CESENA-FROSINONE, il voto a Massimi e l'analisi sui due penalty. Come è andata la partita del fischietto di Termoli?
È andata in archivio ieri la 30ª giornata del campionato di Serie B, in attesa dei posticipi tra Virtus Entella-Avellino e Südtirol-Pescara. Ad arbitrare il Frosinone nella trasferta romagnola contro il Cesena, è stato chiamato il sig. Massimi della sezione di Termoli, al suo quindicesimo fischietto stagionale tra Serie A, Serie B e Coppa Italia. Sono 7 i precedenti con i giallazzurri, che raccontano di una sola vittoria, 3 pareggi e 3 sconfitte. L’ultimo incrocio risale al febbraio 2025, ai tempi di Salernitana-Frosinone 1-1.
Quella contro i bianconeri, è una gara viva fin dai primi minuti, combattuta e spesso spezzata da episodi decisivi: pali, un rigore parato, un altro assegnato e poi revocato dal VAR, oltre a quattro gol che hanno reso il pomeriggio tutt’altro che banale. Ma proviamo ad andare con ordine. A circa cinque minuti dalla rete del vantaggio di Corrado, arrivata al 40' di gioco, il fischietto molisano assegna il primo penalty ai padroni di casa. Ciervo dalla sinistra si accentra e mette il pallone in mezzo per Cerri, che riesce a colpire di testa nonostante l'uscita di Palmisani e indirizza fuori. Per l'arbitro, però, il contatto tra il guantone e il numero 7 bianconero c'è ed è falloso. Proteste nette da parte del portiere giallazzurro, che afferma di non aver toccato l'avversario, senza riuscire a convincere Massimi. Alla fine, il rigore verrà comunque neutralizzato dal classe 2004, ma a rivedere le immagini sorgono tanti dubbi sull'effettiva esistenza del fallo. Difficile da valutare in presa diretta, certo, ma con il VAR ci si sarebbe aspettata una comunicazione differente.
Interazione che invece ha funzionato in occasione del secondo penalty, causato da una potenziale trattenuta di Calvani ai danni di Berti. Dopo l'iniziale decisione di concedere il tiro dagli undici metri, Meraviglia e Di Vuolo hanno richiamato il direttore di gara per valutare un contatto che, nei fatti, praticamente non c'è stato. Il difensore giallazzurro, in anticipo sul pallone, appoggia il braccio destro sul ventre del suo avversario nel tentativo di difendere la sfera, che però si sbilancia e cade a terra. Nessuna trattenuta evidente, solo un normale contrasto di gioco in una fase concitata del match.
Bene l'intervento del VAR anche al 37' che, nonostante le proteste per un possibile fallo di Corrado ai danni di Shpendi in area, ha prontamente segnalato la posizione irregolare del calciatore albanese.
Cinque le ammonizioni complessive, di cui solo una in casa Frosinone (a Jacopo Gelli, ndr), e una direzione che ha vissuto di alti e bassi ma che non ha saputo fare a meno del prezioso ausilio del VAR per non commettere errori che avrebbero potuto indirizzare pesantemente l'esito della gara
Per questo, la valutazione che proponiamo per l'arbitro molisano, non può assolutamente essere positiva
VOTO TUTTOFROSINONE - 5
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Voti dei quotidiani
Corriere dello Sport - 4.5
Gazzetta dello Sport - 5.5
Tuttosport - 6
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