Alvini dopo Frosinone-Juventus: "Juve meritata, ma cerchiamo un attaccante dinamico. Ghedjemis? Spero resti con noi"

Massimiliano Alvini analizza la sconfitta del Frosinone contro la Juventus, ammettendo i demeriti del primo tempo ma lodando la reazione della squadra nella ripresa. Il tecnico fa il punto sul calciomercato in entrata per un nuovo attaccant
24.08.2026 10:30 di  Tuttofrosinone Redazione  Twitter:    vedi letture
Alvini dopo Frosinone-Juventus: "Juve meritata, ma cerchiamo un attaccante dinamico. Ghedjemis? Spero resti con noi"

Il debutto casalingo allo stadio Benito Stirpe lascia in eredità indicazioni preziose e spunti da cui ripartire per il Frosinone. Al termine del match contro la Juventus, l'allenatore giallazzurro Massimiliano Alvini ha analizzato la prestazione dei suoi ai microfoni di DAZN, soffermandosi sull'approccio timido del primo tempo e sulla grande reazione d'orgoglio mostrata nella ripresa, quando i canarini hanno costretto i bianconeri ad abbassarsi.

Nel corso del post-partita, il tecnico non si è nascosto nemmeno di fronte alle dinamiche di calciomercato, facendo il punto sulle ricerche della società per un nuovo rinforzo offensivo dinamico e blindando – almeno per il momento – Farès Ghedjemis, al centro di voci di mercato con il Beşiktaş.

Alvini, inevitabilmente la Juventus è partita forte, vi ha messo sotto pressione – l'abbiamo sentita urlare a un certo punto "non stiamo giocando" – ma poi pian piano il Frosinone è cresciuto, si è vista quella famosa tigna che era stata uno degli elementi che vi aveva portato in Serie A, e poi ci è mancato poco. Nel complesso, la vittoria della Juventus è meritata?

«Sì, perché nel primo tempo, specialmente a cavallo della metà che va dal 15° al 30°, siamo stati meno efficaci di quello che possiamo essere. Non abbiamo palleggiato in verticale, siamo andati solo in orizzontale, abbiamo fatto cose che ci appartengono poco, forse anche per il timore. Questa è una cosa che possiamo migliorare. Nel secondo tempo abbiamo fatto un buon secondo tempo, ma nel complesso la partita l'abbiamo poi anche fatta con coraggio. Se poi tu l'analizzi, hai avuto anche l'occasione per fare gol. Dispiace, dispiace perché te la sei giocata, e in un momento importante del primo tempo non l'hai fatto e questo non ce lo possiamo permettere, specialmente con una squadra come la Juventus.»

Mister, ascolta, la sensazione era che nel secondo tempo portavate molti più uomini, anche coi cambi che ha fatto lei mister: ha un po' stravolto in fase offensiva la squadra, nel senso che comunque era votata all'attacco e avete costretto la Juventus ad abbassarsi e quasi ad adattarsi a voi. Quello penso che sia il segnale più importante di questo secondo tempo.

«Il secondo tempo sì, la Juventus è finita nell'adattarsi a noi. E noi che nel primo tempo... me lo voglio, lo devo rivedere, perché siamo stati meno efficaci di quello che sappiamo fare, siamo stati meno performanti, siamo stati poco verticali, abbiamo attaccato poco gli spazi. Voglio rivederla. Ci sta sicuramente una qualità superiore di loro, ci sta una fisicità maggiore, però quella cosa lì la possiamo sopperire con impegno, con grande determinazione, con idee. Peccato, perché poi l'abbiamo fatta, ce la siamo giocata, ce la siamo giocata in maniera forte, li abbiamo costretti lì con coraggio. Peccato.»

Mister, le faccio una domanda sull'attaccante – l'ho fatta anche a Spalletti – senza nulla togliere a Raimondo, che è stato un grande protagonista della cavalcata della passata stagione e anche oggi ha fatto una buona partita anche di sacrificio: che attaccante vorrebbe? Che caratteristiche ha il suo attaccante che deve arrivare? Insomma, Stirpe e anche il direttore sportivo Castagnini hanno detto che state monitorando diversi profili. Quali sono le caratteristiche che mancano oggi per il suo attacco?

«Ho premesso che Raimondo ha fatto una buona partita; consideriamo che davanti c'aveva Bremer, un ragazzo giovane del 2004, è venuto fuori anche alla distanza. Nel secondo tempo, ha corso, ha attaccato lo spazio, ha tenuto anche il percorso di crescita dei ragazzi. È questo: non possiamo pretendere che Antonio possa risolvere o fare... ha fatto una buona partita ed è questo. Ma l'attaccante che cerchiamo, che cerco, che vorrei, è un attaccante dinamico, che mi possa dare la possibilità di attaccare lo spazio, mi possa dare la possibilità di attaccare oltre la linea, di andare profondo, di pressare. Vorrei un attaccante con quelle caratteristiche lì. Ma io oggi devo dire grazie alla mia squadra, perché io cosa devo chiedere ad Antonio? Non ha nemmeno la possibilità di un cambio in panchina, e devo dire grazie ad Antonio per quello che ha fatto da questo punto di vista qui. Ma sono certo che la proprietà lo prenderà l'attaccante. C'è da dare merito alla squadra per quello che ha fatto oggi nelle condizioni in cui ha giocato.»

Mister, io ricordo una sua intervista della passata stagione in cui diceva che Ghedjemis era un giocatore da Champions League. Adesso, insomma, andrà a giocare probabilmente in un club importante in Turchia, nel Beşiktaş. Oggi non era a disposizione: intanto quanto le dispiace non avere questo valore probabilmente in questa Serie A, e come si sostituisce un giocatore del genere anche in quella che è l'identità – e lei batte tanto su questo – della sua squadra?

«Farès è un giocatore straordinario. Bisogna ricordare che Farès è passato attraverso un percorso enorme: l'anno scorso qui non giocava, è un giocatore che poteva essere in uscita, ha fatto un campionato straordinario. Oggi ha una quotazione importante, per me è un giocatore da Champions League, una quotazione altissima, e sicuramente gli auguro il meglio. Ma io lo voglio allenare! Io lo voglio allenare, perché Farès mi porta il Frosinone alla salvezza insieme alla squadra. Quindi ancora è un giocatore nostro. Lui è stato distratto un po' dal mercato, ma io conto che lui giochi per me, per noi, per il Frosinone, perché è un giocatore sul quale ci crediamo. Poi, se arriva un'offerta enorme, queste sono valutazioni degli altri; io come allenatore spero che rimanga con me e mi dia la possibilità di poter lottare per l'obiettivo. Ma con quelle che saranno poi le decisioni della società, sono tutte accettate. Io oggi lo considero ancora un giocatore mio e spero di averlo quanto prima. È un giocatore fortissimo che ti dà la possibilità di andare in transizione, di partire. La Juve oggi ti riattaccava con Conceição, tu potevi riattaccare da una parte con Kvernadze, con lui – anche se Fini ha fatto un'ottima partita – ma è un valore aggiunto quello che potevamo avere.»

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