Schmid si racconta alla Gazzetta: "'Europa? 1% di possibilità. Alvini un grande"

La grande intervista di Romano Schmid a La Gazzetta dello Sport: l'impatto a Frosinone, i duri allenamenti di Alvini, il sogno europeo e la stima per Raimondo.
24.10.2026 08:38 di  Tuttofrosinone Redazione  Twitter:    vedi letture
Schmid si racconta alla Gazzetta: "'Europa? 1% di possibilità. Alvini un grande"
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Protagonista di un impatto strepitoso con il campionato di Serie A e già autore di 3 assist in 7 presenze, il centrocampista del Frosinone Romano Schmid si è raccontato in una lunga e interessante intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, toccando i temi caldi del momento in casa giallazzurra alla vigilia della sfida contro l'Atalanta.

Dall'impatto con Alvini alla nomea di "Messi delle Alpi"

L'esterno austriaco, arrivato a Frosinone per circa 10 milioni, ha subito conquistato la piazza con le sue giocate nello stretto, la creatività e una generosità incredibile in mezzo al campo (non a caso soprannominato scherzosamente "giftzwerg", nano velenoso, per la sua statura e l'aggressività agonistica. Sull'impatto con il mister e sugli durissimi carichi di lavoro, Schmid non si nasconde:

«Il mister? Una grande persona, simpatico. Io sono un tipo onesto, voglio lavorare con chi è onesto e lui lo è. Guardatelo nel riscaldamento, è già carichissimo, ci spinge per andare al limite. C'è solamente un problema con lui... Gli allenamenti, i più duri della mia vita. Corriamo tantissimo, a lungo e duramente. Io sono arrivato tardi, a metà agosto, e nella mia prima settimana pensavo: "Ma che cos'è, il precampionato?" Il precampionato con Alvini deve essere un incubo».

Il segreto del Frosinone e il sogno europeo

Interpellato sul paragone con il Leicester e sulle reali ambizioni della squadra di Massimiliano Alvini, Schmid mantiene i piedi per terra pur lasciando spazio all'entusiasmo dei tifosi:

«Il nostro segreto? Non dico che siamo un Leicester, ma sappiamo da dove veniamo e cosa serve migliorare. C'è un 1% di qualificarsi alle coppe europee? Sì, c'è un 1%. Se dici di no, non hai la mentalità giusta: nel calcio tutto è possibile».

I compagni e la crescita di Raimondo

Parole al miele per i compagni di squadra, a partire dal compagno di reparto Giacomo Calò definito un giocatore che sembra aver già disputato 100 partite in Serie A, fino ad arrivare al bomber Antonio Raimondo:

«Per la fiducia nelle sue possibilità, Raimondo è una specie di Cristiano Ronaldo. Era francamente impronosticabile a questi livelli. Com'è visto dall'interno? Una specie di "G7" per la fiducia che ha nelle sue possibilità: per un attaccante, è la cosa più importante. Fa gol dal nulla e il bello è che ci ascolta. Altri centravanti con cui ho giocato pensavano di sapere tutto ma Antonio è diverso, ragiona con me su quello che dobbiamo fare in campo e sorride anche quando sbaglia, convinto che una nuova chance arriverà».

Infine, un elogio speciale per Fares Ghedjemis: «È pazzesco quanto sia forte Ghedjemis, non ho mai giocato con uno come lui».

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