Alvini a Dazn: "Avremmo potuto vincerla, commesso qualche errore di troppo. Rigore? Poteva essere valutato diversamente"
Dopo il pareggio in casa dell'Atalanta, il tecnico del Frosinone Massimiliano Alvini è stato intercettato ai microfoni di DAZN. Di seguito, riportiamo le sue dichiarazioni:
Un commento sul rigore assegnato all'Atalanta?
"È una dinamica veloce, difficile da giudicare. Secondo me era troppo vicino per darlo, quello che dice Luca (Marelli, in collegamento, ndr) è giusto. Noi lo abbiamo preso ed accettato, poteva essere valutato in maniera diversa perchè la mano compensa il movimento della gamba, ma ormai è andata."
Sono impressionato dalla voglia di provare addirittura a vincerla, segno di una mentalità che vi contraddistingue
"Parliamoci chiaramente, noi vogliamo andare a determinare la partita. Poi si possono fare errori, oggi ne abbiamo fatti troppi, ma vogliamo fare la partita per vincerla, senza aspettare. Oggi, con più attenzione, avremmo potuto vincerla. Abbiamo concesso troppo, hanno avuto occasioni enormi su tante situazioni in cui avremmo potuto fare meglio."
Nella passata esperienza in Serie A, non è riuscuto a trovare una vittori. Cosa è cambiato? È stato solo un miglioramento personale?
"Il calcio è continuamente in evoluzione, e rispetto all'altra esperienza c'è stato uno studio diverso. Voglio determinare le partite, e attravferso i percorsi che uno può fare viene fuori l'allenatore. Io ho avuto la fortuna di venire a Frosinone, trovare un direttore come Castagnini e sposare con lui questa idea. Questa è la cinquantesima partita ufficiale con il Frosinone, il percorso che stiamo tracciando è senza dubbio importante. Quella Cremonese, comunque, era straordinaria, e con un pochino di episodi diversi avremmo potuto scrivere anche una storia diversa. Oggi, questa storia, la stiamo comunque raccontando."
Mi sembra, ma già dall'anno scorso, che ci sia un gruppo sempre pronto ad aiutarsi.
"Io penso che questo sia fondamentale. Noi allenatori dipendiamo dai giocatori, che portano in campo le idee e il lavoro quotidiano. Ci deve essere una relazione, se non c'è con i propri calciatori, e loro non sposano il tuo pensiero, sei "morto". Questo, invece, la squadra lo sposa e lo vuole fare, i ragazzi vogliono determinare senza aspettare, come allenatore contento. Sono contento anche della doppieta di Schmid, ma anche delle realzioni bassate sulla fiducia e sul dialogo"
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