Tabellino e cronaca Atalanta-Frosinone 4-4: Rigore, VAR, doppiette e rimonte. A Bergamo succede di tutto, ma alla fine è solo pari
FORMAZIONI UFFICIALI:
ATALANTA (4-2-3-1): Carnesecchi; Bellanova (dal 29' Bernasconi), Kristensen, Obric, Zappacosta; Gaetano (dal 62' Pasalic), Éderson (C) (dal 77'); Elmas, De Ketelaere (dal 77' Samardzic), Rowe (dal 62' Zalewski); Krstović (dal 77' Scamacca). All: Maurizio Sarri
A disposizione: Sonzogni, Sportiello, Idele, Plaia
FROSINONE (4-2-3-1): Palmisani; Oyono (dall'89' Tchato), Calvani, Cittadin (dal 75' Monterisi)i, Bracaglia (C) (dal 46' Terzic); Calò, Masini (dal 65' Cichella); Ghedjemis, Schmid, Kvernadze (dal 65' Zerbin) Raimondo. All: Massimiliano Alvini
A disposizione: Pisseri, Desplanches, Amey, Birligea, Akpoguma, El Azzouzi, Fini, Hasa, Fayed, Bobcek.
Direttore di gara: Marinelli
Assistenti: Baccini - Rossi
IV uomo: Pairetto
VAR: Dionisi AVAR: Gariglio
Marcatori: 1' Schmid (F); 14' Krstovic (A); 17' Schmid (F); 32' rig. Ederson (A); 45' Krstovic (A); 48' Calò (F); 50' Elmas (A); 83' Terzic (F)
Ammoniti: 7' Bracaglia (F); 28' Kvernadze (F); 68' Ederson (A); 86' Terzic (F); 90'+2' Raimondo (F)
Espulsi:
Recupero: 2'pt; 4'st
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CRONACA
Per l'ottava giornata di Serie A, il Frosinone di Massimiliano Alvini è chiamato alla trasferta in terra bergamasca contro l'Atalanta di Maurizio Sarri. Le scelte, rispetto al match contro il Sassuolo di nove giorni fa, sono sostanzialmente le stesse, eccezion fatta per il ritorno di Calvani al posto di Monterisi nel quartetto di difesa, completato dai soliti Oyono, Cittadini e Bracaglia davanti al confermatissimo Palmisani. Invariati anche i titolari in mezzo al campo, con Masini e Calò a dettare le geometrie dietro la linea composta da Ghedjemis, Schmid e Kvernadze. In avanti, dati anche i numeri mostrati in avvio di campionato, è ancora Raimondo ad avere la meglio su Bobcek e Birligea. Discorso diverso per la Dea, reduce anche dalla sfortunata trasferta olandese di Conference League dello scorso giovedì. Dopo il 2-0 inflitto dall'Ajax, e la precedente sconfitta in campionato a San Siro contro il Milan, l'allenatore dei nerazzurri sceglie di cambiare alcuni degli undici titolari. A difendere l'area di Carnesecchi, saranno Kristensen ed Obric, insieme a Zappacosta e Bellanova più esterni. Esattamente come i giallazzurri, saranno due gli uomini a centrocampo, ovvero Ederson e Gaetano, dietro al terzetto composto da Elmas, De Ketelaere e Rowe. Unica punta, Krtsovic.
A dare il via al match, è la squadra ciociara, oggi in maglia bianca. Nemmeno 30 secondi, e i tifosi giunti da Frosinone possono già esultare per aver sbloccato il match. Il pallone, in controllo dalla retroguardia nerazzurra, viene perso in maniera clamorosa da capitan Ederson nei pressi della propria area di rigore. Ad approfittarne è Schmid, che ritrovatosi inaspettatamente a tu per tu con Carnesecchi, non deve far altro che insaccare in rete la sua prima marcatura nel massimo campionato italiano. La Dea prova subito a reagire con un tiro dalla bandierina, ma il possesso palla appare comunque sterile ed inefficace, quantomeno nei primissimi istanti di gara. Lo stesso Kristensen, al 5', è chiamato a deviare in rimessa laterale un pallone estremamente pericoloso, da cui deriva l'occasione del raddoppio di Ghedjemis fermata solamente dal precedente fuorigioco di Schmid. Due minuti più tardi, arriva anche il primo cartellino della gara: Bracaglia, troppo irruento nel fermare l'azione di De Ketelaere, viene giustamente sanzionato da Marinelli. Nel frattempo, però, il centrocampista austriaco sembra averci preso gusto, e all'11' tenta, dal limite, il tiro del possibile 2-0, ottimamente schermato dalla formazione orobica. Al quarto d'ora, il copione del match sembra non essere cambiato affatto: a fare il gioco è la squadra di Alvini, che mostra un'intensità decisamente maggiore rispetto agli avversari. Tante le scelte sbagliate dei nerazzurri, che lasciano molto spaazio sia a Ghedjemis sulla destra che a Schmid nelle vie centrali, libero di inventare per i propri compagni di squadra. Quasi inaspettatamente, però, anche la retroguardia ciociara commette una una sbavatura pagata a caro prezzo. Al 14', è Krstovic a pareggiare i conti, lasciato colpevolmente troppo solo da Cittadini e ottimamente servito da De Ketelaere dopo l'azione impostata da Rowe. Da distanza ravvicinata, il numero 90 dell'Atalanta non deve far altro che appoggiare in rete. L'assistman belga, però, prova anche a mettersi in proprio, e un minuto più tardi guadagna anche un giro dalla bandierina dopo una conclusione deviata sull'esterno della rete. Al 18', il Frosinone prova a rimettere la testa avanti e ci riesce con la doppietta di Schmid, sottoposta ad un lungo controllo da parte della sala VAR, chiamato a valutare sia la posizione di Kvernadze che il contatto tra Obric e Ghedjemis. Dionisi, però, non trova elementi per annullare la seconda rete di giornata dell'austriaco, con il Frosinone che può quindi festeggiare il nuovo vantaggio con un minuto di ritardo. Alla New Balance Arena, sembra non esserci respiro, e già al 22' l'Atalanta va ad un passo dal 2-2 con l'ottimo gesto tecnico del solito De Ketelaere, salvato quasi sulla linea dalla scivolata di Oyono. Dall'altra parte del campo, prova a farsi vedere anche Raimondo, lasciato per ben due volte troppo libero di prendere la mira e calcaire verso la porta di Carnesecchi. Quasi alla mezz'ora, arrivano anche i primi problemi per Sarri, con Bellanova costretto ad uscire per infortunio. Al suo posto, Bernasconi, oltre al secondo cartellino del martch mostrato ai danni di Kvernadze. Veementi, alla mezz'ora, le proteste per un possibile calcio di rigore a favore dell'Atalanta, dato l'evidente tocco di mano in area di Cittadini. Il difensore ciociaro, c'è da dire, non poteva far nulla per evitare il contatto con il pallone, visto il movimento in discesa e il colpo di testa da distanza ravvicinata del proprio avversario. A seguito della revisione al monitor, Marinelli cambia la decisione, concendendo il penalty ai padroni di casa. Dagli undici metri, al 32', non sbaglia Ederson, che spiazza completamente Palmisani e porta nuovamente la partita sul risultato di parità. Alla New Balance Arena sembra non esserci respiro, con le innumerevoli occasioni che si susseguono da una parte e dall'altra senza soluzione di continuità. Al 43', però, è ancora l'Atalanta ad avere una grande chance: Krstovic concede un assist a Zappacosta, che, nonostante l'iniziale posizione di fuorigioco, calcia in porta ma trova di nuovo un salvataggio sulla linea, questa volta da parte di Calvani salva sulla linea. Al 45', gli orobici completano la rimonta con la doppietta di Krstovic, che impatta di piatto e batte Palmisani all'angolino su assist dello stesso Zappacosta. Dopo due minuti di recuopero, e con la doppia occasione sprecata da Schmid e Masini, si conclude il primo tempo sul risultato di 3-2 per la formazione lombarda.
Il secondo tempo inizia subito con una novità in casa Frosinone, con Terzic che entra in campo al posto dell'ammonito Bracaglia. Dopo un paio di minuti di stallo, Calò sale in cattedra con una conclusione precisa al millimetro dalla distanza e, al 48', agguanta così il nuovo pari giallazzurro con un capolavoro sul palo più lontano. Nemmeno il tempo di festeggiare, però, che i giallazzurri tornano nuovamente in svantaggio a causa dell'azione ben costruita dalla Dea: dopo un'altra percussione di De Ketelaere, Krstovic apre per Elmas che al 50' batte quindi per la quarta volta Palmisani. Come si evince, il copione della gara sembra essere lo stesso della prima frazione di gioco, con tantissimi spazi in mezzo al campo e la sensazione che ogni azione possa portare ad un'altra marcatura. Al 58', è Ghedjemis che prova a siglare la rete del 4-4, con Masini che nel mentre subisce fallo e Pasalic pronto a fare il proprio ingresso in campo insieme a Zalewski. Dall'altra parte del campo, Bernasconi percorre tutta la fascia di competenza, serve Krstovic in area libero di calciare in porta, fermato solo dalla provvidenziale scivolata di Calvani. Sul successivo calcio d'angolo, gli orobici sfiorano la quinta rete, ma il neoentrato Zalewski perde l'attimo giusto per calciare in rete e vede soltanto la palla terminare sul fondo. Al 65, cambia anche Alvini: Zerbin prende il posto di Kvernadze, mentre Cichella subentra per Masini. L'Atalanta si difende bene, Ghedjemis calcia da fuori, potente ma centrale, trovando la pronta risposta di Carnesecchi. Con il proseguire dei minuti, il ritmo della gara sembra andare a calare, ma al 72' Raimondo e Oyono costruiscono un'altra occasione degna di nota. La squadra giallazzurra, però, è completamente sbilanciata, lasciando tanti spazi agli avversari. Sul capovolgimento di fronte, Cichella impensierisce da posizione defilata Carnesecchi, ma per il direttore di gara è solo rimessa dal fondo. Al 76', viste le difficoltà nella retroguardia, entra anche Monterisi al posto di Cittadini. La conclusione di Ghedjemis al 78', chiama ancora in causa Carnesecchi, costretto a deviare in corner alla sua destra tra i fumogeni dello stadio. Sul successivo corner, Schmid sfiora soltanto la tripletta: l'estremo difensore bergabasco legge bene la traiettoria dell'austriaco, salvando il risultato dall'ennesimo ribaltone odierno. Impresa che non gli riesce, però, all'83' quando Terzic, cadendo, calcia con potenza dalla distanza, trova la fortuita deviazione di Kristensen ed insacca in rete sotto il sette. Brivido per Palmisani, che all'87 si lascia quasi scapapre il pallone sul tiro dei nerazzurri, per poi rimediare e bloccare con sicurezza. Nel finale, arriva anche l'esordio di Tchato in campionato, con il camerounense che prende il posto di Oyono. È proprio il neoentrato a rendersi ulteriormente pericoloso, guadagnando al 90' inoltrato l'ennesimo calcio d'angolo. Dopo 4 minuti aggiuntivi, e senza ulteriori azioni da segnalare, termina la partita dalle mille emozinoni della New Balance Arena, sul risultato di 4-4.
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