Kvernadze, un faro di stabilità a illuminare il reparto offensivo
Nome Giorgi, cognome Kvernadze. Segni particolari, saper lasciare sempre il segno nelle partite in cui frequenta il rettangolo verde e avere un “vizio” connaturato della rete. Andato e bersaglio in tre occasioni nelle ultime quattro partite, il georgiano si rivela essere un autentico faro del reparto offensivo frusinate. E, se la gioiosa macchina da gol e punti di Massimiliano Alvini sta occupando un lusinghiero nono posto con dieci punti a ridosso del salotto buono della graduatoria, parte del merito va ascritta alla sua ispirazione offensiva che mostra di non avere mai un filo di ruggine.
Una scommessa vinta
Lo scorso campionato, Kvernadze aveva archiviato la stagione con cinque reti all’attivo. Il fatto che ne abbia sinora segnate tre dopo soli sei turni con una media di una ogni due partite e per giunta in un gradino superiore della gerarchia calcistica nazionale rispetto a quello che frequentava nel 2025-26 è sicuramente indicativo sia di una pronunciata vitalità realizzativa, sia della sua maturazione come calciatore. La dirigenza frusinate ha quindi visto molto lontano nel confermarlo a libro paga, e del resto lui la terra di Ciociaria la considera ormai la sua vera casa con un’intesa che va al di là di quella calcistica. Confermati per la quarta stagione in un medesimo sodalizio non lo si è mai per caso, e Alvini è certamente consapevole di disporre di un prezioso stantuffo in grado non soltanto di bucare con grande disinvoltura le porte avversarie, ma anche di essere prezioso punto di riferimento in fase di rifinitura e distribuzione del gioco. La duttilità del suo impiego ne certifica cartesianamente la capacità di saper sempre incidere in un modo o nell’altro sulla manovra, con ampio beneficio del rendimento della squadra e, soprattutto, della classifica.
Una lunga gavetta
I primi passi mossi con il Saburtalo, con cui ha totalizzato 10 presenze considerando anche la seconda squadra, e poi le esperienze con il Telavi (23 presenze, 4 reti e tre assist) e con la Dinamo Batumi (sette discese in campo e una rifinitura) lo hanno fortificato tatticamente e umanamente, rendendolo progressivamente sicuro dei suoi mezzi e infondendogli il concetto di poter vestire i panni del motivatore della squadra. Quando, per la prima volta, ha lasciato la Georgia per sbarcare in Ciociaria, Georgi il talentuoso e il determinato non si è dimenticato di mettere in valigia questo concetto insieme con il desiderio di mettere il suo imprimatur sul calcio tricolore. Le ottantasei presenze condite da dodici reti e dieci assist sono un castello solido costruito sulle fondamenta di un’umiltà che non gli è mai venuta meno e lo ha portato a non montarsi la testa lavorando duramente. Un particolare che, certamente, la dirigenza giallazzurra ha notato e segnato a caratteri cubitali sull’agenda alla voce conferme.
Tra Ciociaria e Georgia
Kvernadze sta dimostrando di sapersi cimentare con grande padronanza su due fronti: da un lato quel Frosinone a cui sta dando man forte in termini di quoziente realizzativo, visione del gioco e capacità di movimentare il reparto offensivo, dall’altro una nazionale georgiana che su queste stesse caratteristiche fa ampio affidamento per cercare di spingere l’acceleratore sui suoi desideri di crescita, desideri che hanno già trovato in un recente passato una prima, significativa attuazione nella capacità della squadra di presentarsi ai nastri di partenza degli Europei del 2024. Con questa regolarità di rendimento evidenziata in giallazzurro, dunque, Kvernadze può arrivare a essere anche un faro per una nazionale cresciuta e ancora con tanta voglia di far lievitare ulteriormente le sue quotazioni.
Voci dal mercato
Se un giocatore rende, è normale che l'interesse nei suoi confronti si moltiplichi. I nomi delle pretendenti che circolano sono molti, dalla Roma al Napoli alla Fiorentina. Ma pare che il suo nome abbia avuto vasta eco anche in alcune realtà europee, Hull City in Premier League e Borussia Dortmund attuale capolista in Bundesliga su tutte. Ma è evidente che la compagine ciociara farà di tutto per tenerselo in famiglia, specialmente ora che sembra avere trovato la strada maestra sul piano realizzativo.
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