L’ANGOLO DEL TIFOSO – Simona Celletti: “Il mio amore per il Frosinone va al di là di ogni categoria!”

29.03.2022 11:30 di  Francesco Cenci   vedi letture
L’ANGOLO DEL TIFOSO – Simona Celletti: “Il mio amore per il Frosinone va al di là di ogni categoria!”

Oggi abbiamo il piacere di intervistare una tifosa davvero accanita del Frosinone, Simona Celletti, la quale tifa giallazzurro da quando aveva 6 anni e due anni dopo si è abbonata. Da allora fino ad oggi non ha assistito soltanto a 2 partite tra serie A e serie B: quando si dice l’amore per la propria squadra! Beh, Simona ne è l’esempio vivente. Questo amore si estrinseca con il tatuaggio dello stemma del Frosinone che Simona si è fatto l’anno della retrocessione dalla serie A, a testimonianza del fatto che il vero amore si vede nei momenti difficili, insomma Simona è “malata” di Frosinone!

Simona, come ti spieghi questa altalena di prestazioni del Frosinone: grandi gare giocate contro squadre di alta, mentre si fa fatica a portare a casa i 3 punti nelle partite sulla carta più abbordabili. A cosa lo attribuisci?

“Io credo che il Frosinone faccia un’enorme fatica contro squadre che si chiudono e giocano per lo più in contropiede. Guardando anche le altre partite, la squadra purtroppo fatica molto quando arriva negli ultimi venti metri e, di conseguenza, giocando molto con tocchi ravvicinati è difficile applicare questo tipo di gioco contro squadre chiuse in difesa, mentre risulta molto più semplice applicare questo tipo di tattica con squadre che, consapevoli della propria forza giocano a viso aperto e quindi ti lasciano quel margine necessario per poter costruire l’azione e avvicinarti all’area di rigore quanto più possibile. Da non sottovalutare anche l’aspetto psicologico che secondo me è di fondamentale importanza. Avendo una squadra molto giovane è ovvio che i ragazzi abbiano la voglia di farsi valere e magari c’è una motivazione maggiore quando si gioca contro squadre più competitive. Mentre penso che, quando si gioca contro chi non ambisce a risultati così eclatanti, a livello di obiettivi finali, forse potrebbe prendere il sopravvento un po' di superficialità”.

Come giudichi fin qui il campionato dei giallazzurri e cosa ti aspetti per il rush finale di questa stagione?

“Credo che il campionato del Frosinone sia più che positivo, perché comunque è stato raggiunto con largo anticipo quello che era l’obiettivo principale dichiarato dalla società e cioè quello della salvezza. Sicuramente il Frosinone potrà dire la sua fino alla fine del campionato. Altro aspetto, non secondario, è quello che finalmente la squadra esprime un bel gioco: un gioco se vogliamo anche divertente, qualitativamente parlando molto soddisfacente. Penso che la squadra dirà la sua e darà fastidio a tutte quelle squadre che saranno già convinte di essere con un piede e mezzo in A. Ne vedremo delle belle”.

Mister Grosso è arrivato un anno fa in Ciociaria. Che bilancio ti senti di fare del lavoro svolto dal tecnico campione del Mondo: ti soddisfa?

“Credo che mister Grosso abbia fatto fin qui un ottimo lavoro, perché è cresciuto come allenatore e con lui tutta la squadra. C’è stata un’unità di cammino e anche di coerenza degne di nota. Ha fatto molto bene finora, sbagliando anche qualche cosa come è logico che sia, ma non gli si può rimproverare nulla. Anche perché, come già detto, l’obiettivo dichiarato ad inizio stagione è stato raggiunto e l’operato dell’allenatore viene giudicato in primis in base al risultato che la società si era prefissata. In secondo luogo, si può vedere come la squadra esprima un gioco veramente divertente e finalmente noi tifosi, dopo tanti anni, possiamo osservare un Frosinone che gioca bene a pallone. Forse l’unica formazione che esprimeva un gran gioco a livello qualitativo fu quella allenata da Pasquale Marino. Da allora in poi non abbiamo visto un granchè a livello di gioco espresso. Sono stati raggiunti grandi risultati negli anni, ma con scarsa qualità di gioco”.

Quest’anno nell’organico del Frosinone ci sono tanti giovani di talento e prospettiva: qual è quello che fino ad adesso ti ha più impressionato?

“Sarebbe scontato dire Federico Gatti, perché le sue qualità sono ormai sotto gli occhi di tutti. Quello che personalmente mi ha fatto un’ottima impressione è stato Zerbin, il quale ad inizio campionato è stato un po' in bilico, ma poi con il passare delle giornate è divenuto un elemento indispensabile ed imprescindibile per tutta la squadra. E’ un ragazzo pieno di energie che tecnicamente gioca veramente bene. Ha una grinta che per me è determinante, specialmente quando si è giovani”.

La spinta del tifo è stato da sempre un valore aggiunto per il Frosinone il non aver potuto contare, causa Covid, sulla massima capienza degli stadi ha inciso secondo te sul rendimento della squadra?

Beh, questo sicuramente. Come si è sempre detto il calore del tifo è stato da sempre il dodicesimo uomo in campo del Frosinone. Le partite che ricordo con particolare affetto, in cui il tifo fu determinante, fu Frosinone-Bologna che sancì a livello di prospettive la prima promozione in serie A del Frosinone.  Quell’anno affrontammo un avversario nettamente superiore a livello di individualità. Nel recente passato si è sofferto tanto, soprattutto quando gli stadi erano a porte chiuse. Però, nonostante questo, il tifo non ha mai fatto mancare il proprio apporto. Ognuno di noi ha fatto il doppio di quello che avrebbe potuto fare sugli spalti, come poi hanno fatto i giocatori in campo. Non mi stancherò mai di ripetere che, nonostante i risultati non siano stati sempre super costanti, i ragazzi abbiano messo in campo tutto quello che avevano, sempre. E penso che questo sia stato merito anche di noi tifosi”.

Sette gare al termine della stagione: quanti punti da qui alla fine del torneo otterranno i giallazzurri e dove li collochi nella graduatoria finale?

“Sinceramente credo che almeno 15 punti potrebbero ottenerli tranquillamente. Ovviamente, il Frosinone è una squadra che ha peccato un po' nella continuità durante l’arco del campionato, ma penso che quindici punti siano alla nostra portata. Per quanto riguarda la posizione di classifica finale a mio avviso sarà un pochino difficile andare oltre il quarto/quinto posto. Il sogno sarebbe quello della promozione diretta ma salvo debacle eclatanti delle squadre che ricoprono le prime posizioni la vedo veramente difficile. L’ideale invece sarebbe ottenere il terzo posto, in vista di un eventuale finale dei play off in casa. Ormai credo che sia inutile nascondere la testa sotto la sabbia, come si suol dire. Ormai ci siamo, lottiamo per raggiungere questo traguardo e accettiamo con positività quello che l’avvenire ci riserverà”.