Il Frosinone vede il traguardo: sorpasso compiuto, ma guai a smettere di pedalare
Il verdetto del primo maggio ha ribaltato il mondo. Quello che fino a poche ore fa sembrava un inseguimento affannoso si è trasformato, nel giro di novanta minuti, in una fuga verso la gloria. Lo 0-1 di Castellammare di Stabia, firmato dall'incornata di Gabriele Bracaglia, unito al clamoroso scivolone del Monza a Mantova, ha consegnato al Frosinone le chiavi del proprio destino. Ma attenzione: la storia del calcio è piena di "Mantova" pronte a punire chi pensa di aver già vinto.
Il tesoretto dei +3: un vantaggio da difendere con i denti
La classifica oggi sorride apertamente ai colori giallazzurri. Con 78 punti e un vantaggio di +3 sui brianzoli, il Leone è padrone del proprio destino. Tuttavia, proprio la caduta del Monza al "Martelli" deve fungere da monito eterno: in Serie B non esistono passerelle. Se i ragazzi di Bianco sono inciampati quando sembravano avere la promozione in tasca, il Frosinone deve imparare da quell'errore altrui e non abbassare la guardia nemmeno di un millimetro.
Il manifesto di Alvini e Bracaglia: "Niente è conquistato"
Dal ventre del "Romeo Menti", il messaggio arrivato dai protagonisti è stato chiaro e univoco. Non c'è spazio per i caroselli, c'è solo spazio per il sudore:
Max Alvini: Il tecnico non ha cambiato registro, chiedendo una settimana di "duro lavoro" come tutte le altre. «Vincerla è merito della squadra, ora andiamo a prendercela», ha tuonato il Mister, ricordando che la forza di questo gruppo nasce dal lavoro iniziato lo scorso 15 luglio.
Gabriele Bracaglia: L'eroe del pomeriggio non si è lasciato cullare dal gol vittoria. «Mancano ancora 90 minuti e daremo tutto noi stessi», ha dichiarato il difensore, consapevole che il "miracolo" giallazzurro richiede un ultimo sforzo collettivo.
La Piazza e lo Stirpe: 90 metri di apnea
Tutta la Ciociaria deve ora sintonizzarsi sulla stessa frequenza di squadra e allenatore. Il sorpasso all'ultima curva è stato entusiasmante, ma la volata finale si decide negli ultimi 90 metri. Venerdì 8 maggio alle 20.30, contro un Mantova che ha appena dimostrato di poter battere chiunque, lo Stadio "Benito Stirpe" dovrà essere un catino ribollente d'entusiasmo ma anche di infinita pazienza.
Nulla è stato ancora conquistato. C'è ancora bisogno di lottare, sudare e soffrire. Solo dopo il triplice fischio dell'8 maggio, se il Leone avrà fatto il suo dovere, si potrà finalmente dare il via alla festa. Per ora, testa bassa e pedalare: la Serie A è lì, a un passo, ma non è ancora stata conquistata
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