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-Juventus, l'analisi di Sandro Sabatini: "Vittoria che impresa non è"

Il commento del giornalista dopo il match dello Stirpe: la prova dei bianconeri, i singoli e il finale dei giallazzurri.
24.08.2026 10:45 di  Tuttofrosinone Redazione  Twitter:    vedi letture
Frosinone-Juventus, l'analisi di Sandro Sabatini: "Vittoria che impresa non è"

All'indomani del match d'esordio in campionato disputato allo stadio Benito Stirpe e vinto di misura (0-1) dalla Juventus, il noto giornalista Sandro Sabatini ha affidato le sue considerazioni a un videocommento pubblicato sul proprio canale. Dall'analisi della prestazione della squadra di Luciano Spalletti ai meriti e ai rischi corsi nel finale contro i giallazzurri, ecco l'analisi completa del match.

IL COMMENTO DI SANDRO SABATINI – Nel suo intervento, Sabatini ha esaminato i due volti della gara dei bianconeri: "Non si può partire dalla traversa colpita quasi all'ultimo minuto dal Frosinone, ma non si può nemmeno dimenticare che la Juventus ha sofferto in tutto il secondo tempo, di fatto. Dopo un primo tempo in realtà molto buono, molto positivo, nel quale Spalletti sembrava fin troppo furioso dalla panchina, con una squadra che invece esprimeva una furia di gioco notevole, che portava poi al gol di Bremer, strameritato anche per il singolo giocatore, il difensore brasiliano che sembra aver recuperato finalmente una stabilità fisica e atletica"[

Il giornalista si è poi soffermato sulle occasioni create e sul confronto con le altre squadre: "Aveva sfiorato più volte il raddoppio con Kolo Muani e Conceição, complessivamente positivi entrambi. Poi la Juventus nel secondo tempo ha sofferto e quindi passa quasi come una vittoria che impresa non è, non soltanto perché il Frosinone è neopromosso, ma semplicemente per il confronto con le altre neopromosse che hanno perso il Monza contro l'Inter e il Venezia addirittura in casa contro il Lecce"

In chiusura, uno sguardo ai singoli e al centrocampo: "La Juventus ha dato qualche segnale nel primo tempo molto confortante, un segnale su tutti è quello di Kolo Muani appunto, perché il giocatore c'è, il centravanti c'è, le occasioni le ha sprecate, ma le realizzerà. E poi in generale anche la squadra sembra compatta, sembra anche molto orientata a rispettare il calcio di Spalletti, con un giocatore magari in chiaroscuro che è Yildiz, ma recupererà, e con il solito trio di centrocampo Douglas Luiz-Locatelli-McKennie che produce tanto gioco di quantità e poca qualità. Ma questo è un discorso vecchio"

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