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Frosinone, il punto su Ghedjemis, gli investimenti esteri e le scelte societarie

Editoriale critico e costruttivo: la gestione del caso Ghedjemis, l'analisi degli acquisti stranieri e la necessità di ascoltare il "lato italiano".
25.08.2026 18:45 di  Stefano Martini  Twitter:    vedi letture
Calciomercato Frosinone, il punto su Ghedjemis, gli investimenti esteri e le scelte societarie
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© foto di Stefano Martini TuttoFrosinone

L'esordio in Serie A, atteso e sognato sin da quella magica notte della promozione, ha riconsegnato al pubblico dello stadio Benito Stirpe un Frosinone generoso, capace di disputare un ottimo secondo tempo contro la Juventus, ma inevitabilmente specchio di una squadra non ancora al completo. C'è stata la corazzata bianconera di fronte, e negare l'evidenza sarebbe un errore: i canarini non sono stati all'altezza del confronto nella prima mezz'ora, soffrendo la maggiore forza dell'avversario e rischiando di subire un passivo ben più pesante prima che la squadra trovasse le giuste misure, con i bianconeri che si sono divorati diverse occasioni. Non serve un 4-0 o un 5-0 sul groppone per accorgersi di ciò che non va; il Frosinone avrebbe anche potuto pareggiarla nel finale, ma la verità è che prima la Juventus avrebbe potuto ampiamente chiudere la contesa.

IL RUOLO DEL FONDO, GLI INVESTIMENTI E IL PESO DEL "LATO ITALIANO" – Giusto dare atto al presidente Maurizio Stirpe di aver elogiato la mole di investimenti garantita da Clara Vista: senza questa imponente liquidità, determinate operazioni economiche e ambizioni sul mercato non sarebbero state nemmeno ipotizzabili. Il mercato è ancora aperto ed è presto per emettere sentenze definitive, ma va sottolineato un aspetto cruciale: non sempre spendere tanto o affidarsi ciecamente ai nomi e all'algoritmo garantisce un reale innalzamento dell'asticella. Va valutato il contesto, e ad oggi sono arrivati sì giocatori sulla carta importanti, ma spesso stranieri e fuori condizione, che necessitano di un lungo tempo di adattamento e che conoscono poco o nulla la Serie A. Ci aspettiamo tutti grandi cose dal nuovo Frosinone e dalla nuova proprietà, e servirà tempo affinché i meccanismi girino al meglio; tuttavia, in questa fase si ha la netta percezione che il "lato italiano" della società sia stato ascoltato troppo poco in determinate scelte, nonostante una competenza e una conoscenza del calcio nostrano che avrebbero fatto comodo.

LA GESTIONE DEL CASO GHEDJEMIS – A pesare sul giudizio d'insieme c'è poi la gestione extracampo, emblema di una situazione non governata al meglio. Il miglior giocatore della rosa non può improvvisamente non scendere in campo il giorno della gara dopo essersi regolarmente allenato fino a poche ore prima. La vicenda legata a Farès Ghedjemis andava disinnescata con anticipo: Ghedjemis ha dato tantissimo alla causa giallazzurra e, se dovesse restare, siamo certi che darebbe il centodieci percento come sempre. Allo stesso modo, è legittimo che un ragazzo ambisca a palcoscenici importanti. Ma quando manca una settimana alla chiusura del mercato, la linea deve essere netta: o dentro, o fuori. Portare avanti il dubbio della cessione fino all'ultimo giorno non fa il bene di nessuno; ha già compromesso la sfida con la Juventus, rischia di condizionare la difficile trasferta di Firenze e aumenta esponenzialmente il pericolo di cedere un pezzo pregiato senza avere in tempo un sostituto adeguato.

URGENZA ATTACCO E LA PISTA BIRLIGEA – A completare il quadro delle criticità c'è il reparto offensivo. Sabato i giallazzurri saranno di scena al Franchi per la seconda giornata e l'esordio ha mostrato l'enorme coperta corta: contro la Juventus si è scesi in campo con il solo Antonio Raimondo in avanti, con l'assurda evenienza tattica che, in caso di crampi o problemi fisici, la squadra non avrebbe avuto un alter ego di ruolo in panchina. L'attaccante non va sbagliato e la ricerca richiede attenzione, ma il campionato è iniziato il 23 agosto. Le scommesse estere sono affascinanti, ma servono certezze. Le ultime notizie portano dritte a Daniel Birligea in arrivo dalla Steaua Bucarest: ci auguriamo realmente che l'affare sia definito e che il nuovo centravanti possa essere a disposizione già per la Toscana. La squadra ha dimostrato di avere enormi attributi, grinta e un'anima collettiva solida; adesso, però, ha bisogno di essere rifinita e completata per poter lottare ad armi pari su tutti i campi.

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