LO STIRPE È ESAURITO, MA IL TRAGUARDO NO – Frosinone, piedi a terra: i fantasmi del passato siano da lezione

05.05.2026 13:30 di  Tuttofrosinone Redazione  Twitter:    vedi letture
LO STIRPE È ESAURITO, MA IL TRAGUARDO NO – Frosinone, piedi a terra: i fantasmi del passato siano da lezione
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La notizia del "sold out" polverizzato in meno di sessanta minuti ha confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la Ciociaria è pronta a spingere il Leone nell'ultimo atto contro il Mantova. Tuttavia, in un clima che profuma già di festa, è necessario lanciare un monito chiaro: non si è vinto ancora nulla. Gli ultimi 90 minuti del campionato sono un'apnea totale dove il Frosinone potrebbe finire primo, secondo o addirittura scivolare al terzo posto. Tutto è nelle nostre mani, è vero, ma proprio per questo la guardia deve restare altissima.

La ferita del 26 maggio 2024

Non serve andare troppo lontano con la memoria per trovare ferite che ancora bruciano. Il 26 maggio 2024 resta la data del dolore più sordo: in un Frosinone-Udinese dove ai giallazzurri bastava un pareggio per la salvezza, arrivò una sconfitta atroce, resa letale dal gol dell'Empoli all'ultimo minuto contro la Roma. Fu una retrocessione che nessuno si aspettava, una lezione durissima sulla crudeltà del calcio.

In quella rosa, però, c'erano uomini che oggi formano l'ossatura della squadra di Alvini: Anthony Oyono, Monterisi, Marchizza, Francesco Gelli, Kvernadze, Ghedjemis e Kalaj (che pur fermo ai box continua a vivere intensamente lo spogliatoio). Loro sono i "custodi della memoria", la garanzia vivente che lo spogliatoio non abbasserà la testa. Hanno vissuto quel pianto e faranno di tutto per non ripeterlo.

Il precedente del Foggia

E prima ancora del 2024, c'è un altro fantasma che aleggia: quel Frosinone-Foggia che sembrava il prologo della festa e che invece si trasformò in un clamoroso 2-2, rimandando ogni celebrazione. Sono segnali che la storia ci invia: il "tutto esaurito" è uno strumento di pressione, non una garanzia di vittoria.

Lavorare, soffrire, conquistare

Mister Max Alvini lo ha detto chiaramente: sarà una settimana di lavoro duro, esattamente come tutte le altre dal 15 luglio a oggi. La squadra deve trasformare l'energia dello Stirpe in cattiveria agonistica, non in rilassatezza. L'ambiente deve capire che non c'è nulla da festeggiare fino al triplice fischio.

Abbiamo compiuto il sorpasso all'ultima curva, ma la volata non è finita. Bisogna lottare per ogni centimetro, sudare ogni pallone e solo quando la matematica ci darà ragione potremo finalmente sciogliere la tensione. Fino ad allora: piedi a terra e cuore d'acciaio.

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