SALA STAMPA | Raimondo: "Tripletta? Potevo solo sognarlo. Non lo dimenticherò mai"
Autore di una tripletta che lo porta al vertice della classifica capocannonieri della Serie A, Antonio Raimondo ha parlato così ai microfoni della sala stampa dopo la vittoria per 4-2 del suo Frosinone:
Antonio, come si racconta una notte del genere? Cosa ti porti a casa, oltre al pallone?
«Mi porto a casa una vittoria. È sicuramente una notte indimenticabile, perché è la mia prima tripletta in Serie A e tra i professionisti. Penso che non la dimenticherò mai».
Avresti mai immaginato o sognato una serata così, diventando anche il capocannoniere del campionato ed entrando nella storia del Frosinone con tre gol in una partita di Serie A?
«Immaginata magari sì, perché non si smette mai di sognare, soprattutto quando si è piccoli. Devo dire che è veramente un sogno che si realizza, perché fare tre gol in una partita di Serie A è qualcosa di speciale. Però il campionato è lungo, dobbiamo continuare così e di certo non fermarci adesso».
Possiamo dire che questo è soltanto l'inizio e che il percorso di crescita continua?
«Penso che non siamo neanche a metà, non parlo in termini di gol, ma di partite. Sono passate solo sette giornate, il campionato ne prevede 38, quindi c'è ancora molto da lavorare e da migliorare. Sicuramente questi sono punti di partenza, non di arrivo».
Nella storia della Serie A, dopo sette giornate, soltanto Ibrahimovic era riuscito a realizzare almeno tre doppiette. Nei cinque principali campionati europei, in questa stagione, soltanto Yamal e Raphinha hanno raggiunto numeri simili. Che emozione provi a essere accostato a giocatori di questo calibro?
«Sono paragoni che fanno molto piacere, però sono paragoni molto importanti. Io penso a me, a dare il massimo in ogni partita e a continuare così».
In occasione di uno dei tuoi gol hai creduto in un pallone che sembrava ormai destinato al portiere avversario. Avevi davvero intuito che potesse nascere un'occasione?
«Certo, io ci credo sempre. Poi qualche volta va bene, qualche volta no. Stavolta è andata bene, quindi meglio così».
Hai quasi raggiunto il numero di gol segnati nella passata stagione. Cosa è cambiato rispetto all'anno scorso, soprattutto a livello mentale?
«Non è cambiato niente. Io cerco sempre di migliorare, lavoro molto e sto lavorando anche in palestra per migliorare la mia struttura fisica. Devo ringraziare il mister, perché da quando mi ha preso ho avuto una crescita che credo si veda. Grazie a lui e allo staff, che lavorano con me ogni giorno. Devo ringraziare anche il direttore: mi hanno preso dopo una stagione in cui non avevo fatto bene, quindi il merito è in gran parte loro».
Alla luce delle tue prestazioni, pensi di meritare una convocazione in Nazionale?
«Questo non spetta a me dirlo. Io cerco di dare il massimo con il Frosinone, poi se dovesse arrivare una chiamata risponderei sicuramente presente. Però penso al Frosinone e basta. La Nazionale è un sogno e spero di arrivarci un giorno».
Da dove nasce la tua esultanza? Qui a Frosinone c'era un giocatore, Ciccio Lodi, che esultava in maniera simile.
«L'esultanza è nata nell'ultima giornata del campionato dell'anno scorso. Me la sono inventata con alcuni miei amici di Salerno e da lì è andata bene, quindi continuo a farla. Poi ci tenevo a dedicare il gol alla mia ragazza, perché dovevo fare un'esultanza per lei, ma non l'ho fatta perché non ci ho pensato. Voglio dedicarlo a lei, a mio padre, a mia mamma, a mio fratello e ai miei amici di Salerno che sono venuti stasera. Grazie a tutti!».
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