Intervista TF - Ottaviani: "Dionisi sarebbe rimasto a vita"

L'intervista a Roberto Ottaviani, procuratore di Federico Dionisi, per mettere chiarezza all'interno di una situazione che non fa bene a nessuno.
24.12.2020 09:12 di Matteo Paniccia   Vedi letture
Intervista TF - Ottaviani: "Dionisi sarebbe rimasto a vita"

Appena qualche giorno fa, il presidente Maurizio Stirpe era intervenuto sull'argomento, dichiarando che "con Federico (Dionisi, ndr) non c'è alcuna possibilità di ricucire i rapporti". La questione sembrerebbe ormai destinata a un inequivocabile epilogo, di cui però nessuno ha spiegato il perchè, perlomeno ai tifosi.

Noi abbiamo intervistato Roberto Ottaviani, procuratore del giocatore, per cercare di vederci più chiaro in questa situazione, che a prescindere dalle colpe, di certo non fa bene a nessuno. Dionisi è stato improvvisamente escluso dal "progetto" della società, passando dall'essere il simbolo della squadra, a elemento marginale da dover scaricare il prima possibile.

Roberto, benvenuto su TuttoFrosinone! Partiamo dall'incipit di questa storia: come è iniziato il tutto?

"Due settimane fa sono stato convocato dal Direttore, che mi ha comunicato l'esclusione di Dionisi dal progetto tecnico della società, quando fino a qualche giorno prima, mi aveva comunicato tutt'altro. Prima del lockdown, a febbraio, la società ci ha contattato per proporci un prolungamento di contratto, a cui sia io che il mio assistito ci siamo subito dichiarati interessati. Mancava solamente l'ufficialità, poi la pandemia ha rimandato il tutto".

Appena un paio di giorni fa, nella sua conferenza stampa, il presidente Stirpe ha dichiarato che sarà impossibile ricucire i rapporti tra la società e il giocatore...

"Si tratta assolutamente di una decisione presa unilateralmente dalla società: a Federico non passava nemmeno per la testa di lasciare Frosinone. Sulle motivazioni siamo entrambi perplessi: sul piano tecnico è impossibile discutere il valore del mio assistito; su quello comportamentale non ci sono invece mai stati motivi meritevoli per arrivare a una rottura. Non ci sono mai stati litigi, ne con l'allenatore ne con i compagni di squadra, o in generale con i comportamenti di tutta la famiglia del Frosinone Calcio."

Difficile immaginare che si tratti di una scelta tecnica di mister Nesta, di non convocare Dionisi?

"Credo che sul valore tecnico di Federico non ci sia alcun dubbio, e quanto da me affermato è supportato da fatti e numeri; quindi dubito che per motivi comportamentali abbia potuto indurre una simile decisione. Federico è un professionista serio e come tale si è sempre comportato. Lui ha sempre mantenuto un atteggiamento consono con allenatore, dirigenti e compagni di squadra".

Chiariamo un concetto fondamentale: il calciatore ha mai pensato di andare via da Frosinone?

"Assolutamente no. Frosinone rappresenta una seconda pelle per Federico, che ha sempre espresso la volontà di terminare qui la sua carriera da calciatore professionista. Dopo la retrocessione in Serie B, l'intenzione era quella di riconquistare la promozione nella massima serie. Anche quando ci siamo ritrovati con offerte provenienti da alcuni club di Serie A, l'intenzione di Federico è sempre stata quella di rifiutare qualsiasi proposta, in comune accordo con la società."

Quale sarà il futuro di Dionisi?

"Al momento sia io che Federico ci siamo presi un periodo di riflessione. Passate le feste natalizie, inizieremo ad approfondire la situazione con più freddezza, pur rimanendo un senso di amarezza per gli ultimi sviluppi della vicenda. Ritengo che se doveva per forza di cose esserci un "finale", non sarebbe dovuto essere questo, ne tantomeno è quello che Dionisi meritava. Un "finale" su cui la mancanza di comunicazione da parte del "board" del Frosinone Calcio lascia ampi spazi a pensieri fantasiosi che non giovano a nessuno".