Napoli-Frosinone, il voto a Feliciani: Pochi gli interventi, ancora meno i cartellini. Giusto far ripetere il rigore, ma dov'è il fallo?

11.10.2026 13:30 di  Gabriele Rocchi  Twitter:    vedi letture
Napoli-Frosinone, il voto a Feliciani: Pochi gli interventi, ancora meno i cartellini. Giusto far ripetere il rigore, ma dov'è il fallo?
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Dopo la sosta per le nazionali, l'avventura del Frosinone nel massimo campionato riparte da Napoli: al Maradona, la squadra di Allegri batte con un netto 3-0 quella di Alvini, raggiungendo proprio i ciociari in graduatoria. A dirigere l'incontro, il sig. Feliciani di Teramo, che prima della gara in terra campana vantava quattro precedenti con i giallazzurri, con un bilancio di un pareggio e tre sconfitte. Solamente due, invece, gli incroci con il Napoli, entrambi conclusi con una vittoria degli azzurri: 2-0 contro la Sampdoria e 3-1 contro il Como. 

Di episodi da analizzare, in realtà, non ce ne sono molti, anzi a dire il vero uno soltanto, ovvero il rigore concesso al minuto 27' per il contatto tra Cittadini ed Hojlund. In questo caso, prendiamo in aiuto anche la precisa analisi fatta da Luca Marelli nel post partita di DAZN, che condividiamo pienamente. Partiamo dal primo punto fermo, l'intervento del VAR. Vista l'esistenza del contatto tra i piedi dei due calciatori, la decisione spetta all'arbitro in campo, l'unico deputato a valutarne l'intensità. Nel complesso, il movimento del difensore giallazzurro era da sanzionare con il rigore? A nostro avviso, assolutamente no. Alvini, nel post partita, ha dichiarato essere "un rigore morbido", Marelli addirittura non ha nemmeno "visto il fallo". C'è qualche contatto, certo, ma niente più che un mero contrasto di gioco.

La sensazione è che, se negli anni passati avremmo parlato di rigore netto, in questa stagione la linea intrapresa da Orsato è stata totalmente differente, e rispetto a quanto visto finora, questa decisione se ne discosta totalmente. 

Bisogna fare un discorso diverso, invece, per quanto riguarda la ripetizione del penalty. Posto che, continuiamo a dirlo, a nostro giudizio non andava nemmeno concesso il calcio di rigore, una volta assegnato bisogna analizzare ciò che ne consegue in termini di regolamento. Al momento del contatto sul pallone da parte di Hojlund, Palmisani ha entrambi i piedi sul terreno di gioco. Ricordiamo, però, che il portiere deve rimanere sulla linea di porta con almeno la proiezione di un piede. In questo caso, invece, entrambi i piedi dell'estremo difensore erano chiaramente oltre la linea di porta. Inoltre, erano tre i calciatori in maglia nera ad essere in area, oltre a Neres, e nulla conta se fossero a contatto con il terreno o semplicemente avessero la proiezione del corpo in campo. Considerati tutti questi fattori, la decisione di far ribattere il calcio di rigore appare dunque corretta.

Curiosa anche la gestione dei cartellini, praticamente non estratti se non negli ultimi 10 minuti di gara, in cui sono stati ammoniti sia Rrahmani che Badiashile. 

Visto il numero esiguo di interventi, il voto che assegniamo a Feliciani non può essere pesantemente sotto il sei. L'unico errore, però, è stato decisivo nel cambiare l'inerzia di una partita, fino a quel momento, in sostanziale equilibrio. Voto, comunque, insufficiente per l'arbitro abruzzese.

VOTO TF: 5

VOTI DEI QUOTIDIANI
Corriere dello Sport: 6 
Gazzetta dello Sport: 5 
Tuttosport: 5.5
Corriere della Sera: 6
Il Mattino: 6
La Repubblica: 5.5 

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