Intervista TF – Claudia Esposito (TuttoAtalanta.com): “I punti persi dall'Atalanta cominciano a pesare. Serve pazienza, ma servono segnali di crescita concreti"
Dopo ave battuto il Sassuolo per 4-2 la settimana scorsa allo "Stirpe", rimediando così in maniera immediata al ko di Napoli, il Frosinone si sta preparando in questi giorni ad affrontare la trasferta di Bergamo, che lo vedrà opposto all'Atalanta di Maurizio Sarri. I bergamaschi, rientrati da Amsterdam nel cuore della notte, si trovano già ad un crocevia della loro stagione. Un'ulteriore sconfitta o passo falso infatti, potrebbe già rendere in ripidissima salita una stagione non cominciata col piede giusto.
Per capire meglio che aria si respira in casa nerazzurra, abbiamo intervistato oggi Claudia Esposito, collega di TuttoAtalanta.com, che ci racconta la marcia di avvicinamento della Dea, al match della "New Balance Arena", contro la formazione di mister Massimiliano Alvini.
A Bergamo quest'anno è stata attuata una sorta di rivoluzione copernicana. Sì è passati da un calcio basato su duelli individuali e marcature a uomo in ogni zona del campo, ad un calcio di possesso palla e capovolgimenti rapidi e con una difesa a quattro e a zona, che richiede dei movimenti più sincronizzati. A che punto è secondo te il processo di apprendimento della filosofia del calcio di Sarri da parte dell'Atalanta?
"Credo che siamo ancora molto indietro. Qualche segnale positivo si è intravisto, ma soltanto a sprazzi e non basta. È evidente che il passaggio al calcio di Sarri rappresenti un cambiamento profondo, che richiede tempo per essere assimilato. Tuttavia, dopo oltre due mesi dall'inizio della stagione, ci si aspettava di vedere qualcosa di più. Diversi giocatori stanno facendo fatica ad adattarsi ai nuovi meccanismi e alcuni sembrano aver perso quelle certezze che avevano nel precedente sistema di gioco. La manovra è spesso lenta e prevedibile, manca fluidità nella costruzione e soprattutto si fatica a creare occasioni da gol, nonostante la qualità degli interpreti offensivi. Anche l'intensità e l'aggressività che per anni hanno contraddistinto l'Atalanta sembrano essersi smarrite. Il problema è che, per ogni piccolo passo avanti, sembra arrivarne uno indietro. Serve pazienza, ma servono anche segnali concreti di crescita, perché il tempo passa e i punti persi cominciano a pesare".
L'Atalanta è uscita sconfitta ieri sera da Amsterdam, nel match di Conference League contro l'Ajax. Che gara è stata quella di ieri contro la formazione olandese e che cosa è mancato alla squadra di Sarri?
"Credo che la vittoria dell'Ajax sia stata meritata. L'Atalanta, però, ha mostrato una buona tenuta difensiva, nonostante le fragilità evidenziate in questo avvio di campionato e un reparto arretrato praticamente falcidiato dagli infortuni. Non a caso, le due reti degli olandesi sono arrivate soltanto nel finale, entrambe a seguito di errori individuali. Le difficoltà maggiori si sono viste invece nella fase offensiva, con una manovra poco incisiva, ripartenze gestite male e soprattutto la difficoltà di rendersi realmente pericolosi negli ultimi metri. Al di là della sconfitta di Amsterdam, credo però che il problema dell'Atalanta sia molto più profondo e non riguardi soltanto gli aspetti tattici. Quello che, a mio avviso, manca maggiormente a questa squadra è l'aggressività, l'intensità e soprattutto il carattere, che era uno dei marchi di fabbrica dell'Atalanta: una squadra che non si arrendeva, che aggrediva gli avversari e che riusciva a reagire anche nei momenti più complicati. E poi manca un leader, qualcuno capace di prendere in mano la squadra nei momenti di difficoltà, di trascinare i compagni e dare una scossa quando le cose non funzionano."
In questo avvio di stagione, la Dea non conosce mezze misure: o vince o perde, come ti spieghi questo rendimento da "montagne russe"?
"In realtà, credo che i risultati vadano anche contestualizzati. L'Atalanta ha vinto contro Sassuolo e Bologna, due squadre alle quali, almeno sulla carta, è superiore, anche se per quello che si è visto in campo un pareggio in entrambe le occasioni non avrebbe certamente fatto gridare allo scandalo. Le sconfitte, invece, sono arrivate contro avversarie di valore come Roma, Juventus e Milan, su campi dove perdere può comunque starci. Paradossalmente, i tre punti che pesano maggiormente sono quelli lasciati per strada in casa contro il Cagliari, una partita che l'Atalanta avrebbe dovuto vincere. Più che questo andamento altalenante nei risultati, però, quello che mi preoccupa è l'atteggiamento della squadra".
Quella di domenica contro il Frosinone sarà la terza gara nel giro di una settimana da affrontare per i nerazzurri. Atalanta che ha fatto ritorno a Bergamo tra giovedì notte e venerdì mattina. Secondo te quanto potranno incidere le fatiche di Coppa nell'affrontare la gara contro il Frosinone per la formazione di Maurizio Sarri?
"Credo che le fatiche di Coppa possano incidere fino a un certo punto. Parliamo di professionisti abituati ormai da anni a giocare ogni tre o quattro giorni e a gestire impegni ravvicinati, anche se un po' di stanchezza fisica e mentale è inevitabile. Sarri potrebbe valutare qualche rotazione negli altri reparti, per dare respiro a chi ha giocato di più. Il vero problema, però, riguarda la difesa, dove le possibilità di scelta sono praticamente azzerate dagli infortuni. Con gli uomini contati e senza alternative, chi è disponibile sarà inevitabilmente chiamato a fare gli straordinari".
Domenica pomeriggio sarà anche la sfida di Giorgio Cittadini: difensore del Frosinone, il cui cartellino però, è ancora di proprietà dell'Atalanta. Ti saresti aspettata, all'inizio della sua carriera, un exploit anche in massima serie da parte del calciatore giallazzurro?
"Le qualità di Cittadini erano emerse già durante il suo percorso nel settore giovanile dell'Atalanta, tanto che a un certo punto si era parlato di lui anche come di un possibile erede di Scalvini. Non dimentichiamo che Gasperini lo aveva fatto esordire in prima squadra già nel 2022, concedendogli spazio sia in campionato sia in Europa League. La sua crescita, però, è stata rallentata dagli infortuni e dalla difficoltà di trovare continuità. Per questo fa ancora più piacere vederlo oggi protagonista in Serie A, dopo un percorso che non è stato certamente semplice.
Tra l'altro, il suo ruolo rende la situazione ancora più interessante, perché proprio un difensore centrale è quello che manca maggiormente all'Atalanta in questo momento. Considerando le difficoltà e gli infortuni che stanno interessando il reparto arretrato, chissà se lui avrebbe potuto dare il proprio contributo. Sono comunque contenta che stia crescendo e maturando attraverso quest'esperienza. Il cartellino è ancora di proprietà dell'Atalanta e mi auguro che possa continuare su questa strada".
Quale qualità ti ha sorpreso di più fin qui del Frosinone di Alvini in questo avvio di campionato e qual è l'insidia maggiore per l'Atalanta in questo match?
"Devo ammettere che il Frosinone è una delle squadre che mi ha sorpresa maggiormente in questo avvio di campionato. Non mi sarei mai aspettata di trovare una neopromossa così in alto in classifica, addirittura davanti all'Atalanta. Ma per quello che ho visto, credo che sia una posizione assolutamente meritata. Ho seguito l'ultima partita contro il Sassuolo e sono rimasta davvero impressionata dalla qualità del gioco espresso. È una squadra che gioca bene, che ha idee, personalità e soprattutto un'identità ben precisa. Mi ha colpito il modo in cui i giocatori si cercano, si muovono e riescono a costruire occasioni da gol. In particolare, il Frosinone dispone di qualità offensive importanti. Penso a Raimondo, che sta vivendo un momento straordinario, ma soprattutto alla capacità della squadra di costruire occasioni, creare superiorità numerica e rendersi pericolosa con diversi giocatori. L'insidia maggiore per l'Atalanta sarà proprio la capacità del Frosinone di aggredire gli avversari e portare pressione.
La squadra nerazzurra fatica a uscire palla al piede quando viene pressata alta e il Frosinone mi sembra proprio una squadra in grado di metterla in difficoltà sotto quest'aspetto. Detto questo, sulla carta la differenza tra le due rose è evidente. Il problema è che finora i giocatori del Frosinone stanno rendendo molto bene, mentre diversi elementi dell'Atalanta stanno esprimendosi decisamente al di sotto delle proprie possibilità, anche al di là delle difficoltà legate al nuovo sistema di gioco. Resta il fatto che, per l'Atalanta, questa è una partita da vincere".
Per finire, qual è la squadra che ti ha sorpreso maggiormente in positivo e in negativo fin qui e che primissimo bilancio fai di questa Serie A a livello generale?
"Le sorprese più grandi, in positivo, sono sicuramente il Frosinone, come già detto, e la Lazio, che consideravo una squadra da metà classifica.
In negativo, invece, devo dire l'Atalanta. Sinceramente non mi aspettavo che incontrasse tutte queste difficoltà, nonostante il cambiamento importante affrontato in estate. E poi la Fiorentina, dalla quale mi aspettavo decisamente di più dopo il mercato che aveva fatto. Non mi sorprendono particolarmente, invece, le difficoltà di Napoli e Juventus, che sono abbastanza in linea con quello che immaginavo a inizio stagione.
E non mi sorprende neppure il buon rendimento della Roma: considero Gasperini un ottimo allenatore, capace di valorizzare al massimo i giocatori che ha a disposizione e di ottenere risultati importanti. Quanto al bilancio generale, sinceramente trovo che il livello di questa Serie A sia piuttosto modesto. La sensazione è che ci sia un'Inter nettamente superiore a tutte le altre, con un divario importante rispetto alle inseguitrici".
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