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, l'analisi di Stefano Martini a Radio TV Serie A: "Entusiasmo alle stelle, Alvini e i giovani stanno azzerando il gap con la A"

La trascrizione dell'intervento del direttore di TuttoFrosinone Stefano Martini a Radio TV Serie A: dall'impatto di Raimondo e Alvini alla programmazione della società.
20.10.2026 12:09 di  Tuttofrosinone Redazione  Twitter:    vedi letture
Frosinone, l'analisi di Stefano Martini a Radio TV Serie A: "Entusiasmo alle stelle, Alvini e i giovani stanno azzerando il gap con la A"

Ospite della trasmissione Focus Serie A su Radio TV Serie A, il direttore di TuttoFrosinone Stefano Martini ha fatto il punto sullo straordinario avvio di stagione della formazione giallazzurra, protagonista assoluta di questo inizio di campionato sotto la guida di Massimiliano Alvini.

Ecco l'estratto integrale dell'intervista:

C'è un grandissimo entusiasmo in città, un avvio che va ben oltre qualsiasi più rosea aspettativa...
«Sì, assolutamente, c'è un grandissimo entusiasmo in città come forse non c'è mai stato a questi livelli. Perché senza dubbio è un avvio oltre che straordinariamente positivo anche oltre ogni più rosea aspettativa, perché anche nel 2023-24 con Di Francesco il Frosinone era partito abbastanza bene, ma mai era arrivato a questi numeri e a questi livelli. È sicuramente una squadra che sta dando un grandissimo entusiasmo, sia per i risultati, sia per quanto riesce a mostrare e a mettere in campo. È una squadra che nello spirito rispecchia totalmente quella che è la filosofia e il carattere del popolo ciociaro e dei tifosi del Frosinone, e questo dunque entusiasma ancor di più. Se poi ci metti anche che si tratta di una squadra giovanissima, fatta di tantissimi ragazzi anche italiani, questo aumenta ancor di più il livello di soddisfazione e di entusiasmo della città».

Un Frosinone che gioca per la gran parte con gli stessi giocatori dell'anno scorso in Serie B. Il salto di categoria finora non è stato accusato, e spicca l'impatto di Raimondo...
«Sì, assolutamente. Diciamo che Alvini, il suo staff e i calciatori stessi stanno riuscendo ad annullare quel gap che c'è solitamente tra la Serie B e la Serie A. Solitamente tutte le neopromosse nel salto soffrono, a meno che non cambino diversi elementi. Il Frosinone nelle precedenti annate in Serie A aveva spesso cambiato gran parte della rosa; questa volta ha fatto degli innesti, ma sostanzialmente Alvini si sta ancora affidando al gruppo che lo ha seguito in Serie B e con cui ha fatto una straordinaria cavalcata. Però stanno rendendo al massimo: sembra come che ci sia un patto tra i calciatori e Alvini, perché sembra una squadra che gioca per il proprio allenatore, che segue tutte le indicazioni del mister, e il rendimento lo sta ripagando. Raimondo ha delle medie superiori rispetto all'anno scorso, ha fatto 7 gol in 7 partite, numeri da capogiro, ma ci sono anche tanti altri calciatori all'esordio in Serie A, vedi Calò, che è diventato determinante, o Kvernadze, che sembra essere più incisivo e impattante in A rispetto alla passata Serie B, mostrando una grandissima maturità nelle scelte e nelle giocate. Lo stesso vale per i difensori Calvani e Cittadini, Bracaglia, Palmisani: insomma, è una squadra piena di talento e di giovani che si stanno mettendo in mostra e che stanno performando più in questo avvio di Serie A che nella scorsa Serie B».

C'è il rammarico per quei prestiti secchi, o la consapevolezza che la nuova proprietà americana ha dato una svolta?
«Sì, la società ha puntato su Raimondo perché, come è finito lo scorso campionato, il Frosinone si è subito messo all'opera per trattenere e rinnovare il prestito sia di Raimondo che di Fini, Calvani, Cittadini, insomma coloro che erano stati tra i protagonisti della passata stagione ma che non erano di proprietà del Frosinone. Anzi, il Frosinone ha provato anche a inserire una sorta di diritto di riscatto, un'opzione per non avere questi calciatori solamente in prestito secco, perché crede in questi giocatori. Però chiaramente le società proprietarie dei cartellini conoscono il valore di questi ragazzi e hanno dato la disponibilità solo per il prestito secco. Poi con l'arrivo della proprietà americana a Clara Vista il mercato è stato faraonico per il Frosinone perché sono state spese cifre che da queste parti non si erano mai viste e lo stirpe con una battuta disse "abbiamo speso cifre in due mesi che in vent'anni magari non abbiamo mai speso" quindi è sicuramente stato un mercato importante soprattutto nelle cifre ma anche negli elementi perché poi Schmid è un nazionale austriaco che ha giocato il mondiale cosi come Grillitsch ora infortunato fino ad arrivare a Bobcek, acquisto più caro della storia del Frosinone calcio. Per Alvini però penso che sia estremamente complicato togliere un Raimondo così in forma seppur in prestito per inserire un elemento che sicuramente ha valore e talento che è stato un investimento importante dal punto di vista economico ma che ancora ha bisogno di adattarsi a quello che è il calcio italiano. Sicuramente questo fa ben sperare a mio avviso in vista di una stagione che è partita benissimo ma che è ancora lunghissima, avere calciatori importanti che devono ancora entrare pienamente nel contesto può essere un'arma a lungo andare."

Per chiudere, Stefano, si sogna in grande ma qual è la realtà e l'obiettivo del Frosinone?
«Sì, è chiaro che a Frosinone in questo momento si sogna ed è giustissimo che i tifosi sognino. Però, al di là di quello che nel calcio è un mantra cioè rimanere con i piedi per terra, che vale in generale ma a maggior ragione a Frosinone, non dobbiamo dimenticare che anche nella precedente esperienza in Serie A il Frosinone era partito molto forte e poi la stagione è finita male. Il precedente serve un po' da monito: sì, bisogna sognare, ma anche rendersi conto che la salvezza è ancora lunghissima da conquistare. L'anno scorso la Cremonese ha chiuso il girone d'andata con 22 punti ma poi è retrocessa. In serie A nel girone di ritorno cambia sempre tutto e ci sarà anche un mercato di gennaio in cui le altre sicuramente si rinforzeranno e il Frosinone dovrà essere bravo a resistere ad eventuali assalti ai propri gioielli.  13 punti in 7 partite sono un bottino d'oro, ma il campionato è lunghissimo, gli avversari sono tutti temibili, e bisognerà continuare a lavorare sodo come dice sempre mister Alvini, senza mai abbassare la guardia».

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