo faremo giocando così, ben venga.
Al tifoso “vero” non importa vincerle tutte, perché neanche il miglior Benevento formato 2019-2020 ci è riuscito. Al tifoso interessa vedere i propri beniamini lottare su ogni pallone, su ogni seconda palla, crederci anche oltre il novantesimo minuto. Non darsi mai per vinto contro nessuno. Ed è proprio questo l’atteggiamento che Grosso ha sottolineato parlando del match. D’altronde la squadra è cambiata parecchio. Si è messo al centro del villaggio un progetto ambizioso, puntando tutto sui giovani. Molti (incluso il sottoscritto) hanno e avranno da ridire – troppi i prestiti temporanei – ma non si può girare la testa dall’altra parte solo per comodità intellettuale. Non si può proteggere la propria idea anche davanti a prove inconfutabili: questa squadra sembra funzionare.
L’arrivo di Konè sta portando alla mediana quello che è mancato lo scorso anno: un giocatore in grado di accorciare la squadra nel momento del bisogno e di verticalizzare poi. Boloca è finalmente diventato un valore aggiunto, e non potrà far altro che migliorare; Moro e Mulattieri, nonostante la competizione – si contenderanno il posto da titolare ancora per molto – si alternano e segnano entrambi; Lucioni sta facendo dimenticare un crack della scorsa competizione come Gatti. Gli ultimi giorni di mercato ci diranno se alla corte di Fabio Grosso arriveranno nuovi elementi per “allungare” la panchina, e anche quale sarà il futuro di Ciano: sarebbe un peccato non poter aggiungere la sua qualità a questa squadra.
Caccia alle streghe
A valutare lo stato di forma di una squadra, non sono soltanto i risultati ottenuti, ma anche il livello degli avversari. Pur giocando molto bene, il Frosinone ha affrontato finora Modena (neopromossa) e Brescia (arrivato alla sfida in piena emergenza). Abbiamo visto molto di positivo, indubbiamente. Ma per poter acquisire consapevolezza dei propri mezzi, servirà una grande prova anche contro un avversario molto più ostico. I mezzi per ottenerla ci sono tutti.
Una cosa è certa: in verticale è meglio. Buon campionato a tutti.