Serie B, comincia il rush finale! Frosinone in campo a Pasqua col Padova
La 33^ giornata di Serie B va in scena tra la domenica di Pasqua con due partite e il lunedì di Pasquetta con gli altri otto match.
Con tre punti, il Frosinone di mister Massimiliano Alvini, che in stagione è stato anche in testa da solo, acciuffa in testa, almeno per una notte, la capolista Venezia (con cui è in svantaggio negli scontri diretti). Per i ciociari la partita è assolutamente alla portata. Fra l’altro, nelle ultime gare Alvini ha fatto un profondo turnover ma i risultati continuano ad arrivare, a dimostrazione che la rosa è al livello di Venezia e Monza (e chi l’avrebbe mai detto?). E il Padova? Vi fa il suo debutto in panchina Roberto Breda che ha rilevato dopo l’ultimo turno Matteo Andreoletti, esonerato dopo 4 sconfitte di fila che hanno portato i biancoscudati nei pressi dei playout: riuscirà l’esperto tecnico trevigiano a fermare la caduta e salvare il Padova? Impresa che non si annuncia semplice.
Come il Frosinone, anche il Palermo di Inzaghi può approfittare dell’anticipo per provare a serrare le distanze dalle squadre di testa, vincere vorrebbe dire portarsi, almeno fino a lunedì pomeriggio, a un punto dal Monza e a quattro dal Venezia. Fra l’altro, il rendimento interno del Palermo è eccellente e la squadra vista prima della sosta, capace di vincere in 10 a Padova, potrebbe avere ancora la forza per dire la sua nella lotta per la A diretta, cioè per i primi due posti. Ma attenzione all’Avellino di Ballardini. Nell’ultimo turno ha perso a Marassi dalla Samp ma prima aveva messo insieme tre vittorie di fila che
hanno portato gli irpini molto vicini alla salvezza. Avellino dunque che giocherà al Barbera per trovare quei pochi punti che mancano per festeggiare la permanenza in B. All’arrivo di Ballardini, quando il 18 febbraio rilevò Biancolino, era un traguardo ancora tutto da conquistare.
Gara della verità per Ashley Cole, alla terza panchina da allenatore (debuttante) del Cesena: nella prima era arrivato il tonfo di Modena (3-0), poi il bel riscatto sul Catanzaro (3-1), successo reso ancor più rimarchevole dal fatto che i calabresi avevano saltato il turno infrasettimanale e invece sul campo i romagnoli avevano più gamba di loro. Ora il Sudtirol di Castori, che fino a pochi turni fa pareva potesse essere un serio competitore del Cesena per la conquista del playoff. Nelle ultime 4 uscite però, gli altoatesini hanno fatto un solo punto, perdere ancora vorrebbe dire, molto probabilmente, essere nuovamente risucchiati dalla zona calda della classifica da cui sembravano sufficientemente lontani. Sembravano, appunto.
Una delle ultime chiamate per il Bari di Longo, reduce da due sconfitte di fila e che oggi farebbe i playout (da peggio piazzata) e che ha un solo punto di margine su Spezia e Reggiana, le prime inseguitrici che oggi sarebbero retrocesse direttamente in C assieme al Pescara ultimo. Quel che più preoccupa, è lo stato di forma dei pugliesi che prima della sosta hanno incassato un umiliante 0-3 dalla Carrarese al San Nicola. Longo non ha mai nascosto sotto al tappeto la gravità della situazione, sferzando più volte la squadra (“se giochiamo così, finiamo in C”), anche se finora è servito a poco. Il Modena di Sottil si presenterà al 6° posto in classifica, con la possibilità di insidiare il quinto del Catanzaro, anche se per questo testa a testa probabilmente farà la differenza lo scontro diretto al Ceravolo che si doveva tenere alla 31ª giornata e che si recupererà il 14 aprile alle 19.
Il Catanzaro di Aquilani stava facendo faville prima della sosta ma nell’ultima uscita ha rimediato un ineccepibile 3-1 a Cesena. Fra l’altro, i calabresi non avevano giocato la gara infrasettimanale col Modena, rinviata per maltempo. E dunque, in teoria, si presentavano al Manuzzi meno stanchi degli avversari che invece li hanno messi sotto con una certa facilità, soprattutto nella ripresa. Non un bel segnale, anche se la squadra viene da un grande girone di ritorno e si giocherà il 5° posto, proprio col Modena, nel recupero del Ceravolo del 14 aprile (ore 19). E occhio al Monza di Bianco, che scenderà in campo sapendo il risultato di due rivali per la promozione diretta - Frosinone e Palermo - che giocheranno il giorno prima: sarà un vantaggio? Probabilmente no, soprattutto se a Pasqua le due rivali dovessero vincere, mettendo
ulteriore pressione ai brianzoli. Che però, per l’organico di cui dispongono, dovrebbero salire in A direttamente. Ma se il Catanzaro torna a essere la squadra vista prima di Cesena, potrebbe uscirne una partitaccia per il Monza che non è in testa da solo per qualche capitombolo di troppo (col Padova, ad Avellino…) che lo differenzia dalle dirette avversarie.
Cruciale scontro salvezza tra Mantova ed Entella. prima della sosta i virgiliani di Modestosono caduti a Modena (2-1), ko che ha un po’ complicato i piani salvezza, anche perché prima la squadra, col sostituto di Possanzini, pareva aver trovato una buona quadra (e aveva raccolto 7 punti in 3 gare). Oggi la classifica dice che il Mantova ha gli stessi punti dell’Entella e che dunque rischia fortemente di chiudere la stagione ai playout. I chiavaresi di Chiappella, nonostante qualche progresso, continuano ad avere grossi problemi fuori casa (hanno vinto solo in casa del Sudtirol, due trasferte fa), ora sono obbligati a fare uno scatto in più, proprio in una partita cruciale come quella di Mantova: la salvezza (o il ritorno in C dopo un anno) passa dal Martelli.
Ad oggi, la Reggiana, penultima in classifica, sarebbe retrocessa. Stagione molto complicata, iniziata da Dionigi e proseguita con Rubinacci, quando l’annata s’è trasformata in una via crucis. Ma alla ripresa ci sarà Pierpaolo Bisoli in panchina, il terzo tecnico stagionale si è presentato, come suo solito, il maniera vigorosa, per provare a risvegliare squadra e piazza ma non sarà semplice, anche se la classifica resta corta (i playout sono a un solo punto). Ma c’è da capire che partita potrà fare il Pescara di Gorgone che negli ultimi tempi stava macinando punti per provare a lasciare l’ultimo posto. Prima della sosta però, gli abruzzesi sono caduti a Empoli (4-2), devono dunque tornare a essere il Pescara precedente, trascinato dalle magie di Insigne e dalle reti di Di Nardo (già 13, è vice capo cannoniere dietro solo all’inarrivabile Pohjanpalo: e pensare che un anno fa era in C al Campobasso).
Per il Venezia capolista di Stroppa, uno degli impegni più probanti da qui alla fine del campionato: se batte un osso duro come la Juve Stabia di Abate, può fare un passo sostanziale per la promozione diretta in A, specie se dovessero arrivare buone nuove dalle dirette concorrenti (il Monza, soprattutto, che non ha una gara agevole a Catanzaro e che giocherà in contemporanea). Gli arancioneroverdi sono di sicuro la squadra più forte, lo hanno dimostrato più volte. Ma finché la lotta per la A diretta resta aperta, non possono mollare di un centimetro. E lo stesso deve valere anche per le Vespe. La Juve Stabia ha i mezzi per fare i playoff e in tal senso è stato fondamentale, prima della sosta, mettere sotto in casa lo Spezia, confermandosi così al 7° posto, a +2 sul Cesena ottavo e a +6 sulle squadre appena fuori dal perimetro playoff (Carrarese e Avellino): insomma, la partecipazione agli spareggi playoff non è ancora in tasca ma Abate è sulla strada giusta.
In una stagione tormentata come quella precedente, la Samp di Lombardo ha potuto vivere una sosta serena, grazie alla vittoria sull’Avellino (2-1), conseguita prima della pausa. Successo che ha cambiato poco il volto della classifica ma che almeno ha ridato tranquillità all’ambiente, se si pensa alla contestazione feroce (con toni che andrebbero evitati) subita dalla Samp alla vigilia della sfida con gli irpini. Ora, nelle ultime sei uscite, servirà un minimo di continuità, merce rara per la stagione blucerchiata. E attenzione all’Empoli che piano piano si sta cavando fuori dai guai. Con Fabio Caserta (terzo tecnico stagionale dopo Pagliuca e Dionisi), in tre uscite sono arrivati 5 punti che permettono ai toscani di stazionare a +2 sulla zona playout. Ancora non basta, ma intanto l’Empoli, col nuovo allenatore, non ha più perso: Samp avvisata, dunque.
Di fatto è una sorta di derby, La Spezia e Carrara, pur trovandosi in Liguria e Toscana, distano solo una trentina di chilometri. Gli apuani di Calabro, imbattuti da 3 gare nelle quali hanno raccolto 7 punti, si sono quasi levati dai guai, con 3-4 punti da qui alla fine del campionato dovrebbero avere la certezza di mantenere la categoria per il secondo anno di fila (e pensare che nel 2024, quando sbarcarono in B, tutti li davano per spacciati in partenza), completando un campionato molto simile a quello passato. La maggior curiosità però, sarà per lo Spezia dove torna in panchina Luca D’Angelo che una settimana fa ha rilevato Roberto Donadoni. L’ex ct dell’Italia, che tornava in panchina dopo diversi anni, ha perso la sua scommessa, non ha risollevato i liguri che oggi retrocederebbero direttamente. E così ci proverà l’Omone-D’Angelo che aveva iniziato la stagione e che due annate prima aveva già salvato lo Spezia (all’ultima giornata) ma era subentrato in autunno, non a marzo: riuscirà a ripetersi? Di sicuro, stavolta, vista la situazione che eredita, sarà più dura.
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