Guido Carboni a Bordocampo serie B: "D'ora in poi comincerà il vero campionato. Grosso? Frosinone è la piazza giusta per affermarsi come tecnico"
Guido Carboni, ex allenatore giallazzurro ed artefice della miracolosa salvezza in B del Frosinone, nella stagione 2009/2010, è stato ospite della trasmissione “Bordocampo Serie B", andata in onda ieri sera su Teleuniverso. Carboni ha tracciato un bilancio di quello che fin qui ha detto il campionato cadetto, soffermandosi in particolare sul momento ed ambizioni dei Ciociari per il finale di stagione. Queste le sue dichiarazioni.
Carboni, che idea ti sei fatto di questa serie B fino a questo momento ed in attesa del rush finale?
“Quest’anno è un campionato estremamente equilibrato. Non si comprende bene ancora quali saranno le squadre ad andare direttamente in A, poiché ogni settimana cambia la capolista della classifica. Ci sono tante squadre in pochi punti, credo che questa sosta permetterà a tutti di ricaricare le pile dal punto di vista atletico e di recuperare gli infortunati. D’ora in avanti comincerà il vero campionato. Nelle prossime gare si deciderà tutto”.
Mister, a Frosinone sei ricordato come protagonista di una salvezza a cui non ci si sperava più (nella stagione 2009/2010). Mister, tu arrivasti e quale fu la partita svolta in quel campionato miracoloso?
“Quell’anno ci fu un colpo di fortuna, perché anche la fortuna in alcuni casi, come in quella circostanza, fu determinante. Io entrai in corsa a poche gare dalla fine del campionato. Quando subentrai io, il Frosinone arrivava da una serie di non vittorie. I giallazzurri fecero molto bene nel girone di andata, mentre si persero un po' in quello di ritorno. Direi che la gara della svolta fu quella di Cittadella, in cui fece un eurogol Roberto Stellone che ci diede slancio ed energie fisiche e mentali per poi fare quella rincorsa, che ci permise di inanellare una serie di vittorie decisive come quella di Ascoli e di Grosseto. Furono una serie di gare in cui fummo molto bravi. Ripeto, quando subentri in una squadra, devi saper toccare le corde giuste ed avere una buona dose di fortuna”.
Che giudizio dai all’operato di Grosso a Frosinone fino a questo momento?
"Fabio Grosso sta facendo bene. Quella di Frosinone è un’opportunità grandissima per la sua carriera da allenatore. Nonostante sia stato un calciatore affermatissimo, un campione del Mondo, ha avuto esperienze in panchina in piazze come Bari, Verona dove non è stato molto fortunato. Quindi in una città come quella di Frosinone, che io conosco molto bene e che vive di calcio ha la possibilità di crescere come tecnico e, soprattutto, affermarsi. Se avesse la fortuna e la bravura di centrare un obiettivo importante con il Frosinone, sarebbe sicuramente un gran trampolino di lancio per lui”.
E’ un campionato in cui è ancora tutto aperto secondo te, soprattutto ne prime posizioni della classifica?
“Assolutamente si. Mi è capitato di assistere a più di qualche partita del Benevento quest’anno e posso dire che quella scorsa è stata senza dubbio una delle più brutte prestazioni della stagione dei sanniti. Il Frosinone, dal canto suo, dovrà prendere spunto dalla partita giocata Sabato in cui i canarini hanno fatto molto bene. Si è vista una squadra aggressiva, corta, che non ha mai permesso al Benevento di poter ripartire. Direi che dall’ultima partita si potranno prendere tutti gli spunti per ricavare tanti aspetti positivi. Questo è un campionato estremamente equilibrato. Forse il Monza è la squadra che ha un tasso qualitativo leggermente superiore, ma non hanno neanche loro la necessaria continuità. Ci sono molte squadre in pochissimi punti. Credo che quelle che hanno dai 40 punti in su, possono tutte ambire a qualcosa di importante, a patto che si vincano gli scontri diretti perché d’ora in poi se ne giocheranno tanti”.
Gatti a parte, quali sono 3 nomi che stanno emergendo in questo torneo cadetto e che potrebbero avere un futuro nella Massima serie?
“In questo campionato ce ne sono di giovani bravi. Poco tempo fa si parlava molto di Lucca che era sulla bocca di tutti, poi ha avuto un periodo di flessione, ma per lui questa categoria potrà sicuramente essere un trampolino di lancio importante. Anche a Benevento ci sono giovani interessanti, nonostante quella scorsa non sia stata una bella partita per la squadra campana. La serie B è un campionato molto formativo e che da slancio. In questo campionato ci sono calciatori che potrebbero far bene anche in A, a patto che si trovi poi la società che investe e l’allenatore che crede nelle potenzialità di questi ragazzi. Ci sono tanti giocatori interessanti, se ne citassi uno poi ne dimenticherei sicuramente qualcuno. Un giocatore che fa la differenza in questa categoria, anche se non è più giovanissimo è sicuramente Torregrossa del Pisa. Avere in rosa un giocatore come lui, in B fa la differenza”.
Qual è la differenza più grande che trovi tra questo campionato e quello in cui lei sedeva sulla panchina del Frosinone?
“Penso che la serie B negli anni passati era un campionato di un livello un po' superiore. Negli anni in cui io ero in B, ho allenato squadre che poi vinsero il campionato e si riconfermarono in A. Mi riferisco al Torino, al Crotone, squadre che poi fecero bene successivamente anche in Massima serie. Ultimamente invece, le neo promosse 2 su 3, difficilmente poi riescono a salvarsi l’anno successivo in serie A. Il livello è un pochino sceso, ma non per mancanza di giocatori forti, ma perché è calato il livello anche nelle categorie inferiori, come la Lega Pro. Fermo restando che la B rimane uno dei campionati più affascinanti ed equilibrati a livello europeo”.
Quali saranno le prime due classificate che andranno direttamente in A?
“Ti ripeto, non è facile. La Cremonese ha preso una batosta a Pisa a cui ho potuto assistere dallo stadio, sulla quale non avrei scommesso un euro. Poi si sono ripresi con due vittorie ed oggi sono primi in classifica. Ad inizio anno avrei scommesso sul Monza, per le qualità dei giocatori che hanno in rosa. In questo momento ci sono squadre come Brescia, Lecce che si sono rifatte sotto. Frosinone e Benevento hanno rose attrezzate, non inferiori a queste due. E’ un campionato talmente equilibrato in cui non c’è una vera favorita. A pelle, mi viene da dire Cremonese, perché nonostante qualche battuta d’arresto è rimasta lì e sono tanti anni che prova a fare il salto di categoria. Ma sinceramente quest’anno il campionato cadetto è un terno al lotto…”