Atalanta-Frosinone 4-4, Marelli sul rigore concesso all'Atalanta: "Non andava dato"

Luca Marelli boccia il calcio di rigore assegnato all'Atalanta sul risultato di 2-1 per i canarini per il tocco di mano di Giorgio Cittadini
25.10.2026 17:40 di  Francesco Cenci   vedi letture
Atalanta-Frosinone 4-4, Marelli sul rigore concesso all'Atalanta: "Non andava dato"
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Luca Marelli boccia il calcio di rigore assegnato all'Atalanta per il tocco di mano di Giorgio Cittadini. Nel post partita di Atalanta-Frosinone, terminata 4-4, l'esperto arbitrale di DAZN Luca ha Marell analizzato l'episodio più discusso della sfida, arrivando a una conclusione netta: secondo lui, il penalty andava negato ai nerazzurri.  giudizio arriva senza esitazioni sin dalle prime battute dell'analisi: si tratta, a suo avviso, di «un rigore che non andava concesso». La chiave di lettura sta tutta nella dinamica del gesto, che le inquadrature dal basso rendono particolarmente evidente: «Il movimento è naturale». Una valutazione che sposta il focus dall'apertura del braccio alla causa che l'ha provocata. arelli non nega l'evidenza e ammette che l'arto del difensore del Frosinone fosse distante dal corpo: «Effettivamente il braccio è largo». Il punto, però, è un altro. Giorgio Cittadini, spiega l'ex direttore di gara, si trovava in una condizione di equilibrio precario dopo lo stacco, e il gesto incriminato serviva soltanto a non rovinare a terra: «Sta semplicemente mettendo braccia e gamba a sinistrapiù in alto, per riequilibrarsi dal volo». Non a caso, Marelli invita a osservare anche la gamba, che compie lo stesso movimento compensativo del braccio. A rafforzare la sua tesi c'è un altro elemento: la conclusione di Charles De Ketelaere partita da circa un metro di distanza. In queste condizioni, sostiene l'analista, l'intervento «non può essere considerato un movimento a voler aumentare il volume corporeo o a fare muro». Il difensore, semplicemente, «stava riprendendo equilibrio e non stava neanche guardando l'avversario», anche perché aveva sbagliato il tempo del salto. E su questo Marelli è chiaro: un salto fuori tempo non va letto come un'aggravante, ma resta solo uno degli elementi per valutare la naturalezza del movimento. 

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