-PESCARA, grave insufficienza per Di Marco. Tra espulsioni, proteste e gol annullati, quanti errori per il fischietto di Ciampino
Una partita difficile da spiegare per chi non l'ha vissuta. Quella tra Frosinone e Pescara, andata in scena ieri sera allo Stirpe, ha dimostrato quanto imprevedibile possa essere il calcio, ma tra sano (e meno) agonismo e scelte arbitrali discutibili, il clima allo stadio è diventato incandescente, con 14 minuti di recupero e proteste da ambo le parti. A dirigere l'incontro, il sig. Di Marco di Ciampino, coadiuvato dai VAR Maggioni e Santoro, che vanta un solo precedente con i giallazzurri, risalente ad inizio di questa stagione, quando il Frosinone si impose per 0-1 a Padova.
Troppe, dicevamo, le decisioni a nostro giudizio incomprensibili, a partire dal gol annullato a Calvani a fine primo tempo. Il difensore giallazzurro salta più in alto di tutti e realizza di testa, con Di Marco che convalida inizialmente la rete dell'1-2. Il VAR, però, interviene e richiama il fischietto di Ciampino al monitor, mostrandogli la spinta dello stesso Calvani ai danni di Altare. Un contatto lieve esiste, è vero, ma totalmente giustificabile nel contesto di due calciatori che si contendono il pallone. Nessuna esagerazione e nessuna intenzionalità, a parer nostro. A presa diretta, evidentemente, Di Marco non lo aveva nemmeno notato, tanto da essere costretto ad un On field review.
Nei meriti da dare all'arbitro di Ciampino, c'è evidentemente una certa coerenza nel metro di giudizio. Siamo all'83', quando Altare tocca alle spalle Gelli, ottimamente servito in area di rigore. Il centrocampista del Frosinone cade, sbilanciato dal contatto del suo avversario: il direttore di gara assegna il penalty alla squadra di Alvini, mostrando addirittura il rosso al 15 del Pescara. Come prima, il contatto è a nostro avviso lieve anche se diverso nella dinamica rispetto all'episodio di Calvani. Giudicarne l'intensità spetta sempre all'arbitro, che questa volta lo ha notato, contrariamente a quanto citato prima, e la coppia Maggioni-Santoro del VAR non può quindi intervenire. Tanti dubbi, però, rimangono sull'espulsione. La più volte citata regola 12 dell'AIA, dice che, in area, "il calciatore colpevole dovrà essere ammonito se l’infrazione deriva da un tentativo di giocare il pallone o da una contesa per il pallone; in tutte le altre circostanze (ad esempio: trattenere, spingere, tirare, mancanza di possibilità di giocare il pallone, ecc.) il calciatore colpevole dovrà essere espulso".
Per come si è sviluppata l'azione, il contatto secondo noi è tanto lieve da apparire più che altro un tentativo di rubare il pallone a Francesco Gelli, che lo aveva appena agganciato dal lancio dell'altro Gelli, Jacopo. Lo stesso Altare, infatti, si sbilancia e cade a terra, dimostrando la non intenzionalità di quanto accaduto. Sarebbe stata più consona, a nostro avviso, una semplice ammonizione. Rimane, comunque, insindacabile il giudizio del direttore di gara, certamente di diverso avviso sull'episodio.
Una gestione di gara complicata, sicuramente resa ancora più complessa da un clima non facile da gestire, tra petardi e proteste da ambo le parti. Le decisioni arbitrali, però, hanno soltanto contribuito ad alimentare una tensione già palpabile, complice anche un VAR non così impeccabile. La nostra valutazione sull'operato del direttore di gara, quindi, non può che essere gravemente insufficiente, avendo inciso in maniera netta sul corso della partita.
VOTO TUTTOFROSINONE - 4
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Voti dei quotidiani
Corriere dello Sport - 4
Gazzetta dello Sport - 5
Tuttosport - 6.5
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